giovedì 8 ottobre 2026

AQUAMAN NON È INUTILE — È IL PROBLEMA DI GIUDICARE UN SUPEREROE SOLO DA QUANTO FORTE SA PICCHIARE

 


Aquaman è stato per decenni uno dei bersagli preferiti della cultura popolare. La battuta è sempre la stessa: «Che cosa fa? Parla con i pesci».

È una battuta efficace perché contiene una domanda legittima: che cosa porta davvero Aquaman nella Justice League che gli altri membri non possono portare?

Ma la risposta originale che pretende di demolire questa idea commette un errore speculare. Parte da un buon argomento e finisce per trasformare Aquaman in una specie di dio biologico collegato a tutta la vita dell'universo.

Non serve.

Aquaman non deve essere più forte di Superman per essere utile. Deve avere capacità differenti.

E ne ha parecchie.

Arthur Curry, nella maggior parte delle principali incarnazioni del personaggio, è un superumano adattato all'ambiente oceanico. Possiede forza, resistenza, velocità e capacità sensoriali molto superiori a quelle di un essere umano normale. È inoltre capace di sopportare pressioni estreme e di operare sott'acqua in condizioni nelle quali la maggior parte degli altri membri della Justice League avrebbe bisogno di adattamenti specifici.

Ma la sua caratteristica più sottovalutata non è nemmeno la forza.

È l'ambiente nel quale esercita il potere.

La Justice League non opera soltanto nelle città americane, nei cieli o nello spazio. Una parte enorme del pianeta è costituita dagli oceani. E gli oceani sono un ambiente nel quale Superman, Batman, Flash o Green Lantern non possiedono automaticamente lo stesso livello di conoscenza, autorità o capacità operativa di Arthur.

Questo è il primo errore del confronto.

Dire «Superman è più forte» non dimostra che Aquaman sia inutile.

È come dire che un carro armato è più potente di un elicottero e concludere che l'elicottero sia inutile.

Dipende dalla missione.

Aquaman è inoltre il sovrano di Atlantide in molte incarnazioni del personaggio. Questo significa che non è semplicemente un combattente della Justice League: possiede anche una dimensione politica, militare e diplomatica che gli altri membri non hanno nella stessa forma.

E qui la faccenda diventa molto più interessante.

Batman dispone di tecnologia, risorse e intelligence.

Superman dispone di una potenza fisica straordinaria.

Wonder Woman è una guerriera di livello eccezionale, oltre a essere legata alla mitologia e alla politica di Themyscira.

Green Lantern appartiene a un'organizzazione interplanetaria.

Flash ha capacità legate alla Speed Force.

Aquaman porta nella squadra Atlantide e il mondo oceanico.

Non è poco.

La sua acquatelepatia è un'altra caratteristica che spesso viene ridicolizzata perché la frase «parla con i pesci» è molto più facile da ricordare di ciò che il potere effettivamente rappresenta nelle diverse versioni del personaggio.

Non significa semplicemente chiedere a uno squalo che tempo farà domani.

Aquaman può comunicare e, a seconda della continuità e della rappresentazione, influenzare forme di vita marine. Questo può avere applicazioni enormi in un pianeta nel quale gli oceani costituiscono la maggior parte della superficie.

Ma anche qui bisogna evitare l'esagerazione.

Non tutte le versioni di Aquaman hanno esattamente gli stessi poteri.

Non esiste un unico Aquaman immutabile dal 1941 a oggi. Il personaggio è stato riscritto, aggiornato, potenziato e reinterpretato più volte. Alcune storie gli attribuiscono capacità molto più ampie di altre.

Quindi sostenere che la sua acquatelepatia sia automaticamente una connessione spirituale con tutta la vita dell'universo è una tesi molto più difficile da sostenere rispetto alla semplice affermazione che Aquaman possiede una forma eccezionale di comunicazione e controllo della vita marina.

Ed è proprio qui che bisogna separare il personaggio dal powerscaling.

