La risposta più interessante è sì, ma non è necessariamente il personaggio che ti aspetteresti.
Hulk può avere paura di molte cose. Può essere ferito, sconfitto, imprigionato o manipolato. Ma la sua furia ha una caratteristica fondamentale: più Hulk si arrabbia, più diventa difficile fermarlo. La paura fisica, quindi, non è normalmente sufficiente a bloccarlo.
Puoi mettergli davanti Thor.
Puoi mettergli davanti gli Avengers.
Puoi mettergli davanti un essere capace di distruggere un pianeta.
Hulk continuerà a combattere.
Per questo, quando si parla di ciò che Hulk teme realmente, bisogna smettere di ragionare soltanto in termini di forza fisica.
E qui arriviamo a Ghost Rider.
Hulk può essere incredibilmente difficile da danneggiare fisicamente. Può sopravvivere a traumi assurdi, rigenerarsi e continuare a combattere anche dopo aver subito danni che ucciderebbero praticamente qualsiasi altro essere vivente.
Ma Ghost Rider non deve necessariamente batterlo sul terreno della forza.
Il suo potere più inquietante è lo Sguardo della Penitenza.
L'idea alla base è semplice: invece di distruggere il corpo dell'avversario, Ghost Rider costringe la vittima a sperimentare il dolore e la sofferenza provocati dalle proprie azioni.
E Hulk ha un problema enorme.
Bruce Banner e Hulk hanno moltissimo di cui sentirsi in colpa.
Morti, distruzione, persone ferite, città devastate, anni trascorsi come una forza incontrollabile.
In teoria, lo Sguardo della Penitenza dovrebbe essere devastante contro qualcuno con un simile bagaglio psicologico.
Ma qui la storia di World War Hulk introduce una complicazione fondamentale.
Quando Hulk torna sulla Terra per vendicarsi degli Illuminati, Ghost Rider è tra i personaggi considerati come possibile risposta alla sua furia.
Eppure, quando lo Spirito della Vendetta valuta realmente Hulk, non lo punisce.
Perché?
Perché la missione di Hulk contro gli Illuminati viene considerata, almeno in quel contesto, una forma di vendetta che rientra nella logica dello Spirito della Vendetta.
Ghost Rider non è semplicemente «un tizio con un attacco mentale che funziona sempre».
Il suo potere dipende dal giudizio.
E questo rende il confronto con Hulk molto più interessante.
Ma c'è qualcuno che Hulk teme ancora di più.
Bruce Banner.
Sembra una contraddizione.
Hulk è la parte mostruosa.
Banner è il fragile essere umano.
Hulk può sollevare montagne.
Banner può essere ucciso da una pallottola.
Eppure, dal punto di vista psicologico, Banner può rappresentare una minaccia molto più profonda per Hulk di qualsiasi supereroe.
Questo diventa particolarmente evidente nelle storie più moderne, soprattutto in Immortal Hulk.
Per capire il rapporto bisogna smettere di pensare a Hulk come a un semplice alter ego di Banner.
La loro relazione è molto più complessa.
Hulk può vedere Banner come colui che vuole controllarlo, sopprimerlo, curarlo o eliminarlo.
E dal punto di vista di Hulk, «curare» Banner non significa necessariamente guarire una malattia.
Significa uccidere Hulk.
Per Hulk, quindi, la minaccia più terribile non è necessariamente qualcuno che può batterlo.
È qualcuno che può impedirgli di esistere.
Questo cambia completamente la questione.
Thor può colpirlo.
Hulk può rialzarsi.
Ghost Rider può giudicarlo.
Hulk può cercare una soluzione.
Un nemico fisico può distruggere il suo corpo.
Ma Banner conosce Hulk dall'interno.
Conosce la sua mente.
Conosce le sue debolezze.
E soprattutto possiede qualcosa che nessun pugno può garantire: la possibilità di intervenire sulla relazione stessa tra le identità.
È per questo che Hulk può essere terrorizzato da Banner pur essendo fisicamente infinitamente superiore a lui.
Non è una paura da combattimento.
È una paura esistenziale.
Hulk non teme che Banner lo picchi.
Teme che Banner lo faccia sparire.
Ed è qui che il concetto di paura diventa molto più interessante.
Per Hulk esistono almeno tre livelli diversi.
Il primo è la paura fisica.
Quella è probabilmente la meno efficace contro di lui.
Hulk può essere ferito, ma la sua furia tende a trasformare lo scontro in qualcosa di ancora più pericoloso.
Il secondo è la paura soprannaturale.
Ghost Rider rappresenta questa categoria perché dispone di strumenti contro i quali la forza fisica di Hulk non costituisce necessariamente una risposta.
Il terzo è la paura psicologica ed esistenziale.
Ed è qui che entra Banner.
Perché Hulk non può semplicemente distruggere Banner e risolvere il problema.
Banner è parte di lui.
È contemporaneamente il suo carceriere, la sua origine, il suo nemico e, in una certa misura, una delle condizioni della sua stessa esistenza.
Questo rende la loro relazione molto più pericolosa di un normale scontro tra supereroi.
E poi esiste il Vuoto.
Il rapporto tra Hulk, Banner e il lato oscuro della loro psiche può diventare ancora più inquietante quando vengono coinvolte manifestazioni come il Devil Hulk, il Green Scar e altre personalità o incarnazioni sviluppate nel corso della storia del personaggio.
Il punto fondamentale, però, rimane sempre lo stesso: Hulk non teme necessariamente chi è più forte di lui.
Teme ciò che la sua forza non può risolvere.
Puoi essere abbastanza forte da distruggere un pianeta e rimanere completamente impotente davanti a un problema psicologico.
Puoi essere abbastanza resistente da sopravvivere a qualsiasi arma e non avere alcuna difesa contro qualcuno che conosce la tua mente.
Puoi guarire da qualsiasi ferita fisica e continuare comunque a temere la possibilità che la tua stessa identità venga cancellata.
Ed è proprio questo che rende Bruce Banner una minaccia così particolare per Hulk.
Per il resto dell'universo Marvel, Hulk è il mostro.
Per Hulk, invece, il vero mostro può essere l'uomo che vive dentro di lui.
Non è il pugno di Thor che lo terrorizza.
Non è necessariamente la forza di Superman.
Non è nemmeno la capacità di un altro essere di abbatterlo fisicamente.
È la possibilità che, un giorno, Bruce Banner trovi finalmente il modo di chiudere la porta dall'interno.
E questa è una minaccia contro la quale la forza del più forte non serve assolutamente a nulla.
Cesio Endrizzi
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