martedì 10 marzo 2026

Il membro più debole degli Avengers.


Lo chiamano "membro onorario". Una di quelle etichette carine che usano i supereroi per non dire la verità: sei qui perché ti vogliamo bene, ma in combattimento serviresti solo a intralciare.

Rick Jones è il membro più debole degli Avengers. Di gran lunga. E non è una opinione. È un fatto.

I fan Marvel lo conoscono da sempre. È quel ragazzo magro, sempre con la giacca di jeans o la felpa, i capelli lunghi da ribelle anni Sessanta, lo sguardo di chi ha visto troppa merda ma non ha mai imparato a stare fermo. È stato l'unico amico di Hulk all'inizio della sua "carriera" di supereroe. E il responsabile indiretto dell'incidente che gli diede i poteri.

Perché funziona sempre così, nella vita: non sei tu a diventare mostro. Sei tu, con la tua cazzata, a trasformare qualcun altro.

Rick Jones era un ragazzo ribelle, uno di quelli che pensano di essere immortali. Una notte, su un poligono militare, decise di farsi un giro in macchina dove non doveva. Bruce Banner, il genio, l'uomo che cercava di salvare il mondo con la scienza, lo vide. Corse a tirarlo fuori dall'area dell'esplosione. E fu investito lui, Banner, dalle radiazioni gamma. Innescò la trasformazione in Hulk.

Rick Jones non premette il detonatore. Ma fu come se lo avesse fatto.

Pieno di sensi di colpa per l'accaduto divenne amico del pelleverde nascondendolo all'esercito USA che gli dava la caccia. Perché il senso di colpa, quando è vero, non ti fa dormire. Ti lega a qualcuno per sempre. E Rick non ha mai smesso di cercare di riparare a quello che aveva fatto.

Fu anche colui che riunì per la prima volta gli Avengers. Ironia della sorte: per aiutare un Hulk stregato da Loki, che intendeva usarlo come arma contro Thor. Senza Rick Jones, niente Vendicatori. O almeno, non come li conosciamo. Per questo motivo fu scelto come membro onorario del team. Una specie di mascotte.

Mascotte. Parola umiliante, se ci pensi. Sei lì perché fai simpatia, non perché fai paura.

Eppure Jones ha una qualità: una incredibile capacità di cacciarsi nei guai. Non è un superpotere, ma quasi. Ogni volta che qualcosa di grosso sta per succedere, Rick è lì. Nel posto sbagliato al momento sbagliato. Con la faccia da "non ce l'ho fatta apposta".

Non ha nessun superpotere. Nessun equipaggiamento speciale. Nessun addestramento militare. Non sa volare, non solleva camion, non lancia raggi ottici. È solo un ragazzo con i sensi di colpa e un cuore troppo grosso per la sua testa.

Ma ha fatto la sua parte. Come aiutante di Capitan America, quando Steve era in giro con la moto e il pugno alzato. E poi del primo Capitan Marvel, Mar-Vell, quello vero, quello che si è preso un cancro per salvare la Terra.

Rick Jones è stato lì. Sempre. A prendere botte, a rischiare la pelle, a fare da spalla e da coscienza a esseri che potevano spaccare montagne. E non ha mai chiesto niente in cambio. Forse perché sapeva, nel profondo, che era l'unico modo per ripagare un debito che nessuna moneta avrebbe mai saldato.

Il membro più debole degli Avengers? Sì.

Ma prova a raccontare la storia della Marvel senza di lui. Non puoi.

E questa, forse, è la vera forza. Quella che non compare sulle schede tecniche. Quella che non ha un numero accanto. Quella di chi resta umano mentre intorno tutti diventano dei.

Rick Jones non salverà il mondo con un pugno. Ma è probabile che sia lì, in prima fila, a urlare il nome di chi lo salverà. E a sentirsi ancora in colpa. Sempre.


Cesio Endrizzi


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