lunedì 26 gennaio 2026

L'ORFANO DI ACCIAIO: COME IL PIEDE FORGIÒ SHREDDER, E PERCHÉ LE TARTARUGHE SONO IL SUO SPECCHIO

Vi raccontano una bugia. Vi dicono che Oroku Saki, lo Shredder, è nato con il veleno nelle vene. Che il male fosse la sua scelta. Vi sbagliate. La verità, quella sepolta nei fumetti originali della Mirage, è più cruda e molto più umana: Shredder non è mai nato. È stato creato come un’arma vivente, forgiata da un’infanzia spezzata e consolidata da un indottrinamento continuo e implacabile.

Questa non è la storia di un cattivo. È la storia di un fallimento. Il fallimento di un clan, di una fratellanza, e forse, in fondo, dello stesso concetto di vendetta.

Tutto comincia con un triangolo tossico nel cuore del Clan del Piede: Hamato Yoshi e Oroku Nagi, entrambi membri dell'organizzazione, rivali per l'amore di Tang Shen. Nagi, in un impeto di gelosia, picchia Shen. Yoshi, per difenderla, uccide Nagi. Poi fugge, con la donna, in America.

Lasciando dietro di sé un bambino di sette anni: Oroku Saki, fratello minore di Nagi.

A questo punto, la narrativa classica ci aspetteremmo un eroe. Un parente che rifiuta la violenza, che cerca giustizia. Invece, arriva Il Piede. E qui avviene l'abominio: il Clan non consola l'orfano. Lo recluta. Vede nel suo dolore una materia prima grezza, perfetta. Gli sussurrano all'orecchio che il suo lutto ha un nome, un volto, e che la giustizia ha la forma di un pugnale. A sette anni, a Saki viene sottratta la possibilità di essere umano. Gli viene data un'identità di ricambio: Vendetta.

Per undici anni, lo addestrano, lo plasmano, gli lavano il cervello. Privano il ragazzo di ogni autonomia, di ogni scelta. Il suo unico scopo esistenziale diventa l'omicidio di Hamato Yoshi. A diciotto anni, completa la sua missione. Uccide Yoshi (e, in alcune versioni, anche Tang Shen). E cosa ottiene? Non la pace. Non la chiusura. Solo una promozione. Diventa Shredder, il capo della filiale americana del Piede. La sua trasformazione è completa: da essere umano a strumento di un'organizzazione criminale. La sua malvagità non è una tendenza innata; è la cicatrice professionale di un bambino soldato diventato padrone dei suoi carnefici.

Ma la genialità della storia originale sta in uno sporco segreto che le versioni successive spesso cancellano: Hamato Yoshi non era un innocente. Era un membro del Piede. Un assassino. La sua fuga non era da una vita da onesto cittadino, ma da una vita criminale.

Questa verità fa crollare l'intera moralità in bianco e nero. La vendetta di Saki, per quanto orchestrata da una mente plagiata, poggia su un fondo di "legittimità" distorta: ha perso il fratello per mano di un compagno di clan. Shredder non è il Male Assoluto che attacca il Bene Puro. È il prodotto di un ciclo di violenza interna al crimine stesso.

Ed è qui che il riflesso nello specchio si fa agghiacciante. Perché chi si oppone a Shredder? Splinter. Nella versione Mirage, Splinter non è lo spirito di Yoshi in un ratto, ma il ratto stesso che osservò Yoshi e imparò da lui. E cosa fa Splinter quando Yoshi viene ucciso?

Esattamente quello che il Piede fece con Saki.

Prende quattro creature orfane e indifese (le tartarughe). Le addestra. Le forgia in armi. Il suo scopo dichiarato nel primo numero? Vendetta. "Shredder ha ucciso il mio maestro. Voi lo ucciderete." Leonardo, Donatello, Raffaello e Michelangelo non nascono come eroi che proteggono i deboli. Nascono come bambini soldato, allevati per un omicidio mirato.

Il parallelismo è spaventoso e voluto:

  • Shredder: Orfano umano, adottato dal Piede, addestrato per uccidere Yoshi.

  • Tartarughe: Orfane non-umane, adottate da Splinter, addestrate per uccidere Shredder.

La differenza che salva le Tartarughe dal diventare un nuovo Clan del Piede non è nel loro addestramento, ma nel cuore del loro maestro. Splinter, pur iniziando con l'ossessione vendicativa, infonde in loro qualcosa che a Saki fu negato: un codice d'onore, il concetto di famiglia, la capacità di scegliere. Li guida, lentamente, dalla missione di morte alla missione di protezione. La loro redenzione è possibile. Quella di Saki, no. Perché la sua unica famiglia è stata il Piede, e il suo unico amore è stato l'odio.

Allora, perché Shredder è malvagio?
Perché non ha mai avuto la possibilità di essere altro. La sua storia è una tragedia greca in una tuta ninja. È l'eroe mancato di una storia sbagliata. Le Tartarughe sono lo specchio di ciò che lui avrebbe potuto essere se, a sette anni, invece delle menzogne del Piede, avesse trovato una guida come Splinter. E Splinter, a sua volta, è lo specchio di come la vendetta possa corrompere anche le intenzioni più pure, trasformando un maestro in un comandante di piccoli assassini.

Shredder non è un uomo. È un monito. È il risultato finale di un sistema che divora i suoi figli per alimentare le sue guerre senza fine. La prossima volta che lo vedete sollevare le lame, non vedete solo un cattivo. Vedete un orfano di sette anni a cui hanno rubato il futuro, e al quale hanno dato in cambio solo un paio di artigli d'acciaio e un nome vuoto: Shredder. La sua non è malvagità. È il lutto congelato di un bambino che non è mai stato permesso di piangere.




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