Dimentica il bagliore dorato, la scenografia, la faccia nuova. Dimentica l'eroe che rinasce dalle ceneri come un'attrazione da fiera.
Quello che ti hanno mostrato è la bugia pulita. La versione adatta alla televisione.
La realtà della rigenerazione, la vera rigenerazione gallifreyana, è qualcosa di più oscuro, più viscerale e infinitamente più spaventoso. È un processo che non riscrive solo un volto. Strappa l'anima dal continuum spazio-temporale e la rimodella a martellate, a volte a immagine di ciò che più temi.
Ti hanno parlato dei Signori del Tempo come signori eleganti, custodi del tempo. Ma Gallifrey ha avuto le sue notti oscure, amico mio. Epoche in cui la rigenerazione non era una benedizione, ma una maledizione da nascondere.
Immagina un esploratore dei primi giorni, un pioniere che si perde in una trama di universi a fisica corrotta. La sua matrice biologica si incrina. Si rigenera per sopravvivere, ma l'ambiente alieno impregna il processo. La prima nuova forma è… strana. Arti che si articolano in modi innaturali. La seconda rigenerazione lo allontana ulteriormente. La pelle diventa guscio, la mente un ronzio di frequenze non-euclidee. Ogni ciclo lo trasforma, non più in un Signore del Tempo, ma in qualcosa che i suoi stessi simili definirebbero abominio.
E quando, dopo secoli, quella cosa che un tempo era uno di loro bussa alle porte di una Capitale ormai civilizzata, piena di tabù e di paura? Non c'è accoglienza. Solo il silenzio freddo di una cella d'isolamento eterno, o il colpo di grazia pietoso dietro le quinte della Cittadella. Il corpo murato nel nucleo del suo stesso TARDIS, una tomba che viaggia per l'eternità. Gallifrey pulisce le sue vergogne.
Ma questo era prima.
Prima che la
Guerra del Tempo bruciasse via ogni etica, ogni limite, ogni
briciolo di pietà.
Quando l'esistenza stessa del multiverso è in bilico, i principi diventano polvere. La rigenerazione cessa di essere un ringiovanimento. Diventa un'arma di forgiatura di massa.
Hai letto di Borusa? Non il rettore, non il presidente. Il Motore. Quella è la vera faccia del potere gallifreyano disperato. Non un uomo, ma un'interfaccia vivente, torturata, inchiodata a una croce di tecnologia e fili. La pelle squarciata, gli organi mantenuti in funzione da macchine, il volto un orrore in perenne transizione, un nastro di tutte le sue vite precedenti che si snoda all'infinito in un'agonia senza fine. Rassilon non ha esitato. Ha preso una mente, l'ha sventrata e l'ha cucita al tessuto stesso del Vortice Temporale.
Borusa non vede più il futuro. Lo è. È la mappa vivente di ogni linea temporale, di ogni possibilità, in ogni universo. Un oracolo fatto di carne e dolore, il cui unico scopo è trovare il singolo percorso di vittoria in un oceano infinito di sconfitte. È questo il prezzo della loro salvezza.
E i soldati? I poveri disgraziati mandati in prima linea contro i Dalek e il Paradosso della Fazione? Non venivano più "rigenerati". Venivano processati. Cicli forzati e controllati, rigenerazione dopo rigenerazione, spinti verso forme sempre più adatte alla guerra. Pelle trasformata in armatura organica anti-esplosione. Sensi ricablati per percepire il tessuto della realtà. Esseri che perdevano ogni barlume di individualità, diventando armi senzienti, mostruosità multidimensionali create per un unico scopo: uccidere, sopravvivere, rigenerarsi e uccidere ancora.
Quindi, alla tua domanda: un Signore del Tempo può rigenerarsi in un aspetto non umano?
Non solo può.
È già
successo.
È la norma segreta, il terrore nascosto
nella loro storia.
La forma umanoide del Dottore? È una scelta. Un capriccio. Forse una nostalgia. O forse una paura inconscia di ciò che potrebbe diventare se si lasciasse veramente andare.
Perché ogni rigenerazione è un tiro di dadi cosmico. E se il dado cade nel posto sbagliato, guidato dal trauma, dall'ambiente o dalla disperazione, non ti svegli con un naso diverso.
Ti svegli come qualcosa che il tuo vecchio io avrebbe ucciso al primo sguardo.
La prossima volta che vedi il bagliore dorato, ricorda Borusa inchiodato alla sua croce. Ricorda i mostri senza nome murati nelle loro tombe ambulanti. Ricorda che sotto la superficie dell'eroe che salva il mondo, pulsa il cuore oscuro di una razza che, quando è spinta all'estremo, è capace di trasformare la propria stessa essenza negli orrori che giurò di combattere.
La rigenerazione non è una seconda
possibilità.
È una roulette russa con il proprio spirito.
E
l'universo è pieno di proiettili.
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