Sembra una domanda fatta apposta per ottenere una risposta folle: un'esplosione di raggi gamma colpisce Superman e gli fornisce in pochi secondi l'energia che il Sole produce in miliardi di anni.
Quindi Superman diventerebbe miliardi di volte più potente.
Il problema è che il ragionamento non funziona così.
Anzi, la prima cosa da correggere è proprio la premessa.
Un gamma-ray burst, o GRB, è uno degli eventi più energetici conosciuti nell'universo osservabile. È associato a fenomeni catastrofici come il collasso di stelle molto massicce o la fusione di oggetti compatti.
Ma dire che un GRB “rilascia in pochi secondi tutta l'energia che una stella produce durante la sua intera vita” è una semplificazione che può diventare molto fuorviante.
Soprattutto perché energia emessa non significa energia ricevuta da Superman.
È la stessa differenza che esiste tra una lampadina e una persona illuminata dalla lampadina.
Una sorgente può emettere una quantità enorme di energia.
Quanta ne riceve il bersaglio dipende dalla distanza, dalla geometria del fascio, dalla durata dell'esposizione e dalla quantità di radiazione che effettivamente interagisce con il bersaglio.
Un GRB non è una batteria cosmica che viene collegata direttamente a Superman.
E c'è un secondo problema.
Il Sole non produce soltanto raggi gamma.
La sua energia viene trasportata principalmente attraverso radiazione elettromagnetica e, alla superficie, soprattutto attraverso luce visibile, infrarossa e ultravioletta.
Il nucleo solare, naturalmente, è un ambiente molto diverso: lì avvengono le reazioni nucleari e vengono prodotti fotoni ad alta energia, ma questi interagiscono continuamente con la materia e subiscono una lunga serie di processi prima di raggiungere la superficie.
Perciò non possiamo prendere: “energia totale del Sole”
e trasformarla automaticamente in: “energia solare assorbibile da Superman”.
La fisica reale non lo permette.
Ma qui arriviamo alla parte divertente.
Perché stiamo parlando di Superman.
E Superman non è un reattore nucleare reale.
Nella DC, il rapporto fra Superman e la radiazione solare è una regola narrativa che è stata interpretata in modi diversi nel corso delle varie incarnazioni del personaggio.
Il Sole giallo alimenta le sue capacità.
L'esposizione prolungata può aumentare enormemente la sua potenza.
Alcune versioni hanno mostrato Superman immagazzinare quantità gigantesche di energia solare.
Ma non esiste una formula canonica del tipo: “un joule di radiazione = X unità di forza di Superman.”
Quindi non possiamo prendere l'energia di un GRB, dividerla per quella del Sole e ottenere un nuovo livello numerico di Superman.
Possiamo però fare un esperimento mentale molto più interessante.
Supponiamo che il GRB sia sufficientemente vicino e orientato in modo tale che una quantità enorme della sua radiazione raggiunga effettivamente Superman.
A quel punto ci sono due possibilità.
La prima è la risposta più semplice: Superman sopravvive, assorbe parte dell'energia e diventa enormemente più potente.
La seconda è più interessante: il suo organismo non riesce ad assorbire quell'energia in modo illimitato.
Perché “più energia” non significa automaticamente “più potere”.
Questo è un punto che la fantascienza tende continuamente a dimenticare.
Un serbatoio può contenere una certa quantità di carburante.
Oltre una determinata soglia, aggiungerne altro non rende automaticamente il motore più potente.
E nel caso di Superman non sappiamo nemmeno se il suo organismo possieda un limite di accumulo.
Alcune storie suggeriscono una capacità enorme.
Altre mostrano condizioni nelle quali l'esposizione a determinate forme di radiazione produce effetti diversi.
Altre ancora trattano l'energia solare quasi come una riserva che Superman può accumulare e utilizzare successivamente.
Quindi il risultato dipende dalla versione del personaggio.
Ed è qui che entra in gioco Superman Prime One Million.
