La risposta breve è: Green Arrow nacque effettivamente con una forte impronta batmaniana, ma non fu creato per sostituire Batman. E questa distinzione è importante, perché la storia editoriale dei due personaggi racconta qualcosa di più interessante della semplice idea di una “copia”.
Batman debuttò in Detective Comics #27 nel 1939, mentre Oliver Queen, alias Green Arrow, comparve per la prima volta in More Fun Comics #73 nel 1941, creato da Mort Weisinger e George Papp. Quindi Batman precede Green Arrow di circa due anni.
E sì: guardando il Green Arrow delle origini, è difficile non vedere l'influenza di Batman.
Oliver Queen era un uomo ricco, dotato di tempo e risorse, che diventava un vigilante mascherato senza possedere superpoteri. Aveva un'identità civile, un arsenale di strumenti speciali, un mezzo di trasporto personalizzato e persino un giovane aiutante: Speedy. Batman aveva già Bruce Wayne, la Batmobile, la Batcaverna, una quantità crescente di gadget e Robin. La somiglianza non è quindi una fantasia dei lettori moderni.
La stessa DC, molti decenni dopo, ha descritto senza troppi giri di parole il Green Arrow della Golden Age come qualcosa di molto vicino a un “clone” di Batman, specificando però che il personaggio avrebbe progressivamente trovato una propria identità.
Ma c'è un dettaglio fondamentale: Green Arrow non era semplicemente “Batman con l'arco”.
La sua iconografia proveniva anche da una fonte molto più antica: Robin Hood. Il costume originale, il cappello piumato e naturalmente l'arco lo rendevano immediatamente riconoscibile come una versione supereroistica dell'arciere fuorilegge. La stessa DC osserva che il Green Arrow originale era fortemente ispirato a Robin Hood.
L'elemento batmaniano, quindi, riguardava soprattutto la struttura del personaggio: ricco vigilante senza superpoteri, equipaggiamento speciale, identità segreta e giovane partner.
Anche l'origine va corretta rispetto alla ricostruzione più comune che si legge oggi.
Nella versione moderna, Oliver Queen è il miliardario che naufraga su un'isola deserta e, sopravvivendo con arco e frecce, diventa un arciere eccezionale. È questa la versione che la DC presenta oggi nella propria scheda ufficiale.
Ma la continuità dei fumetti non è rimasta immutabile per ottant'anni. L'origine della Golden Age fu raccontata successivamente e il personaggio venne riscritto più volte. Il Green Arrow contemporaneo è il risultato di numerose stratificazioni, non semplicemente quello apparso nel 1941.
E qui arriviamo alla parte davvero interessante: non esiste una buona evidenza che la DC abbia progettato Green Arrow come sostituto di Batman.
La cronologia rende l'ipotesi poco convincente. Batman era già un personaggio affermato quando Green Arrow debuttò e continuò a svilupparsi parallelamente. Green Arrow, inoltre, non ricevette immediatamente un proprio titolo di grande rilievo: per anni fu soprattutto un personaggio di supporto e membro di gruppi come i Seven Soldiers of Victory e, successivamente, la Justice League. La stessa DC sottolinea che Oliver rimase per molto tempo senza una propria serie regolare.
Se la DC avesse davvero voluto preparare un rimpiazzo di Batman, sarebbe difficile spiegare perché il personaggio destinato a sostituirlo sarebbe rimasto per decenni in una posizione editoriale secondaria.
C'è però una curiosa ironia storica: Green Arrow finì per diventare molto più interessante proprio quando smise di essere una versione verde di Batman.
La trasformazione decisiva arrivò alla fine degli anni Sessanta e all'inizio dei Settanta, soprattutto attraverso Dennis O'Neil e Neal Adams. Oliver Queen cominciò a essere utilizzato come personaggio politico e sociale, in contrapposizione a figure più istituzionali dell'universo DC. Il celebre ciclo Green Lantern/Green Arrow mise al centro problemi sociali e politici contemporanei e trasformò radicalmente la funzione narrativa di Oliver.
È qui che Green Arrow trova finalmente una voce propria.
