Se c'è una cosa che il Marvel Cinematic Universe ha insegnato ai suoi spettatori, è che le apparenze ingannano. E nessuna razza aliena incarna meglio questo principio degli Skrull. Quei volti verdi rugosi, quelle orecchie a punta, quella capacità di diventare chiunque vogliano: chi li guarda non può fare a meno di pensare "cattivi". Eppure, quando li incontriamo per la prima volta in Captain Marvel (2019), la sorpresa è dietro l'angolo. Quella che sembrava una classica storia di invasione aliena si trasforma in un racconto di persecuzione, esilio e sopravvivenza.
Ma allora: gli Skrull dell'MCU sono buoni o cattivi? La risposta, come spesso accade nell'universo Marvel, è più sfumata di quanto sembri.
Quando Captain Marvel uscì al cinema, i fan dei fumetti erano pronti a vedere la solita storia: gli Skrull come minaccia subdola, i Kree come i "buoni" guerrieri spaziali. E invece, il film ha capovolto ogni aspettativa.
La verità che Carol Danvers scopre è sconvolgente: gli Skrull non sono invasori, ma rifugiati. Il loro pianeta natale, Skrullos, è stato distrutto dai Kree in una guerra genocida durata millenni. I superstiti vagano per la galassia cercando un nuovo luogo dove vivere in pace, braccati dall'Impero Kree che li dipinge come mostri per giustificare la propria aggressività. Il leader del gruppo che incontriamo, Talos (interpretato da Ben Mendelsohn), non è un conquistatore: è un padre disperato che vuole solo riabbracciare la sua famiglia.
Questa inversione dei ruoli è stata una scelta narrativa deliberata da parte dei Marvel Studios. Lo stesso Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, ha dichiarato: "Una delle cose che volevamo fare in questo film è non giudicare un libro dalla copertina e sovvertire le nozioni preconcette del pubblico sugli alieni verdi dalle orecchie a punta".
Alla fine di Captain Marvel, Carol Danvers decide di aiutare Talos e i suoi rifugiati a trovare una nuova casa, volando via con loro nello spazio. Sembra l'inizio di una bella storia di redenzione. Peccato che non sia andata così.
Passano gli anni. Nell'universo cinematografico, sono passati più di trent'anni da quegli eventi. E Nick Fury, che aveva promesso aiuto agli Skrull, non ha mai mantenuto la parola.
La serie Secret Invasion (2023) ci mostra le conseguenze di questa promessa infranta. Un gruppo di Skrull, guidato dal radicale Gravik (Kingsley Ben-Adir), ha perso la fiducia in Fury e nell'umanità. Dopo decenni a nascondersi, a impersonare umani solo per sopravvivere, a vedere i propri cari morire mentre aspettano una casa che non arriva, alcuni Skrull hanno deciso che è tempo di prendersi ciò che gli spetta con la forza.
Gravik non è un mostro senza cuore. È il prodotto di una promessa tradita. Da bambino, aveva creduto in Nick Fury. Ora, quell'ingenuità è stata sostituita da un'amarezza profonda e da una determinazione ferrea: gli Skrull non chiederanno più asilo. Lo prenderanno.
E così, siamo davanti a un paradosso morale. Gli Skrull rimangono, in larga parte, delle vittime. Sono ancora un popolo senza patria, ancora perseguitati dai Kree (e ora anche dagli umani, se scoprissero la verità). Ma alcuni di loro, spinti dalla disperazione, sono diventati i cattivi della situazione. Non per malvagità intrinseca, ma per la logica spietata di chi non ha più nulla da perdere.
Se tutto questo vi sembra complicato, aspettate di conoscere la versione cartacea. Nei fumetti Marvel, gli Skrull sono da sempre tra i villain più feroci e subdoli dell'intero universo.
