La distruzione di Krypton, nell'immaginario collettivo degli appassionati di fumetti, rappresenta una delle tragedie cosmiche più evocative e, al tempo stesso, più gravide di conseguenze per l'intero universo DC. La domanda che molti appassionati si sono posti, nel corso dei decenni, è perché il Corpo delle Lanterne Verdi, con la sua formidabile capacità di intervento e la sua giurisdizione universale, non abbia fatto nulla per impedire l'annientamento di un intero pianeta e dei suoi miliardi di abitanti. La risposta, come spesso accade nelle trame più affascinanti della narrativa a fumetti, non risiede in una colpevole inerzia o in un cinico disinteresse, ma in un intreccio di circostanze, di limiti tecnologici e di beffardo destino che trasformano la sconfitta in un prologo necessario per la nascita dell'eroe più iconico di tutti i tempi.
Il Settore 2813, quello in cui gravitava il pianeta di Jor-El, era sotto la responsabilità di Tomar-Re, un alieno dall'aspetto di uccello, proveniente da Xudar, uno dei membri più rispettati e devoti del Corpo. La sua dedizione al dovere e la sua competenza erano fuori discussione, e la classica storia "La più grande Lanterna Verde di tutte!", apparsa su Superman n. 257 nel 1972, ce lo mostra mentre scopre l'imminente pericolo: il nucleo di Krypton stava subendo una reazione a catena, trasformando il pianeta in una gigantesca massa di kryptonite radioattiva. La soluzione che Tomar-Re ideò, l'utilizzo del raro composto Stellarium per stabilizzare il nucleo, era geniale e, almeno sulla carta, perfettamente in grado di scongiurare la catastrofe. Eppure, nel viaggio verso Krypton, il suo anello del potere, che avrebbe dovuto essere lo strumento della salvezza, divenne il traditore della sua missione, a causa di quella che i lettori dell'epoca conoscevano come l'"impurità gialla", un difetto strutturale che rendeva le costruzioni di energia verde completamente inefficaci contro qualsiasi oggetto o radiazione di colore giallo.
Il bagliore di una stella gialla, incontrato lungo il tragitto, fu sufficiente ad accecare Tomar-Re e a paralizzare il suo anello, facendogli perdere il prezioso Stellarium. Quel ritardo, quei pochi istanti di impotenza, sigillarono il destino di Krypton. Quando il Lanterna Verde recuperò la vista e il composto, era ormai troppo tardi: il pianeta esplose, e con esso una civiltà, una cultura, miliardi di vite. Il fallimento di Tomar-Re non fu una scelta, ma una tragedia, un evento che lo segnò per sempre e che lo portò a riferire ai Guardiani dell'Universo con il peso di una colpa che non era sua, ma che sentiva come propria. La risposta dei Guardiani, che gli fecero notare come un singolo razzo fosse sfuggito alla distruzione, e come quel neonato, Kal-El, sarebbe cresciuto fino a diventare Superman, non era una giustificazione, ma una consolazione amara: il fallimento di uno aveva consentito la nascita di un eroe, e il sacrificio di un mondo intero era stato il prezzo per la salvezza di molti altri. In questo senso, la storia di Tomar-Re e di Krypton è una parabola sulla natura del destino e sul limite delle grandi istituzioni: il Corpo delle Lanterne Verdi, con tutti i suoi poteri e la sua organizzazione, non era immune agli imprevisti, e la sua stessa forza, l'anello, nascondeva una debolezza che, in quel frangente, divenne fatale. La distruzione di Krypton non fu il frutto di una scelta, ma di un incidente, e la sua eredità, sotto forma di Superman, divenne il simbolo che quella debolezza, proprio perché rivelata, avrebbe potuto essere superata, come infatti avvenne, con la scomparsa dell'impurità gialla, in una delle più celebrate evoluzioni del mito delle Lanterne Verdi.
Cesio Endrizzi
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