Proviamo a mettere subito in chiaro un punto: Homelander non è Superman. Chiunque abbia letto un fumetto di Superman sa che l’Uomo d’Acciaio ha spostato pianeti, viaggiato più veloce della luce, resistito a esplosioni di supernova. Homelander, al confronto, è un bulletto di quartiere con il dono della superforza e una fragilità emotiva che lo renderebbe ridicolo sulla pagina di un fumetto mainstream. Eppure, nel suo universo – quello deforme e disincantato di The Boys – Homelander è il male assoluto non perché sia il più potente, ma perché non ha limiti morali. E la sua forza, per quanto incoerente e mal rappresentata dalla serie, è comunque tale da renderlo un avversario temibile per la stragrande maggioranza degli eroi cinematografici – con alcune clamorose eccezioni.
Il punto di partenza per qualsiasi discussione sulla potenza di Homelander è la dichiarazione di Madelyn Stillwell nella prima stagione: “Non c’è arma sulla Terra che non gli abbiano scagliato contro, e tutte hanno fallito”. Se presa alla lettera, questa frase implica che Homelander sia in grado di sopravvivere a esplosioni nucleari – una resistenza che lo porrebbe al di sopra del Superman del DCEU (che è stato messo in ginocchio da una bomba atomica in Batman v Superman, anche se non ucciso). Tuttavia, la serie stessa contraddice questa affermazione in più occasioni. Homelander viene ferito da una cannuccia di metallo conficcata nell’orecchio da Queen Maeve, un’arma improvvisata e di bassissima tecnologia. Viene fatto sanguinare dal pugno di Soldier Boy, un supersoldato potente ma non certo capace di distruggere pianeti. E la sua vulnerabilità ai suoni ad alta frequenza (rivelata nella terza stagione) dimostra che esiste un punto debole fisico, non solo psicologico. La verità, probabilmente, è che la frase di Stillwell è propaganda Vought, non documentazione tecnica. Homelander è fortissimo, ma non indistruttibile.
Sul piano delle prestazioni, Homelander mostra capacità di volo ipersoniche: a dodici anni supera la barriera del suono senza sforzo, e in età adulta copre distanze continentali in tempi brevissimi. La sua velocità di reazione è sufficiente a intercettare e fondere al volo coltelli lanciati da Black Noir, un combattente di élite. Ha una visione a raggi X che gli permette di vedere attraverso i muri, una visione termica in grado di tagliare un jet e far esplodere porte blindate, un udito in grado di captare esplosioni a chilometri di distanza e persino il suono di una persona che tocca il telefono. L’olfatto è così sviluppato da poter sentire sulla pelle di Queen Maeve l’odore di Billy Butcher dopo una notte di sesso. Sono tutti sensi potenziati che, in combattimento, gli darebbero un vantaggio tattico enorme.
Tuttavia, la serie è notoriamente incoerente nel rappresentare le sue abilità in combattimento. Homelander combatte raramente contro avversari alla sua altezza, e quando lo fa – contro Soldier Boy, Butcher (temporaneamente potenziato dal Composto V) e Hughie – la sua velocità di combattimento appare appena superiore a quella di un atleta umano potenziato. Non c’è mai quella sensazione di “velocità da brivido” che si prova guardando Superman o Flash. I combattimenti sono lenti, goffi, quasi da bar. Questo ha portato molti fan a sottovalutarlo, collocandolo addirittura al di sotto di Spider-Man dell’MCU – un’affermazione che, come dicevo, è oggettivamente ridicola. Spider-Man ha forza, agilità e senso di ragno, ma non potrebbe sopravvivere a un raggio laser che taglia l’acciaio, né potrebbe reggere un pugno di Homelander che ha scaraventato un jet contro un edificio.
Dove collocarlo, allora? Personalmente, lo metto più o meno allo stesso livello di Aquaman del DCEU (resistente, forte, ma non invincibile) o forse leggermente sotto Wonder Woman. Sia Aquaman che Wonder Woman hanno affrontato minacce di livello superiore (Steppenwolf, Doomsday) e hanno mostrato una capacità di combattimento corpo a corpo molto più raffinata. Homelander, al contrario, non è un guerriero: è un bullo che ha sempre vinto perché nessuno poteva opporgli resistenza. Quando incontra un avversario che può ferirlo (Soldier Boy, Maeve, Butcher potenziato), la sua abilità di combattimento si rivela mediocre. Tende a usare la forza bruta e i laser, non le tecniche. E questo è il suo vero punto debole.
Il problema più grande di Homelander, però, non è fisico. È psicologico. È un narcisista fragile, un sociopatico con bisogni infantili di approvazione, un uomo che ha bisogno disperatamente di essere amato e temuto nello stesso tempo. In un combattimento contro un avversario che non lo teme – come potrebbe essere un Batman determinato o un Deadpool che lo prende in giro – Homelander andrebbe in pezzi molto prima di subire un danno fisico. La sua forza è reale, ma la sua volontà è di vetro. E in questo, forse, la serie è più realistica di quanto sembri: i tiranni sono spesso fragili dentro. Basta un graffio alla loro immagine per farli crollare.
Cesio Endrizzi