giovedì 1 ottobre 2026

ROXY ROCKET, LA CATTIVA DI BATMAN CHE HA DIMENTICATO DI ESSERE CATTIVA

 


Roxy Rocket è una di quelle idee che sembrano provenire da un universo parallelo di Batman. Ed è probabilmente proprio per questo che funziona.

Non è la nuova Joker. Non vuole conquistare Gotham, non vuole distruggere Batman, non ha un piano elaborato per dominare il mondo e, soprattutto, non sembra avere alcun interesse particolare per il denaro. Roxy vuole una cosa molto più semplice e molto più assurda: provare continuamente quella sensazione che arriva quando una persona ha appena superato il limite oltre il quale potrebbe morire.

È una stuntwoman che vive per il rischio. Macchine, razzi, esplosioni, inseguimenti, acrobazie: il pericolo non è un mezzo per raggiungere qualcosa. È lo scopo.

Il personaggio debuttò nell'episodio The Ultimate Thrill di Batman: The Animated Series, trasmesso nel 1997, e gli autori ebbero immediatamente un'intuizione che vale più di quanto possa sembrare: invece di costruire un'altra criminale ossessionata dal potere, crearono una donna ossessionata dall'adrenalina.

Roxy non vuole vincere.

Vuole divertirsi.

E questa differenza la rende stranamente efficace.

Nel mondo di Batman quasi tutti vogliono qualcosa. Joker vuole dimostrare una teoria sul caos, Two-Face è ossessionato dalla dualità e dal caso, Poison Ivy dalla propria visione della natura, Mr. Freeze dalla moglie, Ra's al Ghul dalla propria idea di equilibrio del mondo. Anche quando le loro motivazioni sono folli, esiste una direzione.

Roxy invece è quasi priva di direzione.

È movimento puro.

Non costruisce il futuro. Lo attraversa a tutta velocità.

Ed è precisamente questa caratteristica a renderla una presenza così diversa dal resto della galleria dei nemici di Batman.

Il suo rapporto con il pericolo ha anche una componente sensuale molto evidente. Roxy flirta, provoca e trasforma l'eccitazione del rischio in un'esperienza quasi erotica. Nell'episodio originale questo aspetto viene giocato soprattutto attraverso l'ironia e l'esagerazione, non attraverso la costruzione di una vera storia d'amore. Batman, dal canto suo, rimane molto più interessato a impedirle di uccidersi che a partecipare al suo gioco.

Ed è una delle ragioni per cui il personaggio funziona così bene nell'universo dell'Animated Series.

Batman è ossessionato dal controllo.

Roxy è ossessionata dalla perdita del controllo.

Lui vuole prevedere la traiettoria del razzo.

Lei vuole essere sul razzo.

Lui vede una situazione pericolosa da neutralizzare.

Lei vede la migliore serata della propria vita.

Sono praticamente opposti filosofici.

E non c'è bisogno di trasformare Roxy in una criminale tragica per rendere interessante questo contrasto.

Anzi, sarebbe probabilmente un errore.

Uno dei problemi ricorrenti dei fumetti moderni è la tendenza a prendere personaggi eccentrici e aggiungere immediatamente trauma, tragedia, redenzione, abuso, infanzia difficile o una qualche spiegazione psicologica che dovrebbe renderli più profondi.

A volte funziona.

A volte distrugge esattamente ciò che rendeva interessante il personaggio.

Roxy non ha bisogno di essere curata.

Ha bisogno di essere scritta bene.

La differenza è enorme.

Il suo carattere potrebbe essere approfondito senza trasformarla in un'altra versione di Harley Quinn o in una criminale tormentata dal proprio passato. Potremmo scoprire cosa accade quando una persona che vive esclusivamente per il rischio invecchia. Potremmo vedere cosa succede quando il corpo non permette più di fare ciò che la mente pretende. Potremmo chiederci se Roxy abbia paura della morte oppure se, semplicemente, non abbia mai imparato a distinguere il coraggio dall'incoscienza.

Potremmo perfino scoprire che non è affatto interessata a essere una cattiva.

E questo aprirebbe possibilità narrative molto più interessanti.

Perché Roxy può essere una criminale senza essere realmente malvagia.

Può rubare un veicolo perché vuole usarlo per una fuga impossibile. Può sabotare un circuito automobilistico perché vuole partecipare alla gara. Può irrompere in un laboratorio perché lì hanno costruito un nuovo motore sperimentale. Può mettere in pericolo Batman semplicemente perché Batman è la persona più interessante con cui giocare.

Non vuole distruggere Gotham.

Vuole che Gotham le dia qualcosa da fare.

Questo tipo di antagonista è prezioso perché permette a Batman di uscire per un momento dalla dimensione eternamente gotica e morale della propria città.

Gotham non deve sempre essere una città di assassini psicopatici, serial killer, terroristi e megalomani.

Può anche essere un posto dove una donna completamente irresponsabile decide che rubare un razzo è un modo fantastico per passare il pomeriggio.

E qui sta probabilmente la ragione per cui Roxy Rocket rimane così memorabile nonostante abbia avuto un ruolo relativamente piccolo.

È colore.

Ma non colore nel senso di elemento ornamentale.

È colore nel senso pittorico del termine: una presenza che modifica l'intera scena semplicemente entrando nell'inquadratura.

Il Batman di Bruce Timm e Paul Dini aveva capito molto bene questa esigenza. La serie poteva passare da Mr. Freeze a Clayface, da Two-Face a Joker, e poi improvvisamente introdurre qualcuno come Roxy Rocket. Non tutto doveva avere lo stesso tono.

Quella varietà impediva al mondo di diventare monocromatico.

Ed è proprio questo che sarebbe interessante recuperare.

Roxy non deve diventare più cupa.

Deve diventare più Roxy.

Si potrebbe raccontare una storia nella quale finalmente scopriamo perché una donna apparentemente normale abbia deciso di trasformare ogni giornata in una roulette russa automobilistica. Oppure non scoprirlo affatto. Potrebbe essere semplicemente una persona che ha scoperto molto presto che la cosa che ama di più al mondo è la sensazione di essere a pochi centimetri dalla catastrofe.

Non tutti i personaggi devono essere spiegati fino all'ultima cellula.

Alcuni possono essere semplicemente strani.

E Roxy Rocket è strana nel modo giusto.

In un universo nel quale quasi tutti prendono Batman terribilmente sul serio, lei sembra essere una delle poche persone che hanno capito una cosa fondamentale: si può anche giocare.

Ed è proprio per questo che sarebbe un peccato trasformarla in qualcosa che non è.

La sua storia è ancora quasi tutta da scrivere.

Ma non serve toglierle il sorriso, il razzo, la velocità e quella totale assenza di buon senso.

Serve soltanto darle una storia abbastanza buona da dimostrare che, dietro quella folle ricerca dell'adrenalina, c'è un personaggio capace di reggere molto più di un singolo episodio.

Roxy Rocket non ha bisogno di diventare più seria.

Ha bisogno di diventare più interessante senza smettere di divertirsi.

Cesio Endrizzi

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