A prima vista, la casa dei Simpson è una delle grandi anomalie economiche della televisione americana. Homer lavora come semplice ispettore alla sicurezza nella centrale nucleare, Marge non ha un impiego stabile, hanno tre figli, una quantità impressionante di animali e una lunga storia di debiti, sprechi e decisioni finanziarie discutibili. Eppure vivono in una casa indipendente a due piani, con garage, seminterrato, soffitta, giardino e quattro camere da letto.
Oggi, con gli occhi del mercato immobiliare contemporaneo, sembra quasi fantascienza.
Ma c'è un problema nel modo in cui viene generalmente affrontata la questione: si tende a guardare lo stipendio di Homer e il prezzo ipotetico della casa come se entrambi appartenessero allo stesso momento storico.
Non è così.
La storia dei Simpson ci fornisce infatti un dettaglio fondamentale: la famiglia non comprò 742 Evergreen Terrace nel 1990. La comprò nel 1984.
L'episodio Lisa's First Word, attraverso un lungo flashback, mostra Homer, Marge e Bart nel 1983, quando Marge è incinta di Lisa e la coppia si rende conto di aver bisogno di una casa più grande. Dopo avere visitato diverse abitazioni, trovano quella di Evergreen Terrace e riescono a comprarla grazie a un anticipo di 15.000 dollari ottenuto dalla vendita della casa di Abe Simpson. La famiglia si trasferisce nel 1984.
Questo cambia parecchio la questione.
Non dobbiamo immaginare Homer nel 1990 mentre tenta di comprare da zero una grande casa con uno stipendio da operaio. Homer e Marge hanno già acquistato la loro abitazione diversi anni prima. E soprattutto hanno ricevuto un aiuto familiare sostanziale per l'anticipo.
La serie lo dice esplicitamente. Homer chiede al padre 15.000 dollari; Abe vende la propria casa e gli scrive un assegno. Homer, riconoscente, promette al padre che potrà vivere con loro. Tre settimane dopo, naturalmente, Abe finisce nella casa di riposo. È una delle battute più crudeli e perfettamente coerenti con il rapporto fra i due.
Quindi una parte della spiegazione è molto meno complicata di quanto sembri: la famiglia Simpson beneficia di un trasferimento intergenerazionale di ricchezza.
Non è una fantasia particolarmente assurda. È una delle modalità attraverso cui molte famiglie riescono storicamente a entrare nel mercato immobiliare: eredità, vendita di un'altra proprietà, aiuto dei genitori, anticipo finanziato dalla famiglia o una combinazione di queste cose.
Naturalmente rimane una domanda: quanto guadagnava Homer?
Qui arriva uno degli elementi più interessanti dell'universo economico dei Simpson. Nell'episodio Much Apu About Nothing, trasmesso nel 1996, viene mostrata una busta paga di Homer con una retribuzione lorda settimanale di 479,60 dollari. Annualizzata, sono circa 24.939 dollari.
Quella cifra, però, appartiene al 1996, dodici anni dopo l'acquisto della casa.
E quindi non può essere utilizzata semplicemente per dimostrare che Homer avrebbe potuto comprare quella stessa abitazione nel 1984.
Anzi, la serie sembra costruire deliberatamente un personaggio che vive in una fascia economica abbastanza bassa della classe media, senza essere completamente povero. Homer ha un lavoro stabile, possiede una casa, ha un'auto e può sostenere una famiglia numerosa, ma contemporaneamente è spesso a corto di liquidità.
Questa apparente contraddizione è precisamente ciò che rende il personaggio credibile.
Homer non è ricco.
È proprietario di una casa.
Le due cose non sono affatto equivalenti.
742 Evergreen Terrace, inoltre, non è una villa di lusso. È una tipica casa suburbana americana indipendente, anche se la rappresentazione della serie le attribuisce una quantità di stanze che varia leggermente da episodio a episodio. Le ricostruzioni della pianta mostrano quattro camere da letto, oltre a soggiorno, sala da pranzo, cucina, garage, seminterrato, soffitta e altri spazi.
Vista attraverso gli occhi europei contemporanei può sembrare enorme.
Vista attraverso la tradizione delle periferie americane, è molto meno straordinaria.
La casa è infatti parte integrante della satira di The Simpsons: non è un palazzo appartenente a una famiglia ricca, ma una casa suburbana abbastanza grande da contenere una famiglia americana con tre figli.
Il vero elemento economicamente improbabile non è quindi tanto la casa in sé.