Apparsi per la prima volta nel lontano 1962 in Fantastic Four #2, gli Skrull classici sono un impero militarista e conquistatore. La loro guerra contro i Kree è durata milioni di anni, e la Terra è finita in mezzo a questo conflitto più volte. Sono subdoli, spietati, disposti a tutto pur di espandere il proprio dominio.
La storia più famosa che li vede protagonisti è proprio "Secret Invasion" (2008), da cui la serie TV ha preso il nome. Nel fumetto, si scopre che gli Skrull hanno sostituito numerosi supereroi con i loro impostori, infiltrandosi nelle massime cariche del mondo supereroistico per anni prima di attaccare apertamente. La loro regina, Veranke, ha impersonato Jessica Drew (Spider-Woman) per anni, sedendo persino tra gli Avengers. Questo è il livello di tradimento e inganno di cui sono capaci i fumetti: non vittime, ma predatori.
E poi ci sono i Super-Skrull, come Kl'rt, potenziati con i poteri di interi team di eroi (il primo aveva tutti i poteri dei Fantastici Quattro). E i Warskrull, nati con l'abilità di copiare i poteri altrui senza bisogno di tecnologia. Insomma, un incubo per qualsiasi difensore della Terra.
La chiave per capire questa differenza sta nelle dimensioni e nelle circostanze.
Nei fumetti, l'Impero Skrull è una potenza galattica immensa, antica di milioni di anni, che ha conquistato intere galassie. Sono militaristi, imperialisti, e la loro guerra contro i Kree è una lotta per il predominio cosmico. La Terra è solo una pedina.
Nell'MCU, invece, gli Skrull che abbiamo incontrato sono solo i superstiti di un genocidio. Il loro impero è stato distrutto. La loro civiltà è in frantumi. Quelli che vediamo sono profughi, non conquistatori. Certo, come mostra Secret Invasion, anche i profughi possono diventare pericolosi quando la disperazione supera un certo limite. Ma non è la stessa cosa.
Come ha spiegato Kevin Feige, l'idea è che "incontrerai Skrull buoni e Skrull cattivi", esattamente come tra gli esseri umani. Non sono una razza monolitica. C'è chi, come Talos, ha mantenuto la fiducia in Fury e nella cooperazione. E chi, come Gravik, ha scelto la via della violenza.
I Dire Wraith sono una sottospecie deviante degli Skrull, separatasi millenni fa. Mentre gli Skrull classici usano la mutaforma per infiltrarsi, i Dire Wraith usano la magia oscura e succhiano il cervello delle vittime con una lingua retrattile per rubarne i ricordi e l'identità. Sono vampiri psichici, spietati, e anche gli altri Skrull li hanno cacciati via per la loro pericolosità.
Se gli Skrull dei fumetti sono già dei villain temibili, i Dire Wraith sono il livello successivo di orrore. Per fortuna, nell'MCU non sono ancora comparsi (e forse è meglio così).
Allora, alla fine: gli Skrull dell'MCU sono buoni o cattivi?
La risposta più onesta è: dipende da quale gruppo stai guardando e in che momento. Quelli che abbiamo incontrato in Captain Marvel erano prevalentemente vittime, buone e compassionevoli. Quelli che vediamo in Secret Invasion sono più complessi: alcuni sono ancora leali a Fury, altri si sono radicalizzati diventando una minaccia concreta per la Terra.
Forse il vero insegnamento della storia degli Skrull nell'MCU è che non esistono razze intrinsecamente malvagie. Esistono circostanze che spingono le persone a diventare mostri. I Kree li hanno trasformati in profughi. Nick Fury, con la sua promessa mantenuta, li ha trasformati in alleati. E il fallimento di Fury, con decenni di attesa e nessuna casa all'orizzonte, ha trasformato alcuni di loro in terroristi.
Non sono buoni. Non sono cattivi. Sono, semplicemente, disperati. E la disperazione, come ben sanno i fan di lunga data, è il carburante più pericoloso che esista.