Tra il 27 maggio 1858 e il 12 aprile 1861, il Vesuvio diede vita a una lunga e potente eruzione di tipo effusivo. La lava colò lungo le pendici con tale impeto da riempire un'antico e profondo burrone, conosciuto come il "Fosso Grande", rendendolo finalmente attraversabile a piedi. Per gli abitanti della zona, un evento apparentemente positivo.
Ma da quel momento, qualcosa di inquietante cominciò a turbare le loro notti.
La leggenda narra che dopo quella furiosa eruzione, gli abitanti dei paesi vesuviani iniziarono a sentire, ogni notte, un terribile urlo femminile che proveniva dalle pendici del vulcano. Un grido straziante, che sembrava quello di una persona in preda a un'indicibile sofferenza, e che non dava tregua, ripetendosi puntuale e sinistro al calare del buio.
Impossibilitati a dormire e sempre più terrorizzati, alcuni contadini decisero di organizzarsi e di andare a perlustrare la zona, armati di roncole e fucili, per trovare la fonte di quel lamento lancinante. Ma per quanto cercassero, non trovarono mai nulla: il mistero rimase tale.
Esasperati e senza più idee, i contadini decisero di rivolgersi all'unica persona che forse avrebbe potuto aiutarli: una fattucchiera che viveva proprio alle pendici del Vesuvio, conosciuta da tutti come "a Vecchia 'e Mattavona". Il suo soprannome, "Mattavona", potrebbe derivare dal tardo latino bonus > vonus e indicare proprio una strega le cui arti sono volte al bene.
La donna ascoltò le loro parole e accettò di aiutarli. Si fece accompagnare nel punto esatto da dove le urla sembravano provenire con più forza. Una volta sul posto, pronunciò alcune formule magiche, delle parole in una lingua antica e incomprensibile per i presenti.
L'incantesimo ebbe effetto. Le urla cessarono all'istante e non si udirono mai più. Gli abitanti della zona poterono finalmente tornare a dormire sonni tranquilli e la leggenda della "Strega del Vesuvio" cominciò a diffondersi.
Questa antica leggenda napoletana ha varcato i confini locali, ispirando personaggi famosi della cultura pop internazionale. Il più celebre è senza dubbio Amelia, la "strega che ammalia" del mondo Disney. Creato da Carl Barks nel 1961, la fattucchiera fa il suo esordio nella storia "Zio Paperone e la fattucchiera" (The Midas Touch). Barks la collocò proprio in una casetta alle pendici del Vesuvio, le diede un marcato accento napoletano e la disegnò attraente, ispirandosi a bellezze mediterranee come Sophia Loren. È interessante notare come Barks, intervistato anni dopo, abbia dichiarato di essersi ispirato semplicemente all'amore per l'Italia e la pizza, e non a una precisa leggenda, rendendo questa connessione ancora più affascinante.
Un'altra celebre strega ispirata dalla leggenda è Vesuvia, la strega di fuoco del film d'animazione "Totò Sapore e la magica storia della pizza" (2003), dove viene ritratta come un'entità che vive nel magma del vulcano e ne controlla le eruzioni con i suoi poteri.
Oggi, passeggiando sul sentiero della Riserva Tirone sul Vesuvio, è possibile visitare la cosiddetta "casa di Amelia", un rudere riqualificato per fini turistici che richiama la dimora della famosa fattucchiera Disney, dove la sua leggenda, insieme a quella della Vecchia 'e Mattavona, continua ad affascinare i visitatori di tutte le età.