Se parliamo di ferocia, di strada, di sangue vero, non c’è partita. E non mi nascondo dietro giri di parole: Lady Shiva spazza via Electra in tre secondi, le fa il nodo al collo e la appende al gancio della morte prima che Electra capisca da che parte è arrivato il vento.
Ma aspetta. Mettiamo in pausa l’istinto primordiale. Perché qui non stiamo parlando di due lottatrici qualsiasi. Stiamo parlando di due creature nate dalla penna di uomini che la violenza la conoscevano bene: Frank Miller e Dennis O’Neil. Due mondi diversi. Due livelli di crudeltà. Due pesi massimi che però, se salissero nello stesso Ottagono, produrrebbero una carneficina che nemmeno l’UFC avrebbe il coraggio di autorizzare.
Partiamo da Electra Natchios. Assassina addestrata, ninja, padrona dell'uso del sai, capace di uccidere con un capello, di sparire nell’ombra, di leggere il corpo dell’avversario come fosse un libro di testo scritto in greco antico. Il suo stile è arte marziale pura, acrobatica, elegante. Il suo problema? È ancora troppo umana. Troppo legata all’emozione, al rimpianto, al dramma interiore. Electra combatte con il cuore. E in strada, il cuore è un peso morto.
Poi c’è Lady Shiva. Lei non è umana. Lei è la morte che cammina. Shiva non è un’assassina: è la perfezione biologica applicata alla violenza. Non combatte per denaro, per vendetta, per giustizia. Lei combatte per scoprire se esiste qualcuno in grado di ucciderla. Il suo corpo è un’arma talmente affilata che persino Batman – Batman – l’ha guardata e ha pensato: “Forse è meglio evitare”.
Ora, ipotizziamo l’incontro.
Nelle arti marziali miste, ci sono tre fasi: piedi, clinch, terra. In tutte e tre, Lady Shiva è superiore. Non di poco. Superiorità genetica.
In piedi: Electra ha un background nella muay thai e nel ninjutsu, movenze fluide, colpi rotanti, sai affilati. Ma Shiva non usa armi. Lei è l’arma. Ha imparato ogni arte marziale esistente leggendola, guardandola una volta sola. Ha battuto Richard Dragon, il maestro dei maestri. Ha spezzato le costole a Batman. Ha insegnato a Cassandra Cain – la migliore combattente corpo a corpo dell’universo DC – come uccidere un uomo con un dito. In piedi, Electra potrebbe anche piazzare un colpo. Uno. Poi Shiva legge la traiettoria, si abbassa, entra in distanza e le frantuma la gabbia toracica con un colpo secco al plesso solare.
Clinch: Qui finisce la poesia. Electra è abituata a combattere a distanza, a colpire e scivolare via, a usare l’ambiente. Ma Shiva non ti dà respiro. Lei ti incolla, ti piega, ti spezza l’equilibrio. Nel clinch, il suo controllo del centro è assoluto. Ti tiene fermo e ti martella il fegato finché non vomiti sangue. Electra non ha armi nel clinch. Solo la disperazione.
Terra: Supponiamo – per pura ipotesi accademica – che Electra riesca a portare Shiva a terra. Cosa impossibile, perché Shiva ha un centro di gravità tale che sembra piantata nel cemento armato. Ma anche se succedesse, Shiva conosce il silat, lo judo, l’hapkido, il bjj brasiliano, il luta livre, qualsiasi arte di sottomissione tu possa nominare. La conosce meglio di te. Electra in guardia chiusa è come una zebra nelle fauci di un leone: può scalciare, può dimenarsi, ma il risultato è scritto.
E poi c’è il fattore psicologico. Electra combatte per amore, per colpa, per onore. Shiva combatte perché respirare è combattere. Non prova rabbia, non prova paura, non prova pietà. Guarda il tuo corpo come un anatomopatologo guarda un cadavere: con interesse scientifico. “Ah, interessante, il femore umano si rompe così.” E mentre tu sei a terra con la gamba spezzata, lei è già annoiata, in cerca della prossima sfida.
Electra è stata uccisa. Più volte. È resuscitata, è tornata, ha pianto, ha amato. È un personaggio tragico. Lady Shiva non è mai morta. Non perché sia invincibile, ma perché è troppo difficile da prendere. Lei è la predatrice. L’altra è la preda.
Quindi, chi vince? Lady Shiva, per distacco.
Ma attenzione: non fraintendermi. Electra è una combattente leggendaria. Nel suo mondo, nel contesto Marvel, è un’arma letale. Ha affrontato Bullseye, ha tenuto testa a Daredevil, ha ucciso uomini con meno di un respiro. È velocissima, letale, affascinante. Ma se la butti nell’Ottagono con Shiva, esce in barella. Non c’è vergogna in questo. È solo il peso specifico della crudeltà.
Shiva non è la migliore perché è più forte. È la migliore perché ha eliminato ogni variabile umana dal suo stile di combattimento. Non ha esitazione, non ha dubbio, non ha paura. Ha solo la morte che aspetta. E quando incontra un avversario, lo guarda e dice: “Fammi vedere se oggi è il giorno in cui qualcuno mi restituisce il favore.”
Electra non è quel giorno.
Quindi la risposta è secca, senza infingimenti. Lady Shiva è la migliore. E se qualcuno non è d’accordo, lo aspetto sul tatami. Portate i paramani. O forse no. Forse portate un’ambulanza.