Il powerscaling ha una tentazione irresistibile: prendere ogni impresa compiuta da un personaggio in una storia, sommarla a tutte le altre e costruire il mostro definitivo.

Aquaman ha resistito a questo.

Aquaman ha ferito quello.

Aquaman ha sopportato quell'altro.

Aquaman ha comandato questa creatura.

Aquaman è collegato a quella forza cosmica.

Alla fine il personaggio diventa onnipotente sulla carta.

Ma è una costruzione che spesso dice più della volontà del fan di dimostrare una tesi che del personaggio.

Per capire se Aquaman sia utile alla Justice League bisogna fare l'esatto contrario.

Bisogna chiedersi: quali problemi può risolvere meglio degli altri?

Qui la risposta è molto più interessante.

Operazioni sottomarine.

Conoscenza degli oceani.

Interazione con Atlantide.

Accesso a una civiltà indipendente e tecnologicamente avanzata nelle varie continuità.

Forza e resistenza sufficienti per combattere accanto ai membri più potenti della squadra.

Capacità di sopravvivere e combattere in ambienti estremamente ostili.

Acquatelepatia.

Conoscenza politica e militare.

E, naturalmente, il tridente in molte incarnazioni, che non è un semplice accessorio decorativo ma un'arma con caratteristiche variabili a seconda della continuità.

Questa combinazione è molto più difficile da sostituire di quanto suggerisca la caricatura del personaggio.

E c'è un'altra ironia.

Se davvero Aquaman fosse soltanto «quello che parla con i pesci», la sua posizione nella Justice League sarebbe probabilmente difficile da giustificare.

Ma lo stesso criterio renderebbe assurda buona parte della squadra.

Batman non dovrebbe stare nella stessa stanza con Superman perché non può volare.

Green Arrow sarebbe inutile perché Superman può tirare oggetti molto più forte.

Flash sarebbe inutile perché Superman può essere velocissimo.

Wonder Woman sarebbe inutile perché Superman è più forte.

E Batman potrebbe essere eliminato dalla squadra in assoluto perché non possiede nemmeno un superpotere.

Questo ragionamento non misura l'utilità.

Misura soltanto chi ha il numero più grande nella statistica che abbiamo scelto.

La Justice League non è una gara di sollevamento pesi.

È una squadra.

E una squadra funziona quando le capacità dei suoi componenti non sono completamente sovrapponibili.

È proprio per questo che il confronto «Aquaman contro Superman» è quasi sempre una domanda sbagliata.

Superman è più potente in moltissime situazioni.

Non significa che sia una versione migliorata di Aquaman.

Se devi fermare un meteorite, Superman può essere la scelta ovvia.

Se devi affrontare una crisi ad Atlantide, parlare con una creatura marina, operare nelle profondità oceaniche o negoziare con una civiltà sottomarina, il fatto che Superman possa sollevare più peso diventa improvvisamente molto meno interessante.

È la differenza tra potenza assoluta e utilità situazionale.

E questa distinzione vale anche fuori dai fumetti.

Un coltellino svizzero non è più utile di un martello perché può fare più cose. Un medico non è inutile perché un chirurgo sa eseguire un'operazione che lui non sa fare. Un radar non diventa superfluo perché un telescopio vede più lontano.

Le capacità hanno valore in relazione al problema.

Aquaman, quindi, non ha bisogno di essere «il più forte della Justice League».

Ha bisogno di essere quello che gli altri non sono.

E su questo punto la caricatura del «tizio che parla con i pesci» fallisce completamente.

Ma anche la caricatura opposta — Aquaman come essere cosmico collegato all'anima di ogni creatura vivente — sbaglia bersaglio.

Il vero Aquaman è già abbastanza interessante senza gonfiarlo.

È un supereroe potentissimo che appartiene contemporaneamente a due mondi: quello terrestre della Justice League e quello oceanico di Atlantide.

Non è il membro inutile della squadra. È il membro che diventa inutile soltanto se immagini che ogni missione del mondo consista nel prendere a pugni qualcuno.

Cesio Endrizzi

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