Nel gigantesco catalogo dei superpoteri Marvel esistono capacità capaci di far sembrare quasi insignificanti la forza di Hulk, le ragnatele di Spider-Man o persino l'armatura di Iron Man. Poi c'è Mr. Immortal, uno dei membri dei Great Lakes Avengers, il cui superpotere sembra inizialmente una delle cose più semplici e meno spettacolari che si possano immaginare: quando muore, torna in vita.
Detta così, sembra una normale forma di rigenerazione. Non lo è. Ed è proprio questa la parte interessante.
Mr. Immortal non è necessariamente difficile da uccidere. Al contrario: lo si può uccidere. Il suo corpo può essere ferito, mutilato e sottoposto a condizioni che ucciderebbero qualunque essere umano. La differenza arriva dopo. La morte non rappresenta per lui la fine, ma una specie di parentesi.
Ed è una distinzione enorme.
Un personaggio dotato di fattore rigenerante può guarire da una ferita prima che quella ferita lo uccida. Mr. Immortal può invece arrivare fino alla morte e poi ritornare. Non è necessariamente un uomo che non può morire: è un uomo che non riesce a restare morto.
La differenza sembra semantica finché non si comincia a immaginare cosa significhi concretamente.
Supponiamo che qualcuno gli tagli un braccio. Non è detto che il semplice fatto di essere immortale gli impedisca di provare dolore. Se gli vengono inflitte ferite sufficientemente gravi, può morire come qualsiasi altra persona. La sua particolarità emerge soltanto quando tutto è finito: dopo la morte, ritorna.
E allora si potrebbe pensare di aver trovato la soluzione definitiva. Se non puoi eliminarlo definitivamente, almeno puoi neutralizzarlo.
Qui la situazione diventa quasi comica.
Immaginate di gettarlo in una fossa dalla quale non possa uscire. Non c'è bisogno di una tecnologia aliena, di un'arma cosmica o di un'incantesimo dimensionale. Basta aspettare. Prima o poi morirà di fame o di sete. Poi resusciterà.
E sarà ancora nella fossa.
A quel punto potrebbe morire di nuovo.
E poi resuscitare di nuovo.
E così via.
Questo è il paradosso di Mr. Immortal: può essere sconfitto senza poter essere eliminato.
In termini puramente pratici, il suo potere è quindi molto meno spettacolare di quello di molti altri personaggi Marvel. Non gli permette necessariamente di vincere uno scontro. Non significa che sia più forte del suo avversario. Non gli impedisce di essere torturato, imprigionato o immobilizzato. Non trasforma automaticamente il suo corpo in una macchina da guerra.
Gli concede qualcosa di molto più strano: la possibilità di continuare.
Ed è proprio questo che rende il personaggio interessante.
La maggior parte dei supereroi costruisce la propria identità sulla capacità di evitare la morte. Mr. Immortal, invece, sembra aver eliminato dal problema soltanto la parola “definitiva”.
Puoi ucciderlo.
Semplicemente, non puoi contare sul fatto che rimanga morto.
È una forma di immortalità molto meno elegante di quella che normalmente immaginiamo. Non c'è necessariamente la figura del dio che attraversa i secoli senza invecchiare, sempre perfetto e intoccabile. C'è invece un individuo che può essere sottoposto a tutte le miserie della condizione fisica e che, dopo essere arrivato al punto finale, torna indietro.
Il che porta a una domanda molto più interessante: quanto vale davvero un potere del genere?
Dipende da ciò che consideriamo una vittoria.
Se l'obiettivo è uccidere Mr. Immortal, il potere è praticamente perfetto contro l'eliminazione definitiva. Se invece l'obiettivo è impedirgli di intervenire, catturarlo o renderlo incapace di agire, l'immortalità da sola può essere molto meno utile.
È la differenza tra sopravvivere e poter fare qualcosa.
Un uomo che non può morire ma può essere rinchiuso per sempre non è necessariamente libero. Un uomo che può tornare in vita ma deve attraversare ogni volta il dolore della morte non è necessariamente invulnerabile. E un uomo che può resuscitare dopo essere morto di fame non ha necessariamente risolto il problema della fame: potrebbe semplicemente aver trasformato la morte in un ciclo.
Da questo punto di vista, Mr. Immortal possiede uno dei superpoteri più crudeli proprio perché, preso alla lettera, non è affatto un potere perfetto.
La fantasia comune sull'immortalità è quella di vivere eternamente. La versione di Mr. Immortal è diversa: morire eternamente e continuare a tornare.
E c'è qualcosa di quasi assurdo nella cosa.
Puoi ucciderlo con una pistola. Puoi farlo morire di fame. Puoi ferirlo mortalmente. Puoi perfino immaginare situazioni nelle quali la sua immortalità diventa una specie di condanna. Ma alla fine, quando il corpo ha ceduto e tutto dovrebbe essere concluso, lui torna.
Non ha vinto necessariamente.
Ma non ha perso definitivamente.
Ed è forse questa la vera natura del suo superpotere. Non l'invulnerabilità, non la forza, non la rigenerazione, non la capacità di evitare la morte.
La possibilità di riprovare.
In un universo popolato da esseri capaci di distruggere pianeti, manipolare il tempo, attraversare dimensioni e sollevare montagne, sembra quasi un potere modesto.
Poi però arriva qualcuno che decide di ucciderti.
E scopre che dovrà farlo per sempre.
Cesio Endrizzi
Nessun commento:
Posta un commento