C’è un uomo che nell’immaginario fumettistico si veste da pipistrello e ogni notte attraversa una città malata, corrotta e gotica. Lo fa perché, quando era bambino, ha perso i genitori in un vicolo. Da quel momento Bruce Wayne ha trasformato quella tragedia in una missione: combattere il crimine affinché nessun altro bambino debba vivere ciò che ha vissuto lui.
Ma proviamo a togliere dal personaggio l’elemento che spesso consideriamo secondario e che, invece, è probabilmente fondamentale: i soldi.
Immaginiamo Bruce Wayne senza Wayne Enterprises. Senza villa. Senza Batcaverna. Senza Alfred che può occuparsi di lui mentre il suo padrone passa la notte a inseguire criminali. Senza automobili corazzate, computer, droni, satelliti, gadget, laboratori e armature. Niente patrimonio miliardario.
Resta soltanto Bruce.
Ed è qui che comincia il vero What If.
Perché senza miliardi Batman non sarebbe semplicemente un Batman più povero. Sarebbe probabilmente un personaggio completamente diverso.
Il paradosso è che Batman viene spesso definito il più umano degli eroi proprio perché non possiede superpoteri. Non vola, non è alieno, non controlla il tempo, non manipola la materia. È un uomo.
Ma quell’uomo dispone di risorse che, nella realtà, sarebbero quasi altrettanto straordinarie dei superpoteri.
Il suo corpo è allenato oltre i limiti normali. È un detective eccezionale. È esperto di arti marziali, tecnologia, strategia, psicologia e criminologia. Possiede strumenti sofisticatissimi. Può viaggiare rapidamente attraverso Gotham. Può sorvegliare interi quartieri. Può analizzare prove con tecnologie che la polizia spesso non possiede.
E soprattutto può permettersi di dedicare la propria vita alla guerra contro il crimine.
Questa è una delle caratteristiche più interessanti del personaggio: Batman non ha bisogno di lavorare otto ore al giorno per pagare l'affitto. Non deve preoccuparsi delle bollette. Non deve scegliere se comprare un nuovo computer o pagare una terapia. Non deve chiedersi se può permettersi di sostituire una costosa apparecchiatura distrutta durante uno scontro con il Joker.
Il suo patrimonio gli compra una cosa ancora più importante del Batmobile: il tempo.
E il tempo, nella vita reale, è una delle forme più potenti di ricchezza.
Togliamogli tutto questo.
Bruce nasce ancora in una famiglia ricca? Forse sì, ma immaginiamo che perda il patrimonio familiare, che la Wayne Enterprises fallisca o che il suo denaro venga sottratto. Oppure, ancora più radicalmente, immaginiamo un Bruce Wayne nato in una famiglia normale.
I genitori vengono uccisi.
Il trauma rimane.
La promessa rimane.
Ma il progetto cambia completamente.
Il Bruce Wayne povero non potrebbe diventare Batman nel senso tradizionale. Non potrebbe costruire una Batcaverna da milioni di dollari, né acquistare un veicolo militare, né sviluppare dispositivi capaci di competere con l'equipaggiamento di intere unità speciali.
Potrebbe però diventare qualcos'altro.
Potrebbe diventare un investigatore.
Potrebbe studiare criminologia, diritto, psicologia, medicina, informatica. Potrebbe entrare nelle forze dell'ordine. Potrebbe diventare un detective della polizia di Gotham. Oppure potrebbe scegliere una strada completamente clandestina.
E qui Batman diventerebbe molto più vicino alla realtà.
Un uomo senza denaro che decide di combattere il crimine non può permettersi di affrontare frontalmente venti criminali armati.
Deve scegliere.
Deve osservare.
Deve aspettare.
Deve conoscere il territorio.
Deve capire le persone.
Deve usare la testa prima dei muscoli.
Il Batman senza miliardi sarebbe quindi probabilmente meno Superman e molto più Sherlock Holmes.
Il suo vero superpotere sarebbe l'intelligenza.
Potrebbe costruire strumenti rudimentali, utilizzare tecnologia commerciale, modificare apparecchiature esistenti. Potrebbe usare una moto invece della Batmobile. Un telefono invece di un supercomputer. Una maschera costruita artigianalmente invece di un sofisticato sistema di supporto.
E soprattutto dovrebbe evitare gli scontri inutili.
Perché un Batman povero non potrebbe permettersi di essere colpito.
Una costola rotta significherebbe settimane di inattività.
Una mano fratturata significherebbe non poter combattere.
Una ferita grave potrebbe significare la fine della missione.
