Quando si parla di scontri impossibili tra personaggi dei fumetti, pochi confronti sono più interessanti di quello tra Hercules e Superman. Da una parte abbiamo il leggendario semidio della mitologia greca, trasformato dalla fantasia dei fumetti in una delle creature fisicamente più potenti dell'universo supereroistico. Dall'altra c'è Superman, l'Uomo d'Acciaio, probabilmente uno dei personaggi più potenti e riconoscibili mai creati dalla DC.
E la cosa curiosa è che questo combattimento non è soltanto una fantasia dei fan. Superman ha realmente combattuto contro Hercules nei fumetti DC, in una storia pubblicata nel 1960 sulle pagine di Action Comics #268.
La versione di Hercules protagonista di quella storia appartiene naturalmente all'universo DC e non deve essere confusa automaticamente con l'Hercules della Marvel. È una distinzione fondamentale, perché quando si parla di "Hercules contro Superman" spesso si mescolano versioni completamente differenti del personaggio.
Nella storia originale, Hercules arriva nel mondo moderno con un obiettivo tutt'altro che pacifico. Il semidio vuole sposare Lois Lane e considera Superman l'ostacolo principale che gli impedisce di realizzare il suo progetto. Per riuscire a sconfiggere l'Uomo d'Acciaio, Hercules ottiene addirittura i poteri degli altri dèi.
A quel punto il combattimento diventa qualcosa di molto più interessante di una semplice gara di forza.
Hercules non dispone soltanto della propria potenza fisica. Può utilizzare capacità e oggetti associati alle divinità olimpiche, tra cui le armi di Marte, i sandali alati di Mercurio e i fulmini di Giove. La situazione sembra quindi estremamente favorevole al semidio.
Eppure Superman non è Superman soltanto perché è forte.
Il combattimento dimostra uno degli elementi più importanti del personaggio: la capacità di adattarsi all'avversario.
Hercules continua ad attaccarlo utilizzando i nuovi poteri che ha ricevuto, ma Superman riesce progressivamente a comprendere il modo in cui il suo avversario sta combattendo. La superiorità fisica di Hercules non è sufficiente a garantirgli la vittoria.
Ed è proprio questo il punto che rende il confronto interessante.
Se mettessimo i due personaggi semplicemente uno davanti all'altro e chiedessimo chi possiede più forza, la discussione diventerebbe immediatamente complicata. Hercules è il simbolo stesso della forza sovrumana. Superman, però, appartiene a una categoria completamente diversa: velocità, volo, invulnerabilità, superudito, vista termica, soffio congelante e una quantità enorme di altre capacità che cambiano a seconda dell'epoca editoriale.
In altre parole, Hercules è soprattutto un combattente basato sulla forza; Superman è un arsenale vivente.
E questo diventa evidente proprio nello scontro.
A un certo punto Hercules utilizza addirittura l'arco di Cupido contro Lois Lane. Ma il piano gli si ritorce contro. La situazione precipita ulteriormente quando utilizza il flauto di Pan per addormentare Superman. L'arma funziona: l'Uomo d'Acciaio viene messo fuori combattimento e Hercules pensa di avere finalmente la vittoria in pugno.
Ma la storia non finisce lì.
Gli dèi scoprono che Hercules sta utilizzando i loro poteri per scopi personali e intervengono. Venus lo priva dei poteri aggiuntivi che aveva ricevuto e Superman torna in azione.
A quel punto rimane il confronto diretto.
Ed è qui che Superman dimostra ancora una volta perché non è sufficiente affrontarlo contando esclusivamente sulla forza fisica.
Superman comprende che esiste un modo per neutralizzare Hercules senza necessariamente distruggerlo: sfruttare il viaggio nel tempo.
I due attraversano infatti una barriera temporale e Hercules, non essendo protetto dagli effetti del viaggio, perde i ricordi degli eventi futuri. Quando torna nel proprio tempo, non ricorda più la battaglia, né la sua ossessione per Lois Lane. Superman può quindi considerare concluso lo scontro senza doverlo uccidere.
È una conclusione molto particolare, perché racconta perfettamente la filosofia con cui DC costruiva Superman in quell'epoca.
