Eddie Brock è uno dei casi più interessanti dell'universo Marvel perché, in determinate versioni della sua storia, la separazione da Venom non significa necessariamente tornare a essere l'uomo che era prima di incontrare il simbionte.
La domanda nasce da un'apparente contraddizione. Venom possiede forza, resistenza, velocità e capacità rigenerative straordinarie grazie al simbionte extraterrestre. Eddie Brock, invece, è un essere umano. Quando il simbionte lo abbandona, teoricamente dovrebbe perdere gran parte delle capacità che gli permettevano di affrontare Spider-Man.
Eppure Brock continua a essere fisicamente impressionante.
La spiegazione più semplice è che Eddie Brock non sia mai stato un uomo comune.
Prima ancora di incontrare il simbionte, Brock possedeva una struttura fisica eccezionale e una preparazione atletica molto superiore alla media. Dopo il crollo della sua carriera giornalistica e la crescente ossessione nei confronti di Spider-Man, la sua vita venne progressivamente dominata dall'allenamento fisico. Il bodybuilding divenne una componente fondamentale della sua trasformazione.
Questo particolare è importante perché spesso si tende a considerare Venom come l'unica fonte delle capacità fisiche di Eddie. In realtà, il simbionte trovò un ospite già estremamente forte, aggressivo e determinato.
Eddie non era Peter Parker.
Non possedeva il senso di ragno, non poteva arrampicarsi sui muri e non aveva la sua agilità naturale. Ma aveva qualcosa che poteva rendere il simbionte ancora più pericoloso: una massa muscolare enorme, una resistenza eccezionale e una mentalità ossessiva.
Quando Venom si unisce a lui, quindi, non parte da zero.
Il simbionte amplifica un organismo già allenato.
La differenza diventa evidente quando si osserva il modo in cui Eddie combatte. Venom possiede capacità che non dipendono dalla massa muscolare dell'ospite, ma Brock contribuisce comunque alla potenza fisica complessiva del personaggio. Il risultato è una creatura capace di combinare la forza aliena del simbionte con quella di un uomo che ha costruito il proprio corpo come un'arma.
Ma questo non spiega completamente perché, in alcune storie, Eddie sembri conservare caratteristiche anomale anche dopo la separazione.
Qui entra in gioco un elemento fondamentale della mitologia dei simbionti: il legame tra simbionte e ospite non è semplicemente quello tra una persona e un costume.
Il simbionte interagisce con il corpo e con il sistema nervoso dell'ospite. Condivide informazioni, ricordi e sensazioni. In alcune incarnazioni della mitologia Marvel, il rapporto può diventare così profondo da rendere difficile stabilire dove finisca Eddie Brock e dove cominci Venom.
Questo significa che anni trascorsi insieme non possono essere considerati semplicemente come anni durante i quali Eddie ha indossato una tuta.
Il suo organismo è stato sottoposto per lungo tempo a qualcosa di biologicamente estraneo.
La questione diventa ancora più interessante con la nascita di Anti-Venom.
Quando Eddie viene esposto ai poteri di Mister Negative, le tracce del simbionte presenti nel suo organismo contribuiscono alla trasformazione che porta alla nascita di Anti-Venom. Questo elemento dimostra che, almeno in determinate storie, il rapporto biologico tra Brock e il simbionte non termina completamente nel momento della separazione.
Il simbionte può lasciare qualcosa dietro di sé.
E questa è una delle spiegazioni più interessanti per le capacità successive di Eddie.
Non significa necessariamente che ogni volta che Brock viene separato da Venom rimanga automaticamente dotato di forza sovrumana. La continuità Marvel è molto più complessa e le capacità di Eddie cambiano nel corso delle diverse incarnazioni del personaggio.
Ma l'idea di un organismo alterato dalla precedente esposizione al simbionte è perfettamente coerente con la mitologia sviluppata nei fumetti.
C'è poi un'altra componente che non richiede alcuna spiegazione extraterrestre: l'allenamento.
Eddie Brock è un uomo ossessionato.
La stessa mentalità che lo rende pericoloso come avversario di Spider-Man lo porta a sottoporre il proprio corpo a livelli estremi di preparazione. Se una persona comune vedesse Eddie dopo anni di allenamento, probabilmente lo considererebbe già un individuo fisicamente eccezionale anche senza sapere nulla di Venom.
