Batman non è il membro più potente della Justice League.
È probabilmente quello che ha meno possibilità di sopravvivere a uno scontro diretto con alcuni dei suoi compagni.
Superman può attraversare un pianeta.
Flash può muoversi a velocità che rendono quasi inutile qualsiasi riflesso umano.
Wonder Woman è una guerriera amazzone dotata di forza e resistenza sovrumane.
Martian Manhunter può leggere la mente, diventare intangibile e cambiare forma.
Lanterna Verde dispone di un anello capace di trasformare la forza di volontà in praticamente qualsiasi cosa riesca a immaginare.
Aquaman è un atlantideo dotato di forza e resistenza sovrumane.
E Plastic Man è, per molti versi, un incubo da neutralizzare.
Batman invece è Bruce Wayne.
Un uomo.
Ed è proprio questo che lo porta a fare qualcosa che nessuno dei suoi compagni avrebbe probabilmente bisogno di fare con la stessa sistematicità: studiare le proprie vulnerabilità prima ancora di quelle degli avversari.
La versione più famosa di questo concetto compare in JLA: Tower of Babel, la storia di Mark Waid pubblicata nel 2000.
Batman aveva preparato segretamente una serie di protocolli per neutralizzare i membri della Justice League qualora fossero diventati una minaccia.
Non erano semplicemente armi.
Erano soluzioni costruite attorno alle caratteristiche specifiche di ogni individuo.
E Ra's al Ghul riuscì a rubare i file.
Da quel momento, i piani di Batman vennero utilizzati contro la Justice League.
Il primo bersaglio fu Martian Manhunter.
J'onn J'onzz possiede una delle combinazioni di poteri più assurde della League: forza, volo, telepatia, mutaforma e capacità di rendersi intangibile.
Ma ha una vulnerabilità psicologica e fisiologica estremamente precisa: il fuoco.
Ra's fece quindi lanciare contro J'onn un missile contenente naniti.
I naniti aderirono alla sua pelle e modificarono lo strato esterno trasformandolo in magnesio.
Quando il materiale entrò in contatto con l'aria, prese fuoco.
J'onn si trasformò letteralmente in una torcia vivente.
La cosa interessante è che Batman non aveva cercato di superare la resistenza fisica del marziano.
Aveva trasformato una sua vulnerabilità in un meccanismo automatico.
E il piano aveva anche un limite che Batman apparentemente non aveva considerato completamente: non era stato progettato per uccidere J'onn, ma per metterlo fuori combattimento. Martian Manhunter riesce infatti a sopravvivere ricorrendo a un ambiente ermeticamente isolato e aspettando che la pelle modificata venga sostituita.
Poi toccò ad Aquaman.
Arthur Curry non viene sconfitto con la forza.
Batman sfrutta il suo rapporto biologico con l'acqua.
Gli viene somministrata una versione modificata del composto di paura dello Spaventapasseri, progettata per trasformare l'acqua nella cosa che Aquaman teme maggiormente.
Il risultato è una situazione paradossale.
Aquaman ha bisogno dell'acqua per sopravvivere, ma ora la teme patologicamente.
La sua stessa necessità fisiologica diventa quindi una trappola.
Senza acqua, il suo organismo non può continuare indefinitamente.
In altre parole, Batman non ha progettato una macchina capace di battere Aquaman.
Ha cercato di fare in modo che Aquaman non potesse più utilizzare ciò di cui il suo corpo ha bisogno.
Il terzo caso è Plastic Man, ed è uno dei più brutali.
Eddie McCulloch non possiede semplicemente un corpo elastico.
La sua fisiologia rende estremamente difficile danneggiarlo con gli attacchi convenzionali.
Batman quindi sfrutta una proprietà completamente diversa.
Plastic Man viene congelato con azoto liquido.
Quando il suo corpo è diventato fragile, viene frantumato.
Il problema è che Plastic Man può normalmente riformarsi, ma quando il suo corpo viene trasformato in un insieme di frammenti congelati e dispersi, la sua capacità di ricostituirsi viene temporaneamente neutralizzata.
È una soluzione quasi industriale: congela, frantuma, conserva i pezzi.
Non devi battere Plastic Man.
Devi impedirgli di ricomporre il proprio corpo.
Poi arriva Lanterna Verde, Kyle Rayner.
Ed è forse uno dei piani più eleganti.
Batman sa che il potere dell'anello di Kyle dipende dalla sua capacità di utilizzarlo attraverso la volontà e la visualizzazione.
Quindi non cerca di distruggere l'anello.
Non cerca nemmeno di toglierglielo.
Interviene direttamente sulla mente di Kyle.
Durante il sonno REM viene inserita una suggestione post-ipnotica.
Quando il meccanismo viene attivato, Kyle crede di essere cieco e, inconsciamente, utilizza proprio il suo anello per impedirsi di vedere.
Il risultato è devastante: l'anello è ancora al dito, ma il suo utilizzatore non riesce più a funzionare normalmente.
È una soluzione perfettamente coerente con la filosofia di Batman: non distruggere l'arma; fai in modo che il proprietario non possa usarla.
Kyle riesce infine a liberarsi della suggestione quando il problema viene identificato e l'anello viene temporaneamente rimosso.
Poi arriva Wonder Woman.
Ed è probabilmente il piano più psicologicamente perverso dell'intera storia.
Batman sa che Diana è una combattente straordinariamente determinata.
Quindi crea una trappola che utilizza proprio quella caratteristica.
Un nanodispositivo viene introdotto nel suo orecchio e la intrappola in una realtà virtuale.
Diana si ritrova a combattere contro un avversario che è suo equivalente: stessa forza, stessa abilità, stessa capacità di combattere.
E c'è un problema.
Wonder Woman non vuole arrendersi.