Superman non deve necessariamente essere più forte del suo avversario.
Deve essere più intelligente nel modo in cui utilizza ciò che possiede.
E questo ci porta alla domanda che probabilmente interessa maggiormente chi guarda oggi un video come quello proposto: se Hercules e Superman combattessero davvero, chi vincerebbe?
La risposta dipende completamente dalle versioni utilizzate.
Se parliamo dell'Hercules della DC della storia del 1960, abbiamo già una risposta canonica: Superman vince. Non attraverso una semplice prova di forza, ma sfruttando strategia, velocità, poteri e viaggio nel tempo. La storia è ufficialmente "Superman's Battle with Hercules", pubblicata in Action Comics #268.
Se invece prendiamo Hercules della Marvel, il discorso cambia completamente.
L'Hercules Marvel è uno dei grandi pesi massimi dell'universo Marvel. La sua forza, resistenza e capacità di sopportare danni sono enormi. In quel caso non sarebbe corretto utilizzare automaticamente il risultato della storia DC del 1960 come prova di una superiorità assoluta di Superman.
Bisognerebbe stabilire quale Superman stiamo utilizzando, quale Hercules stiamo utilizzando, quale continuità, quali versioni dei poteri e soprattutto quali condizioni regolano lo scontro.
Ed è proprio questo il problema dei "VS" tra personaggi dei fumetti.
Non esiste quasi mai una risposta universale.
Un Superman depotenziato, un Superman classico, il Superman post-Crisis, il Superman moderno o una delle sue versioni più estreme possono avere prestazioni completamente differenti. Lo stesso vale per Hercules.
Ma se togliamo per un momento le versioni estreme e guardiamo semplicemente alla natura dei due personaggi, il confronto diventa affascinante.
Hercules rappresenta la forza. Superman rappresenta la forza unita alla velocità, alla mobilità e alla versatilità.
Hercules vuole arrivare vicino al suo avversario e distruggerlo con la propria potenza.
Superman può combattere a distanza, volare, cambiare rapidamente posizione, utilizzare la vista termica, congelare l'avversario con il soffio e soprattutto sfruttare una velocità che Hercules normalmente non possiede allo stesso livello.
È come mettere davanti a Superman un enorme muro di cemento.
Il muro può essere incredibilmente resistente.
Ma Superman non è obbligato a colpirlo frontalmente.
Può semplicemente aggirarlo.
Ed è esattamente questo il genere di differenza che spesso viene dimenticato quando si discute di questi combattimenti.
La domanda non è soltanto: "Chi è più forte?"
La domanda corretta è: "Chi ha più modi per vincere?"
E sotto questo aspetto Superman possiede un vantaggio enorme.
Hercules, tuttavia, avrebbe una possibilità concreta se riuscisse a trasformare lo scontro in una battaglia puramente fisica e ravvicinata. Se riuscisse a costringere Superman a combattere esclusivamente a pugni, la situazione diventerebbe molto più interessante.
Perché Hercules non è semplicemente un uomo molto forte.
È un semidio.
Ed è proprio questa la ragione per cui il confronto continua a essere riproposto dai fan a distanza di decenni.
La cosa più sorprendente, però, è che il primo Superman contro Hercules non è nato su Internet.
È nato sulle pagine dei fumetti più di sessant'anni fa.
Nel 1960 gli autori di Action Comics avevano già immaginato la domanda che oggi alimenta migliaia di discussioni online: cosa accadrebbe se l'Uomo d'Acciaio affrontasse il più famoso eroe della mitologia greca?
La loro risposta fu chiara.
Hercules poteva avere la forza degli dèi.
Ma Superman aveva qualcosa di altrettanto importante: la capacità di pensare oltre il combattimento.
E forse è proprio questa la vera lezione dello scontro.
Quando due personaggi possiedono una forza apparentemente illimitata, la vittoria non viene necessariamente determinata da chi colpisce più forte.
A volte viene determinata da chi riesce a capire per primo come non combattere secondo le regole dell'avversario.
E Superman, in quella storia, lo capì.
Cesio Endrizzi