Quando ha davvero iniziato a scricchiolare l’armatura dell’MCU? È una domanda che sembra semplice, ma che in realtà racconta molto di più di un singolo film o di un flop isolato.
Per molti, il primo segnale evidente è arrivato con Eternals nel 2021. Non tanto perché fosse un disastro totale, quanto perché ha mostrato, per la prima volta, che l’universo Marvel non era più intoccabile. Alla fine dell’embargo delle recensioni, vedere un punteggio “Rotten” su Rotten Tomatoes fu uno shock. Non tanto per la qualità assoluta del film – che anzi provava a fare qualcosa di diverso – quanto per ciò che rappresentava: un MCU che sperimentava senza però avere il tempo, lo spazio e la coesione necessari per far funzionare idee e personaggi nuovi.
Eternals era il primo vero film corale dopo Avengers: Endgame (2019), ma senza volti iconici. Niente Avengers storici, niente personaggi già amati dal grande pubblico come mutanti o Fantastici 4. Un rischio enorme, aggravato dal fatto che la storia e il cast avrebbero probabilmente funzionato meglio come serie TV, con il tempo necessario per sviluppare davvero dinamiche, temi e caratteri. Non a caso, oggi non esistono piani concreti per un sequel, e persino Blade, annunciato nel post-credit con Mahershala Ali, è rimasto impantanato in una lunga e imbarazzante produzione travagliata.
Tuttavia, sarebbe sbagliato dire che Eternals abbia “ucciso” il franchise. Il 2021, paradossalmente, è stato uno degli anni migliori per Marvel. WandaVision, Loki, The Falcon and the Winter Soldier, Hawkeye e What If…? hanno dimostrato che il formato seriale poteva funzionare. Shang-Chi e soprattutto Spider-Man: No Way Home sono stati enormi successi. Il problema non era ancora la qualità in sé, ma la direzione.
Se si vuole tornare un passo indietro, un altro snodo cruciale è stato Black Widow. Il film è uscito nel luglio 2021 in piena pandemia, con una distribuzione ibrida cinema/Disney+. Il risultato? Incassi sotto le aspettative, pirateria alle stelle e una causa legale clamorosa da parte di Scarlett Johansson, poi risolta fuori dal tribunale. Un episodio che ha messo in luce una gestione confusa e aggressiva del marchio.
Il vero punto di rottura, però, arriva con la strategia “quantità prima della qualità”. Il successo della prima stagione di The Mandalorian ha convinto Disney che il futuro fosse riempire Disney+ di contenuti originali. Tra il 2019 e il 2020 vengono approvati decine di progetti Marvel: Moon Knight, She-Hulk, Ms. Marvel, Ironheart, Secret Invasion. Bob Iger lascia la guida, subentra Bob Chapek, e la macchina accelera ulteriormente.
Kevin Feige, da sempre garante della coerenza dell’MCU, si ritrova sommerso. Troppi film, troppe serie, troppi team creativi da coordinare. Il controllo qualità inevitabilmente si indebolisce. Il risultato è una Fase 4 frammentata, senza un vero evento centrale. L’assenza di un film degli Avengers è stata probabilmente l’errore più grave: nessun punto di convergenza, nessun momento epico capace di ricompattare il pubblico dopo Endgame.
Nel frattempo, per lo spettatore medio, seguire l’MCU è diventato un lavoro. Non più un piacere. Per capire un film, bisognava aver visto tre serie. Per apprezzare una serie, bisognava ricordarsi eventi di altri film. La stanchezza è cresciuta, e nel 2023 è esplosa apertamente con prodotti percepiti come deboli o superflui: She-Hulk, Secret Invasion, The Marvels.
Come se non bastasse, l’arresto e la condanna di Jonathan Majors hanno mandato in fumo anni di pianificazione narrativa. Kang, pensato come il nuovo Thanos, è improvvisamente diventato inutilizzabile. A quel punto, Marvel si è trovata davanti a un bivio: reinventarsi o implodere.
La scelta di riportare Robert Downey Jr., questa volta nei panni del Dottor Destino, è un segnale chiaro. Non è nostalgia fine a sé stessa: è una mossa disperata ma consapevole per riconquistare fiducia, attenzione e identità.
Quindi, l’MCU è morto? Probabilmente no. Ma non è nemmeno più l’universo infallibile che era. Il prossimo Avengers: Doomsday (2026) non sarà solo un film: sarà un processo. E solo allora si capirà se l’MCU saprà rinascere dalle proprie macerie o se resterà prigioniero della sua stessa grandezza.
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