Quindi continua.
Combatte.
L'avversario continua a essere lì.
Combatte ancora.
L'avversario rimane suo pari.
Non esiste una vittoria possibile.
Il piano sfrutta quindi la determinazione di Diana contro di lei.
Batman non deve trovare un guerriero abbastanza forte da sconfiggerla.
Deve creare un avversario che non possa essere sconfitto.
Se Diana continua a combattere, finirà per esaurirsi.
La sua stessa volontà di non arrendersi diventa il meccanismo della trappola.
E poi c'è Flash.
Qui Batman deve affrontare un problema completamente diverso.
Come si ferma un uomo che può reagire a velocità impensabili?
Non provando a essere più veloce di lui.
Batman prepara una speciale vibra-bullet, un proiettile progettato per colpire Flash alla base del collo.
L'effetto non consiste semplicemente nel ferirlo.
Provoca convulsioni.
E qui entra in gioco la velocità.
Flash percepisce e sperimenta l'effetto mentre il suo sistema nervoso opera a velocità estremamente elevate.
La velocità che normalmente è la sua più grande arma diventa quindi un moltiplicatore dell'esperienza dolorosa.
È forse l'esempio più puro della logica dei piani di Batman: non combattere la caratteristica che rende invincibile il tuo avversario. Usala contro di lui.
Superman è invece il bersaglio più difficile.
Batman non può semplicemente sparargli.
Non può avvicinarsi e picchiarlo.
Non può aspettare che Superman si stanchi.
Ha bisogno di qualcosa che sfrutti direttamente la fisiologia kryptoniana.
La soluzione è una forma artificiale di kryptonite rossa, ottenuta attraverso un processo sviluppato da Batman.
La sostanza provoca una trasformazione della pelle di Superman, rendendola trasparente.
Normalmente la pelle rappresenta una barriera.
In questo caso la sua eliminazione funzionale fa sì che l'energia della luce solare penetri nel corpo di Superman in modo incontrollato.
Il risultato è un enorme sovraccarico sensoriale e fisico.
Superman non viene sconfitto perché diventa improvvisamente più debole di Batman.
Viene sconfitto perché il meccanismo che normalmente gli conferisce il potere viene portato oltre il limite.
E questo è il punto fondamentale.
Batman non ha costruito sette armi.
Ha costruito sette problemi diversi per sette individui diversi.
Per J'onn: fuoco.
Per Aquaman: acqua.
Per Plastic Man: la ricostituzione del corpo.
Per Kyle: la visualizzazione.
Per Diana: la volontà di combattere.
Per Flash: la supervelocità.
Per Superman: la fisiologia kryptoniana.
Non esiste una "bomba anti-Justice League".
Esiste una conoscenza estremamente dettagliata dei singoli membri.
Ed è questo che rende Tower of Babel molto più inquietante di una semplice storia nella quale Batman dimostra di essere intelligente.
Batman ha studiato i suoi amici abbastanza bene da sapere come fermarli.
Il problema nasce quando Ra's al Ghul scopre quei segreti.
Perché una cosa è preparare un protocollo nel caso in cui Superman diventi pericoloso.
Un'altra è consegnare a un terrorista la possibilità di usarlo contro Superman.
Ed è esattamente quello che succede.
La Justice League viene neutralizzata un membro alla volta mentre Ra's porta avanti il proprio piano.
Alla fine i membri della League scoprono che quelle contromisure provenivano da Batman.
E non reagiscono con un semplice: "Bruce, sei molto intelligente."
Reagiscono con una domanda molto più seria: "Come possiamo fidarci di un uomo che ha preparato segretamente un modo per eliminarci?"
La votazione è significativa.
Flash, Green Lantern e Martian Manhunter votano contro l'espulsione di Batman.
Wonder Woman, Aquaman e Plastic Man votano per espellerlo.
Superman ha il voto decisivo.
Batman, però, conosce già la risposta.
Quando gli altri tornano per comunicargli la decisione, Bruce non c'è più.
Ha lasciato la League prima ancora che glielo comunicassero ufficialmente.
Ed è qui che la storia diventa molto più interessante del semplice "Batman ha un piano per battere Superman".
Batman aveva ragione su una cosa.
La Justice League potrebbe essere compromessa.
Ma gli altri avevano ragione su un'altra.
Un piano segreto contro i propri amici è, a sua volta, un rischio enorme.
E la storia contiene quindi una delle contraddizioni più belle del personaggio.
Batman è paranoico perché conosce il potere.
Sa che Superman potrebbe diventare una minaccia.
Sa che un controllo mentale potrebbe trasformare un membro della League in un'arma.
Sa che anche gli eroi migliori possono essere manipolati.
Ma proprio perché conosce così bene le loro vulnerabilità, deve affrontare una conseguenza inevitabile: chiunque possieda quelle informazioni possiede una quantità enorme di potere su di loro.
Ra's al Ghul lo dimostra immediatamente.
Ed è per questo che Tower of Babel non dovrebbe essere ricordata soltanto come la storia in cui Batman "ha un piano per tutti".
È la storia in cui Batman scopre il prezzo della propria paranoia.
Perché il suo sistema funziona.
Funziona talmente bene che, quando finisce nelle mani sbagliate, quasi distrugge la Justice League.
E alla fine rimane una domanda ancora più interessante: chi ha preparato il piano per fermare Batman?
La risposta, in realtà, è già davanti a noi.
Gli altri membri della Justice League.
Batman ha sempre studiato i propri compagni.
Ma i suoi compagni conoscono Batman.
E forse questa è la vera contromisura che Bruce non può archiviare in un file della Batcaverna.
La Justice League non ha bisogno di un'arma segreta per fermare Batman. Deve semplicemente ricordarsi perché esiste.
Cesio Endrizzi