Il Batman miliardario può permettersi di essere Batman anche perché, dopo ogni notte, qualcuno può curarlo, riparare l'equipaggiamento e ricostruire ciò che è stato distrutto.
Il Batman senza soldi avrebbe una sola risorsa veramente inesauribile: la capacità di imparare.
Ed è forse proprio qui che il personaggio diventerebbe ancora più interessante.
Bruce Wayne ha sempre rappresentato una particolare forma di autodeterminazione: "Non posso avere superpoteri, quindi diventerò abbastanza preparato da affrontare chiunque".
Ma cosa succederebbe se non potesse comprare quella preparazione?
Dovrebbe conquistarla.
Potrebbe lavorare per pagarsi gli studi. Potrebbe allenarsi nelle palestre più economiche. Potrebbe imparare le arti marziali da maestri disposti a insegnargli. Potrebbe studiare medicina sui libri. Potrebbe imparare programmazione e sicurezza informatica. Potrebbe costruire una rete di informatori.
La sua forza non sarebbe più il capitale.
Sarebbe il capitale umano.
Ed è una distinzione enorme.
Perché il Batman tradizionale può trasformare il denaro in tecnologia. Il Batman povero dovrebbe trasformare conoscenza, disciplina e relazioni in capacità operativa.
A questo punto emerge una domanda ancora più inquietante.
Senza denaro, Bruce avrebbe davvero bisogno di essere Batman?
Forse sì.
Ma forse il suo obiettivo cambierebbe.
Il Batman ricco combatte i sintomi. Arresta criminali, distrugge organizzazioni, affronta supercriminali. Ma Gotham continua a produrre nuovi criminali.
Il Batman povero potrebbe comprendere molto prima che il problema non è soltanto il criminale.
È l'ambiente che lo produce.
Se non dispone di denaro sufficiente per combattere il crimine con gadget e tecnologia, potrebbe essere costretto a comprendere la struttura sociale della città.
Povertà.
Corruzione.
Dipendenze.
Disoccupazione.
Abbandono scolastico.
Criminalità organizzata.
Disuguaglianza.
Politica.
Una Gotham del genere non si risolve con un pugno.
E questo porta al cuore del paradosso.
Bruce Wayne possiede abbastanza denaro da poter intervenire sulle cause del problema, almeno in parte. Può finanziare programmi sociali, scuole, ospedali, ricerca, riqualificazione urbana, assistenza psicologica, borse di studio, infrastrutture.
Ma sceglie di diventare Batman.
È qui che il personaggio diventa filosoficamente interessante.
Batman è una soluzione individuale a un problema collettivo.
È un uomo straordinariamente competente che tenta di risolvere da solo una malattia che riguarda milioni di persone.
È affascinante.
È anche assurdo.
Un uomo può arrestare cento criminali.
Ma se mille ragazzi crescono in condizioni che favoriscono la criminalità, domani ne arriveranno altri.
Il Batman senza miliardi sarebbe costretto a comprenderlo.
E forse diventerebbe meno interessato al simbolo e più interessato alla trasformazione della città.
Potrebbe creare una rete clandestina di informatori. Potrebbe collaborare con giornalisti. Potrebbe raccogliere prove sulla corruzione. Potrebbe aiutare vittime e testimoni. Potrebbe smascherare politici corrotti. Potrebbe lavorare per impedire che i criminali vengano semplicemente sostituiti da altri criminali.
In altre parole, potrebbe diventare molto meno spettacolare.
E molto più efficace.
Questo è il punto che rende il What If particolarmente interessante.
Batman nasce come simbolo.
Il simbolo del pipistrello deve incutere paura.
Ma un Bruce Wayne senza denaro potrebbe scoprire che la paura è una risorsa estremamente fragile. Non può terrorizzare un'intera organizzazione criminale se non possiede la capacità di sostenerne le conseguenze.
Un simbolo, per funzionare, ha bisogno di una struttura.
Il Batman miliardario possiede quella struttura.
Il Batman povero dovrebbe costruirla.
E forse sarebbe costretto a chiedere aiuto.
Questa sarebbe una delle differenze più radicali.
Il Batman tradizionale è ossessionato dal controllo. Ha piani per affrontare praticamente ogni eventualità. Prevede il tradimento dei suoi alleati. Studia i punti deboli dei suoi compagni della Justice League. Persino Superman viene considerato qualcosa da contenere nel caso in cui perda il controllo.
Il Batman senza miliardi non potrebbe permettersi questo livello di solitudine.
Avrebbe bisogno di persone.
Un medico.
Un hacker.
Un giornalista.
Un avvocato.