Questo permette di distinguere due cose.
La forza di Eddie non deriva necessariamente tutta dal simbionte.
Il simbionte amplifica ciò che già esiste.
È una differenza importante perché spiega anche perché Venom può apparire fisicamente diverso a seconda dell'ospite. Il simbionte possiede caratteristiche proprie, ma il suo legame con l'ospite contribuisce alla forma e alle capacità che assume.
Eddie è quindi una combinazione particolarmente efficace.
Ha un corpo enorme.
Ha una preparazione fisica estrema.
Ha una tolleranza al dolore eccezionale.
Ha una mentalità aggressiva.
E, dopo anni trascorsi insieme a Venom, possiede una conoscenza del combattimento che un normale essere umano non potrebbe semplicemente dimenticare.
Quest'ultimo elemento è forse sottovalutato.
Quando Eddie e Venom condividono il corpo, non condividono soltanto la forza. Condividono esperienze, percezioni e informazioni motorie. Il simbionte ha combattuto Spider-Man e ha imparato a muoversi in un modo completamente diverso da quello di un essere umano normale.
Quando Eddie viene separato da Venom, non è necessario immaginare che conservi letteralmente i poteri dell'alieno per spiegare perché continui a essere un combattente formidabile.
Ha trascorso anni combattendo con un'entità che conosce il movimento di Spider-Man.
Ha imparato a reagire a situazioni che un essere umano comune non avrebbe mai sperimentato.
Il suo cervello ha accumulato esperienza.
Il suo corpo ha accumulato adattamenti.
La sua memoria motoria è stata costruita attraverso migliaia di situazioni estreme.
Naturalmente, anche qui la realtà biologica impone dei limiti. La memoria muscolare non permette a un uomo di conservare una forza sovrumana dopo aver perso la fonte di quella forza. Può però spiegare perché un combattente esperto rimanga molto più efficace di una persona che non ha mai affrontato determinati avversari.
La vera stranezza di Eddie Brock nasce quindi dalla sovrapposizione di diversi fattori.
Prima c'è l'uomo.
Poi arriva Venom.
Poi arriva il lungo periodo durante il quale i due condividono lo stesso corpo.
E infine rimangono le conseguenze di quella relazione.
È quasi come se Eddie non fosse più completamente quello che era prima dell'incontro con il simbionte.
Questo spiega anche perché la storia di Anti-Venom sia così significativa. Le capacità di Eddie dopo la separazione non sono necessariamente la prova che Venom continui a vivere dentro di lui in forma completa. Sono piuttosto la dimostrazione narrativa che il confine tra ospite e simbionte è diventato molto più complicato.
Eddie è stato modificato dall'esperienza.
Non necessariamente come un mutante permanente, ma come un organismo che ha trascorso anni legato a un'entità aliena capace di interagire profondamente con il suo corpo.
Alla fine, quindi, Eddie Brock non è semplicemente un uomo normale che perde il costume e torna alla vita precedente.
È un atleta straordinariamente allenato che ha avuto un'esperienza biologica e neurologica completamente fuori dal comune.
Venom gli ha dato capacità che un essere umano non potrebbe possedere naturalmente, ma il rapporto con il simbionte ha anche trasformato il modo in cui Eddie usa il proprio corpo, combatte e reagisce alle situazioni estreme.
Il punto più affascinante è proprio questo: Venom non ha semplicemente trasformato Eddie Brock in un superuomo. Ha trasformato il modo in cui Eddie utilizza ciò che era già presente in lui.
Il simbionte gli ha fornito la forza aliena.
Brock ha fornito il corpo, l'ossessione e la volontà.
E dopo anni trascorsi insieme, separare completamente le due cose è diventato molto più difficile di quanto sembri.
Per questo Eddie Brock può continuare a essere un avversario estremamente pericoloso anche quando Venom non è al suo fianco.
Non perché sia diventato improvvisamente un mutante.
Non perché ogni sua capacità sia necessariamente permanente.
Ma perché l'uomo che emerge dall'esperienza con Venom non è più esattamente l'uomo che vi era entrato.
Cesio Endrizzi