giovedì 15 ottobre 2026

Perché Darkseid non usa la telecinesi, la manipolazione della materia e la capacità di alterare le dimensioni nei suoi combattimenti contro Superman?

 


Perché, in molti casi, Darkseid combatte come se avesse dimenticato metà del proprio arsenale.

La domanda è perfettamente legittima. Darkseid non è semplicemente un alieno gigantesco dotato di forza e resistenza sovrumane. È una delle entità più potenti della cosmologia DC e possiede un insieme di capacità che, utilizzate con intelligenza, renderebbero molto più complicato per Superman affrontarlo in un combattimento convenzionale.

Eppure, quando i due si incontrano, molto spesso succede questo:

Darkseid tira un pugno.

Superman tira un pugno.

Darkseid ne tira un altro.

Superman lo prende a pugni.

E noi dovremmo credere che due esseri dotati di un arsenale di poteri assurdi abbiano deciso spontaneamente che il modo migliore per risolvere la situazione sia organizzare una gara di pugilato cosmico.

Il problema è che Darkseid ha molte più opzioni.

Può utilizzare i suoi Omega Beams, può manipolare energia, possiede capacità telecinetiche e, a seconda della versione e della continuity, gli sono state attribuite capacità di manipolazione della materia e della propria scala dimensionale. In alcune incarnazioni, inoltre, il rapporto tra il Darkseid che vediamo combattere e la vera natura dell'entità è molto più complesso di quanto suggerisca il semplice corpo fisico che compare sulla pagina.

Quindi perché non usa tutto questo contro Superman?

La risposta più onesta è: perché i fumetti non sono simulazioni matematiche di combattimento.

Gli autori non devono necessariamente chiedersi quale sia la combinazione di poteri più efficiente per uccidere l'avversario. Devono costruire una scena che funzioni narrativamente.

E Darkseid contro Superman è, prima di tutto, una scena narrativa.

Il problema nasce quando il lettore conosce abbastanza bene i poteri dei personaggi da accorgersi che la strategia utilizzata non è quella apparentemente più razionale.

Immaginate un combattimento in cui Darkseid utilizzi immediatamente la manipolazione della materia.

Superman dovrebbe reagire.

Dovrebbe cercare di interrompere la concentrazione di Darkseid.

Dovrebbe utilizzare la supervelocità.

Darkseid potrebbe rispondere con i raggi Omega.

Superman potrebbe tentare di evitarli.

Darkseid potrebbe modificare l'ambiente, alterare la materia circostante, cambiare scala, utilizzare telecinesi o altre capacità.

A quel punto non avremmo più semplicemente «Superman contro Darkseid».

Avremmo una partita a scacchi tra due esseri con capacità estremamente diverse.

Ed è proprio questo il combattimento che sarebbe molto più interessante.

Ma è anche molto più difficile da scrivere.

Perché appena si permette a un personaggio di utilizzare sistematicamente tutto ciò che sa fare, ogni scena deve rispondere a una domanda inevitabile: Perché non ha usato questa capacità prima?

È uno dei problemi classici dei personaggi troppo potenti.

Se Darkseid può risolvere una situazione con un potere che rende inutile la forza fisica, perché dovrebbe scegliere di scambiarsi pugni con Superman?

La risposta interna può essere trovata, almeno in parte, nella personalità di Darkseid.

Darkseid non è semplicemente un combattente che vuole vincere.

È un dominatore.

Vuole imporre la propria superiorità.

E spesso la sua arroganza diventa una vera vulnerabilità.

Se può distruggere Superman con un determinato potere, farlo immediatamente non gli dà necessariamente la stessa soddisfazione che ottenere la vittoria dimostrando di essere fisicamente superiore al suo avversario.

È una caratteristica coerente con il personaggio.

Darkseid non vuole soltanto che Superman perda.

Vuole che Superman sappia di essere inferiore.

E questo spiega perché può scegliere una soluzione meno efficiente.

Ma non spiega tutto.

Perché c'è anche il problema della coerenza dei poteri.

Darkseid è un personaggio che ha attraversato decenni di storie, reboot, reinterpretazioni e differenti livelli cosmologici. Il suo arsenale non è rimasto perfettamente identico in ogni epoca.

Lo stesso vale per Superman.

In una storia un certo potere può essere praticamente decisivo; in un'altra può avere limiti completamente differenti.

