Probabilmente perché, per Etrigan, uno scontro con un avversario veramente potente non è necessariamente una situazione da evitare. È quasi un divertimento.
Etrigan non è un normale essere umano che affronta Superman e deve chiedersi se riuscirà a sopravvivere. È un demone dell'Inferno dotato di forza, resistenza e capacità sovrannaturali, e la sua psicologia è profondamente diversa da quella di un essere umano comune. La violenza non rappresenta per lui necessariamente qualcosa da cui fuggire. Fa parte della sua natura.
Questo non significa però che Etrigan sia semplicemente un masochista nel senso clinico del termine. Nei fumetti il suo rapporto con il dolore è più interessante: sembra avere una tolleranza straordinaria alla sofferenza e, soprattutto, una particolare predisposizione a godersi lo scontro quando trova finalmente qualcuno capace di impegnarlo davvero.
E Superman è praticamente il candidato ideale.
Immaginiamo la situazione dal punto di vista di Etrigan.
Un normale avversario? Probabilmente noioso.
Un avversario debole? Ancora peggio.
Superman?
Finalmente qualcuno che può colpirlo abbastanza forte da rendere la battaglia interessante.
Per Etrigan, uno scontro del genere potrebbe essere paragonato a quello che per un combattente estremamente competitivo rappresenta trovare finalmente un avversario all'altezza. La differenza è che Etrigan possiede una personalità demoniaca, un'enorme tolleranza al dolore e un gusto molto più marcato per la violenza.
Per questo può arrivare a sorridere mentre una persona normale sarebbe terrorizzata.
Ed è proprio questa caratteristica a modificare il suo modo di combattere.
Un combattente normalmente cerca di minimizzare i danni che riceve. Etrigan può permettersi, almeno entro certi limiti, di fare il contrario: può accettare di incassare un colpo se questo gli permette di ottenere una posizione migliore o di restituire immediatamente il colpo.
Questo non significa che sia stupido.
Etrigan è molto più pericoloso quando la sua aggressività è accompagnata dalla sua esperienza e dalle sue capacità sovrannaturali. Il fatto che gli piaccia combattere non significa che desideri essere sconfitto. Al contrario: spesso vuole vincere, semplicemente non considera il dolore un prezzo particolarmente elevato da pagare.
Ed è qui che la distinzione diventa importante.
Un vero masochista cercherebbe il dolore in quanto tale.
Etrigan sembra piuttosto apprezzare il combattimento, l'eccitazione dello scontro e la possibilità di misurarsi con qualcuno di estremamente potente. Il dolore è parte dell'esperienza, non necessariamente il suo obiettivo.
Questo spiega anche perché un avversario come Superman può risultare particolarmente stimolante per lui.
Superman possiede una combinazione di forza, velocità, resistenza e capacità di combattimento che pochissimi personaggi possono eguagliare. Per un essere come Etrigan, affrontarlo significa entrare immediatamente in una battaglia nella quale ogni colpo ha un peso reale.
Etrigan, inoltre, non ha necessariamente la stessa percezione della morte di un essere umano. La sua natura demoniaca e il suo legame con Jason Blood rendono la questione della sua mortalità molto più complessa. Non significa che sia letteralmente impossibile danneggiarlo o che possa affrontare qualunque cosa senza conseguenze, ma certamente la sua relazione con il rischio è diversa da quella di un normale combattente.
Questo può produrre una conseguenza tattica interessante: Etrigan può essere disposto a correre rischi che un altro personaggio considererebbe folli.
Ed è proprio questo che può renderlo imprevedibile.
Un combattente che teme il dolore tende istintivamente a proteggersi.
Un combattente che accetta il dolore può invece utilizzarlo come parte della propria strategia.
Etrigan può quindi continuare ad avanzare quando un avversario si aspetterebbe che arretrasse. Può incassare un colpo per arrivare a distanza ravvicinata. Può trasformare una situazione apparentemente sfavorevole in un'opportunità per contrattaccare.
Naturalmente questo non significa che il dolore non abbia alcun effetto su di lui. La resistenza non equivale all'invulnerabilità. Contro un avversario immensamente superiore, come Superman in determinate circostanze, Etrigan può comunque essere sopraffatto.
Ma probabilmente non sarebbe questo a rovinargli la giornata.
Anzi.
È facile immaginare Etrigan uscire da una battaglia del genere coperto di ferite, con le corna ammaccate e il sorriso ancora stampato sulla faccia, pensando che sia stata una delle serate migliori della sua esistenza.
Ed è qui che entra in gioco anche il suo lato relativamente “buono”.
Etrigan non è un angelo travestito da demone. È violento, brutale, sarcastico e spesso moralmente discutibile. Ma rispetto a molti altri demoni dell'universo DC possiede una componente eroica molto più evidente. Il rapporto con Jason Blood e le circostanze che lo legano al mondo umano lo portano ripetutamente a combattere minacce che potrebbero essere molto peggiori di lui.
Questo produce una combinazione piuttosto particolare.
Etrigan può essere dalla parte dei buoni senza comportarsi come uno di loro.
Può combattere per una causa giusta divertendosi terribilmente a farlo.
Ed è proprio questo che rende credibile immaginare il suo atteggiamento dopo uno scontro con Superman.
Superman probabilmente considererebbe la battaglia un problema da risolvere.
Etrigan potrebbe considerarla una serata memorabile.
La metafora del mosh pit, quindi, è sorprendentemente appropriata. Per Etrigan, trovare finalmente qualcuno abbastanza potente da costringerlo a dare tutto potrebbe essere l'equivalente sovrannaturale di entrare nel centro di un gigantesco pogo infernale.
Con la differenza che, invece di uscire dal concerto sudato e con qualche livido, potrebbe uscire da uno scontro con Superman mezzo distrutto.
E probabilmente ridendo.
Il boccale di birra gigante dopo la battaglia? Non posso garantire che sia canonico.
Ma caratterialmente?
È difficile pensare a un'immagine più appropriata per Etrigan.