venerdì 16 gennaio 2026

Lex Luthor: Il Genio prigioniero di un Complesso di Inferiorità

 

Lex Luthor ha tutto: una mente che definire brillante è un eufemismo, una fortuna immensa e un’influenza globale. Eppure, la sua eredità non sarà quella di "Salvatore dell'Umanità", ma quella di un uomo che ha sprecato la sua esistenza cercando di spegnere un sole.

Per Lex, Superman è un insulto vivente. Luthor ha dovuto lottare, manipolare e scalare ogni gradino per raggiungere l’apice del successo umano. Vedere un alieno che ottiene l'adorazione del mondo semplicemente "esistendo" e volando sotto la luce di un sole giallo gli provoca un'ira cieca. È la rabbia di chi ha studiato una vita contro chi ha vinto la lotteria genetica.

Lex giustifica le sue azioni con una filosofia apparentemente nobile: "Superman rende l'umanità pigra; senza di lui, l'uomo sarebbe costretto a superare i propri limiti". Ma la verità è un'altra. In Superman: Red Son, una versione alternativa della storia ci mostra che, senza Superman tra i piedi, Lex è effettivamente capace di portare l'umanità in un'era d'oro. Questo dimostra che Superman non è un ostacolo per l'umanità, ma solo per l'ego di Lex.

La tragedia di Luthor non è la sua ossessione, ma come permette a questa di dettare le sue azioni. Invece di usare la LexCorp per eliminare la fame nel mondo (dimostrando così la sua superiorità morale), usa i suoi laboratori per creare kryptonite sintetica e mostri genetici. Lui non vuole salvare il mondo; vuole che il mondo ammetta che solo lui può salvarlo. È un cavaliere in armatura splendente che, per essere l'unico protagonista, è disposto a bruciare l'intero regno.

In fondo, Superman è la scusa perfetta di Lex. Finché l'alieno è lì, Lex ha un colpevole per i suoi fallimenti morali. Se Superman morisse domani, Lex si ritroverebbe solo con il suo vuoto interiore, costretto a decidere se essere davvero il dio che dice di essere o ammettere di essere solo un uomo egoista con un intelletto superiore.

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