È la capacità di Homer di continuare a mantenerla nonostante tutto quello che combina.
E qui la serie entra apertamente nel territorio della commedia.
Homer perde denaro, si indebita, fa acquisti irresponsabili, distrugge beni, prende decisioni finanziarie assurde e in numerosi episodi la famiglia rischia di perdere la propria stabilità economica. Ma quasi sempre, alla fine, la situazione viene ripristinata.
Questo è un meccanismo narrativo indispensabile.
La casa non è semplicemente un bene immobiliare. È una delle coordinate fisse dell'universo dei Simpson.
Homer può perdere il lavoro, Marge può cambiare professione, Bart può combinare un disastro, la famiglia può trasferirsi temporaneamente o vivere una crisi finanziaria. Ma alla fine deve poter tornare a 742 Evergreen Terrace.
Per questo sarebbe un errore cercare una contabilità perfettamente realistica in ogni episodio.
The Simpsons non racconta una famiglia che attraversa trent'anni mantenendo una situazione finanziaria coerente mese dopo mese. È una serie in cui il tempo è elastico e la continuità economica viene subordinata alla struttura della commedia.
Ma questo non significa che la situazione iniziale sia completamente assurda.
Anzi, è sorprendentemente ben costruita.
Homer ha un lavoro stabile e sufficientemente remunerativo per una famiglia della sua classe. La famiglia acquista la casa quando i figli sono ancora piccoli. Riceve 15.000 dollari di aiuto familiare per l'anticipo. La casa si trova in una città immaginaria caratterizzata da un'economia industriale e da costi abitativi che non sono mai presentati come quelli di New York, San Francisco o Los Angeles.
E soprattutto la proprietà viene acquistata prima che lo stipendio di Homer che conosciamo venga documentato nel 1996.
Questo ultimo punto viene spesso dimenticato.
C'è poi un'altra questione interessante: l'apparente sproporzione fra Homer e Frank Grimes.
In Homer's Enemy, Grimes osserva la vita di Homer e vede qualcosa di profondamente irritante: un uomo incompetente che ha ottenuto una famiglia, una casa e una vita relativamente stabile senza sembrare aver fatto nulla di particolarmente meritorio per ottenerle.
Ma Grimes non scopre una contraddizione della serie.
Scopre precisamente il meccanismo della serie.
Homer è fortunato.
Non soltanto economicamente. È fortunato perché vive in un mondo nel quale le conseguenze delle sue azioni raramente diventano permanenti.
Grimes invece è costruito come il suo contrario: un uomo che ha dovuto conquistare ogni centimetro della propria vita e che, proprio per questo, non riesce a comprendere perché Homer possa avere tanto senza apparentemente meritarselo.
La casa diventa così molto più di uno sfondo.
È la rappresentazione materiale della fortuna di Homer.
Non significa che Homer sia ricco. Non significa nemmeno che sia economicamente virtuoso.
Significa che è entrato nel mercato immobiliare in un momento e in condizioni che gli hanno permesso di farlo, con un aiuto familiare decisivo, e poi è riuscito a conservare quella posizione nonostante una serie quasi infinita di comportamenti finanziariamente demenziali.
Ed è proprio qui che la vecchia versione dei Simpson funziona meglio di molte interpretazioni moderne.
Non bisogna trasformare 742 Evergreen Terrace in una prova matematica che la famiglia sarebbe impossibile.
La casa è plausibile come punto di partenza della storia, molto meno plausibile se si pretende di ricostruire ogni singola spesa della famiglia nell'arco di trent'anni.
La distinzione è importante.
I Simpson non sono un documentario sulle finanze della classe media americana.
Sono una famiglia costruita per rappresentare la classe media americana attraverso la satira.
E 742 Evergreen Terrace è una perfetta metafora di questa condizione: abbastanza grande da sembrare un successo, abbastanza ordinaria da non sembrare ricchezza, abbastanza costosa da creare problemi, ma abbastanza stabile da permettere alla famiglia di continuare a esistere.
In altre parole, Homer non deve essere abbastanza ricco da poter comprare oggi quella casa.
Deve essere stato abbastanza fortunato da averla comprata allora.
E la serie, almeno su questo punto, ci ha fornito una spiegazione molto più precisa di quanto molti ricordino.
Quindicimila dollari di aiuto da parte di Abe Simpson, un acquisto nel 1984, un lavoro stabile e una casa suburbana americana.
Il resto è il solito miracolo economico chiamato Homer Simpson.
Cesio Endrizzi