Batman combatte il crimine soprattutto attraverso il mito, la paura, l'investigazione e la disciplina personale. Green Arrow diventa invece sempre più il personaggio che discute, provoca, polemizza e prende posizione sui problemi della società.
Non significa che Batman sia apolitico in senso assoluto o che Green Arrow abbia mantenuto sempre la stessa ideologia: entrambi sono stati reinterpretati innumerevoli volte. Ma la differenza di funzione narrativa diventa progressivamente molto più marcata.
Anche il rapporto con la violenza è più complicato di quanto suggerisca la distinzione “Green Arrow uccide, Batman non uccide”.
Green Arrow ha avuto periodi e versioni in cui è stato disposto a uccidere o ha effettivamente ucciso, mentre Batman è stato costruito nel tempo intorno a una forte regola contro l'omicidio. Ma anche questa non è una legge immutabile applicabile senza eccezioni a ogni storia e a ogni continuità. I fumetti DC hanno attraversato reboot, universi paralleli, reinterpretazioni e revisioni della continuity.
Lo stesso vale per l'idea che Bruce Wayne sia semplicemente una maschera mentre Oliver Queen e Green Arrow siano sostanzialmente la stessa persona. È una lettura interpretativa interessante, ma non un fatto oggettivo della storia editoriale. Gli autori hanno presentato Bruce, Oliver e i loro alter ego in modi diversi nel corso delle epoche.
C'è poi un'altra differenza decisiva: Batman ha avuto una centralità editoriale e culturale che Green Arrow non ha mai raggiunto nello stesso modo. Batman apparve già nel 1939 e costruì progressivamente una mitologia enorme: Robin, Joker, Catwoman, Alfred, Gotham, Batmobile, Bat-Signal e una lunga serie di altri elementi che definirono il personaggio.
Green Arrow, al contrario, ha dovuto reinventarsi diverse volte.
Il suo aspetto stesso cambiò profondamente. Neal Adams contribuì alla versione con barba e pizzetto che oggi consideriamo iconica, in particolare attraverso The Brave and the Bold #85. Quella trasformazione accompagnò anche il cambiamento della personalità del personaggio.
Poi arrivò Mike Grell con The Longbow Hunters, che portò Oliver verso un'interpretazione molto più realistica e adulta, riducendo il peso degli elementi supereroistici e spostando parte della sua ambientazione a Seattle. Anche quella versione sarebbe poi confluita nuovamente nella continuità DC principale.
Quindi la storia di Green Arrow può essere letta quasi come una piccola lezione sulla costruzione dei personaggi dei fumetti.
All'inizio fu una variazione su formule già funzionanti. Poi divenne qualcosa di autonomo.
È perfettamente legittimo guardare il Green Arrow della Golden Age e dire: “Questo sembra Batman con arco e frecce”. In effetti, persino la DC ha riconosciuto quanto fosse forte quella somiglianza. Ma trasformare questa osservazione nella tesi secondo cui Green Arrow sarebbe stato progettato per sostituire Batman è un passo ulteriore che le fonti disponibili non giustificano.
La cosa più affascinante è quasi l'opposto: Green Arrow sopravvisse perché riuscì a smettere di essere una copia funzionale di Batman.
Batman rimase Batman. Oliver Queen dovette invece cambiare continuamente.
Da ricco arciere della Golden Age a vigilante, da personaggio della Justice League ad attivista politico, da eroe più leggero a protagonista di storie mature e realistiche, Green Arrow attraversò trasformazioni che finirono per dargli una personalità che non dipende più dal confronto con il Cavaliere Oscuro.
Perciò sì: l'ombra di Batman è presente nelle origini di Green Arrow. Ma non abbiamo bisogno di immaginare un piano segreto della DC per spiegare la sua nascita. La spiegazione più semplice è anche quella meglio documentata: nel fumetto americano degli anni Quaranta, le formule che funzionavano venivano riutilizzate, adattate e combinate con nuove idee.
Green Arrow nacque in parte da Batman, in parte da Robin Hood e poi, lentamente, diventò Green Arrow.
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