Perciò non possiamo prendere ogni singolo feat di Darkseid mai pubblicato, sommarlo agli altri e concludere che dovrebbe utilizzare contemporaneamente ogni capacità contro Superman.

Questa è una delle trappole più frequenti delle discussioni sui power scaling.

Si costruisce un personaggio teorico che non è mai esistito realmente in una singola storia, assemblando il massimo risultato di ogni incarnazione.

Poi si domanda perché il personaggio non combatta come quella versione teorica.

Ma c'è un'altra ragione ancora più importante.

Il combattimento deve essere leggibile.

Se Darkseid e Superman utilizzassero continuamente ogni capacità esotica disponibile, il lettore dovrebbe seguire telecinesi, manipolazione della materia, raggi Omega, supervelocità, invulnerabilità, manipolazione energetica, dimensioni, resistenza e decine di altre variabili contemporaneamente.

Una battaglia del genere potrebbe essere spettacolare.

Potrebbe anche diventare rapidamente incomprensibile.

Il pugno, invece, è immediatamente comprensibile.

Darkseid colpisce Superman.

Superman resiste.

Superman contrattacca.

Il lettore non ha bisogno di conoscere la cosmologia della DC per capire cosa sta succedendo.

È semplice.

È visivo.

È iconico.

Ed è esattamente per questo che gli sceneggiatori continuano a farlo.

Il problema è che, dal punto di vista del potenziale del personaggio, Darkseid perde qualcosa.

Perché Darkseid è molto più interessante quando non viene trattato come «un altro tizio enorme che può prendere a pugni Superman».

La sua vera forza narrativa è il fatto che sia qualcosa di più.

È un'entità legata alla natura stessa della cosmologia DC, un essere associato ad Apokolips, all'Anti-Life Equation e a un'idea di dominio assoluto.

Se lo riduci a un combattimento fisico, stai utilizzando soltanto una piccola parte del personaggio.

È come prendere Doctor Strange e fargli fare a pugni con Hulk per cinquanta pagine senza utilizzare la magia.

Può essere divertente.

Ma stai lasciando sul tavolo quasi tutto ciò che rende Doctor Strange interessante.

Ed è esattamente quello che succede talvolta con Darkseid.

Il problema, quindi, non è necessariamente che Darkseid non possa utilizzare determinate capacità.

Il problema è che utilizzarle cambierebbe radicalmente la struttura dello scontro.

E quando un personaggio possiede abbastanza potere da rendere lo scontro troppo semplice, lo sceneggiatore deve introdurre limiti, condizioni, distrazioni o motivazioni che impediscano l'uso immediato della soluzione più efficace.

Altrimenti non hai una battaglia.

Hai: «Darkseid usa il suo potere più assurdo.» «Superman muore.» Fine.

Narrativamente, è pessimo.

Per questo spesso assistiamo al paradosso dei supereroi: più un personaggio è potente, più gli sceneggiatori devono trovare motivi per cui non utilizzi tutta la sua potenza.

Darkseid è uno degli esempi più evidenti.

E sì, sarebbe fantastico vedere una storia in cui Superman e Darkseid utilizzano davvero il loro arsenale completo e devono elaborare strategie per neutralizzare reciprocamente le rispettive capacità.

Superman dovrebbe sfruttare velocità, sensi, ambiente e intelligenza tattica.

Darkseid dovrebbe utilizzare telecinesi, Omega Beams, manipolazione energetica e tutte le altre capacità compatibili con quella specifica incarnazione.

A quel punto la domanda non sarebbe più: «Chi è più forte?»

Sarebbe: «Chi riesce a costringere l'altro a combattere alle proprie condizioni?»

E quello sarebbe un combattimento molto più interessante.

Perché Superman contro Darkseid non dovrebbe essere necessariamente una gara a chi tira il pugno più forte.

Dovrebbe essere una guerra tra potenza, volontà, strategia e controllo del campo di battaglia.

Ma, per quanto possa essere divertente lamentarsene, c'è una spiegazione molto semplice per cui spesso non lo vediamo.

Non è che Darkseid abbia dimenticato i suoi poteri.

È che se li usasse tutti nel modo più intelligente possibile, la storia potrebbe finire prima che arriviamo alla seconda tavola della pagina.

E così, ancora una volta, due esseri cosmici finiscono per risolvere una disputa con il metodo più antico dell'universo dei fumetti: prendersi a pugni.

Cesio Endrizzi

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