Un investigatore.
Un gruppo di cittadini.
Forse persino alcuni poliziotti onesti.
E improvvisamente Batman smetterebbe di essere "l'uomo che fa tutto".
Diventerebbe il coordinatore di una rete.
Ed è probabilmente qui che il personaggio diventerebbe più realistico e, paradossalmente, più potente.
Perché il vero potere non è necessariamente possedere tutto.
È riuscire a mettere insieme ciò che non si possiede.
Il Batman miliardario può comprare una macchina.
Il Batman povero deve trovare qualcuno che sappia costruirla.
Può comprare un laboratorio.
L'altro deve imparare a usare ciò che ha.
Può finanziare una squadra.
L'altro deve convincere le persone a seguirlo.
Può acquistare tecnologia.
L'altro deve comprendere la tecnologia.
Il primo dispone di risorse.
Il secondo sviluppa capacità.
E questa differenza ci porta fuori da Gotham.
Perché il paradosso di Batman è anche il paradosso dei miliardari reali.
Nel mondo contemporaneo esistono persone che dispongono di risorse economiche enormemente superiori a quelle di un individuo comune. Possono finanziare aziende, fondazioni, università, ricerche scientifiche e infrastrutture. Possono influenzare mercati e, in alcuni casi, interi settori industriali.
Il punto non è stabilire che ogni miliardario sia necessariamente egoista.
Il punto è un altro.
Quando una persona possiede risorse enormi, cambia anche la natura delle sue responsabilità?
È una domanda difficile.
Batman la rappresenta in forma fantastica.
Bruce Wayne potrebbe utilizzare il proprio patrimonio per cambiare Gotham.
Eppure continua a vestirsi da pipistrello.
Perché?
Forse perché il problema non è soltanto ciò che può fare.
È ciò che crede di dover fare.
Bruce Wayne non vuole semplicemente migliorare Gotham.
Vuole combattere il male.
E questa differenza è fondamentale.
Una riforma sociale può migliorare migliaia di vite, ma non dà a Bruce la stessa sensazione di agire personalmente contro il criminale che ha davanti.
Batman è anche una risposta psicologica al trauma.
Il bambino del vicolo non vuole soltanto che Gotham funzioni meglio.
Vuole che quella notte abbia un significato.
Vuole trasformare la propria impotenza infantile in potere adulto.
Ed è per questo che Batman non guarisce davvero.
Indossa il trauma.
Lo trasforma in simbolo.
Lo rende una missione.
Il costume diventa una forma di memoria.
E forse, senza miliardi, questa trasformazione sarebbe ancora più drammatica.
Bruce dovrebbe diventare adulto molto prima.
Dovrebbe trovare un lavoro.
Studiare.
Sopravvivere.
Pagare l'affitto.
Allenarsi quando è stanco.
Rinunciare a qualcosa.
Cadere.
Riprendersi.
Imparare.
E forse scoprirebbe una cosa che il Batman miliardario non è costretto a imparare nello stesso modo: che nessuno cambia una città da solo.
Il vero What If, quindi, non è semplicemente: "Batman potrebbe esistere senza i soldi?"
La risposta è sì.
Ma non sarebbe lo stesso Batman.
Sarebbe probabilmente un uomo meno tecnologico, meno spettacolare e meno invulnerabile.
Ma forse anche più umano.
Un uomo che non potrebbe comprare il simbolo.
Dovrebbe guadagnarselo.
E qui arriviamo alla conclusione più paradossale.
Batman viene celebrato come l'eroe che dimostra che un uomo comune può stare accanto agli dèi.
Ma Bruce Wayne non è un uomo comune.
È un uomo straordinariamente ricco.
Il vero esperimento mentale consiste allora nel togliere non il costume, ma il conto in banca.
E vedere cosa rimane.
Forse rimane un detective.
Forse un combattente.
Forse un uomo ossessionato dal proprio passato.
Forse un rivoluzionario.
Forse un folle.
Ma certamente rimane qualcosa che nessun miliardo può comprare completamente: la volontà.
Ed è forse questa la vera ragione per cui Batman continua a funzionare dopo decenni.
Non perché abbia una Batmobile.
Non perché possieda Wayne Enterprises.
Non perché abbia una grotta piena di tecnologia.
Ma perché, quando tutto viene ridotto all'essenziale, Bruce Wayne è un uomo che ha deciso di non accettare il mondo così com'è.
E forse il Batman più interessante non è quello che può permettersi tutto.
È quello che non può permettersi quasi niente e, nonostante questo, decide comunque di provarci.
Cesio Endrizzi
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