Tra gli eroi e i cattivi della Marvel ce ne sono parecchi che hanno avuto una vita decisamente poco fortunata. Peter Parker perde persone che ama, Bruce Banner convive con una creatura che può distruggere tutto ciò che gli sta intorno, Wolverine ha passato decenni tra guerre, torture e manipolazioni.
Ma se la domanda è: «Quale personaggio Marvel ha avuto la vita più facile e quale la più difficile?», Sentry merita seriamente di essere preso in considerazione per il secondo posto.
Anzi, se guardiamo alla combinazione di potere, isolamento, instabilità mentale e impossibilità di liberarsi definitivamente del proprio alter ego, la sua situazione è probabilmente persino peggiore di quella di molti personaggi apparentemente più tormentati.
Robert Reynolds non è semplicemente un uomo dotato di superpoteri.
È un uomo che porta dentro di sé qualcosa capace di diventare una minaccia per l'intera realtà.
Il problema è il Vuoto.
La caratteristica più terribile di Sentry è infatti che la sua forza non rappresenta soltanto una benedizione. Il potere che lo rende quasi onnipotente è indissolubilmente legato alla sua controparte oscura. Più grande è la luce, più terrificante può diventare l'ombra.
E questo significa che Sentry non può semplicemente "sconfiggere il cattivo".
Il cattivo è parte di lui.
È una condanna psicologica prima ancora che fisica.
E poi c'è sua moglie, Lindy Lee.
La relazione tra i due è una delle parti più tragiche della storia di Reynolds. Lindy non vive semplicemente accanto a un supereroe pericoloso: vive accanto a un uomo che può trasformarsi in qualcosa che nemmeno gli altri supereroi sono certi di poter fermare.
La paura diventa progressivamente sfiducia e la sfiducia, nella storia di Sentry, arriva fino all'odio.
Lindy arriva persino a tentare di ucciderlo. E in una delle versioni della vicenda lo uccide effettivamente utilizzando un'arma ottenuta da Noh-Varr, salvo poi scoprire che nemmeno la morte è necessariamente sufficiente a fermare Robert Reynolds.
Questa è una delle caratteristiche più assurde di Sentry: persino morire può non essere una soluzione definitiva.
E questo ci porta al problema successivo.
Sentry non può semplicemente scappare dalla propria vita.
Non può andare in pensione.
Non può trasferirsi su un'isola.
Non può dire: "Da domani faccio una vita normale".
Il suo stesso corpo e i suoi poteri rendono praticamente impossibile una soluzione del genere.
E soprattutto c'è sempre il Vuoto.
La situazione diventa ancora più paradossale quando gli eroi decidono che l'unico modo ragionevole per gestire Sentry è tenerlo vicino.
Non necessariamente perché si fidino di lui.
Al contrario.
Lo vogliono vicino anche perché se qualcosa dovesse andare storto, devono sapere dove si trova.
È una situazione psicologicamente devastante.
Immaginate di essere uno degli esseri più potenti dell'universo e di scoprire che i vostri compagni vi accettano nel gruppo anche perché preferiscono avervi sotto controllo.
Non siete veramente un membro della squadra.
Siete una bomba nucleare che la squadra vuole tenere nel proprio bunker.
E Sentry lo capisce.
Per questo il suo rapporto con i Vendicatori è particolarmente interessante. Da una parte desidera disperatamente appartenere a qualcosa. Dall'altra percepisce continuamente la diffidenza degli altri.
È una specie di prigionia sociale.
E quando qualcuno possiede poteri praticamente illimitati, la solitudine diventa ancora più terribile.
Perché c'è un altro dettaglio.
Sentry non è soltanto pericoloso per gli altri. È pericoloso per le persone che ama.
Scout, uno dei suoi più stretti alleati, ne è un esempio drammatico.
Durante lo scontro con il Vuoto, la situazione precipita al punto che il corpo di Scout viene mutilato. Sentry e gli altri eroi devono affrontare una creatura che non è semplicemente un supercriminale particolarmente potente: è una manifestazione della parte più distruttiva dell'esistenza di Robert Reynolds.
E qui emerge la vera tragedia del personaggio.
Sentry può essere contemporaneamente: la persona che deve salvare il mondo e la persona dalla quale il mondo deve essere salvato.
È una posizione psicologicamente impossibile.
E infatti Robert viene continuamente utilizzato.
Quando gli altri hanno bisogno di qualcuno abbastanza potente da affrontare una minaccia apparentemente invincibile, chiamano Sentry.
Quando però la minaccia è lui stesso, gli stessi eroi cercano un modo per neutralizzarlo.
È difficile immaginare una condizione peggiore per qualcuno che desidera soltanto sentirsi accettato.
Non sorprende quindi che Sentry abbia avuto momenti nei quali si è allontanato dagli altri eroi.
Il suo rapporto con gli Inumani e il periodo sulla Luna rappresentano anche questa esigenza: allontanarsi da un mondo nel quale tutti sembrano volerlo utilizzare, controllare o eliminare.
E poi arriviamo ad Assedio.
Qui la storia raggiunge il punto più tragico.
Il Vuoto ha preso il controllo di Robert e Sentry è ormai completamente consumato dalla sua parte oscura. Gli eroi devono fermarlo.
E alla fine è Thor a farlo.
Thor combatte Sentry/Vuoto e riesce infine a ucciderlo.
Ma c'è una lettura della scena che rende tutto ancora più deprimente.
Robert non combatte davvero fino alla fine per sopravvivere.
È stanco.
Non necessariamente stanco nel senso fisico del termine.
Stanco di essere Robert Reynolds.
Stanco del Vuoto.
Stanco della paura degli altri.
Stanco di essere una minaccia.
Stanco di essere utilizzato.
Stanco di non poter avere una vita normale.
Stanco di sapere che, prima o poi, tutto ricomincerà.
Ed è questo che rende la morte di Sentry così tragica.
Non è semplicemente la morte di un eroe sconfitto dal suo nemico.
È, almeno in questa interpretazione, la resa di un uomo che non riesce più a sopportare il peso della propria esistenza.
E c'è qualcosa di particolarmente ironico nel destino di Sentry.
Gli eroi Marvel normalmente combattono perché vogliono vivere.
Sentry arriva al punto in cui la morte può sembrare l'unica forma di libertà.
Naturalmente la storia di Sentry è molto più complessa di questa singola lettura, soprattutto considerando le successive evoluzioni del personaggio e il modo in cui Marvel ha continuato a reinterpretarne natura, poteri e rapporto con il Vuoto.
Ma proprio questo rende Sentry un personaggio così interessante.
Superman ha praticamente tutto ciò che un essere umano potrebbe desiderare: potere, moralità, amici, una famiglia, uno scopo.
Sentry ha quasi tutto ciò che Superman possiede.
Solo che dentro di lui vive anche qualcosa che potrebbe distruggere tutto.
E la cosa peggiore è che non può semplicemente eliminarlo.
Per questo, se qualcuno mi chiedesse quale personaggio Marvel abbia avuto la vita più difficile, non risponderei automaticamente Wolverine, Spider-Man o Daredevil.
Direi: Robert Reynolds.
Perché essere deboli è terribile.
Essere perseguitati è terribile.
Essere soli è terribile.
Ma essere praticamente invincibili e sapere che potresti diventare tu stesso la causa della distruzione delle persone che ami?
Quella è un'altra categoria di tragedia.
Sentry non ha bisogno di un nemico più forte.
Il suo nemico è già dentro casa.
Cesio Endrizzi