L'argomento secondo cui un GRB trasformerebbe Superman in qualcosa di “molto più potente” di Prime One Million perché equivalrebbe a dieci miliardi di anni di esposizione solare sembra matematicamente spettacolare.
Ma parte da un'equivalenza che non possiamo fare.
Superman Prime One Million è una costruzione narrativa.
Il numero di anni trascorsi nel Sole non è una misura fisica della quantità di energia accumulata.
Non possiamo quindi dire: 10 miliardi di anni nel Sole > 15.000 anni nel Sole
e concludere automaticamente: nuovo Superman > Prime One Million.
Il tempo trascorso dentro il Sole non è una valuta universale della potenza kryptoniana.
La quantità di energia effettivamente assorbita potrebbe dipendere da moltissimi fattori.
E soprattutto, Prime One Million non è semplicemente Superman che ha lasciato un caricabatterie acceso per 15.000 anni.
È una particolare incarnazione del personaggio con una storia e capacità specifiche.
Il confronto diretto con una quantità di energia astronomica quindi non produce una risposta canonica.
Ma possiamo spingerci ancora più avanti con l'ipotesi.
Supponiamo che la versione di Superman in questione abbia una capacità praticamente illimitata di assorbire energia solare e che il GRB fornisca effettivamente una quantità enorme di radiazione compatibile con il suo metabolismo energetico.
In quel caso avremmo probabilmente un Superman sovraccarico di energia.
E qui la domanda diventerebbe molto più interessante: quanto di quell'energia potrebbe realmente trasformarsi in capacità utilizzabile?
Perché il problema non è soltanto immagazzinare energia.
È convertirla.
Una maggiore quantità di energia disponibile potrebbe teoricamente tradursi in maggiore forza, velocità, resistenza, capacità di volo o potenza dei suoi attacchi.
Ma non sappiamo quale sia la relazione fra queste variabili.
Potrebbe essere lineare.
Potrebbe essere non lineare.
Potrebbe esserci una soglia oltre la quale l'aumento di energia produce effetti sempre più piccoli.
Oppure, in una determinata versione fumettistica, potrebbe semplicemente permettere a Superman di raggiungere un nuovo livello di potere stabilito dagli autori.
Questa è la differenza fondamentale fra fisica e fumetti.
La fisica dice: “Dimostrami quanta energia arriva realmente al bersaglio.”
La narrativa dice: “L'autore decide che cosa quell'energia fa al personaggio.”
Ed è per questo che il GRB non sarebbe necessariamente una scorciatoia per creare il Superman più potente mai esistito.
Potrebbe esserlo in una storia.
Non può essere dimostrato semplicemente con l'equazione proposta.
La parte più affascinante dell'ipotesi rimane comunque valida.
Un GRB è talmente energetico che immaginare Superman direttamente investito da uno dei suoi getti porta immediatamente il personaggio al limite della sua stessa logica narrativa.
Non stiamo più chiedendo: “Quanto è forte Superman?”
Stiamo chiedendo: “Quanto può essere grande il serbatoio energetico di un organismo che la fisica reale non dovrebbe nemmeno permettere di esistere?”
Ed è questa la vera domanda.
Perché se Superman può assorbire quantità astronomiche di radiazione senza limite apparente, allora un GRB potrebbe trasformarsi in un gigantesco rifornimento energetico.
Se invece possiede un limite, prima o poi l'energia aggiuntiva smette di essere un vantaggio.
E quindi il risultato più corretto non è:
“Superman riceverebbe dieci miliardi di anni di energia solare e diventerebbe più potente di Prime One Million.”
È: “Se un GRB investisse direttamente Superman, la sua sopravvivenza e il successivo aumento di potere dipenderebbero dalla specifica versione del personaggio e da quanta energia riuscirebbe effettivamente ad assorbire.”
Il resto è matematica applicata a una regola narrativa.
E la matematica, quando Superman entra in scena, deve prima chiedere il permesso alla DC.
Cesio Endrizzi
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