Come si può stabilire chi vincerebbe in uno scontro tra Goku e Superman quando i due personaggi appartengono a universi narrativi costruiti secondo regole completamente diverse?
La risposta breve è: non esiste un arbitro universale.
Esistono però delle convenzioni.
Le comunità online dedicate ai cosiddetti versus debates o battleboarding hanno sviluppato nel corso degli anni una serie di presupposti utilizzati per rendere questi confronti il più possibile coerenti. Sono spesso indicati come Standard Battle Assumptions, o SBA.
È importante capire cosa siano realmente: non sono leggi ufficiali del combattimento tra universi, né un regolamento riconosciuto da tutti. Sono un insieme di convenzioni che cercano di eliminare, per quanto possibile, i problemi creati dal confronto tra sistemi narrativi differenti.
Il primo problema è l'interazione tra i poteri.
Prendiamo un combattente di Bleach e uno di Naruto. Il primo può utilizzare il reiatsu, il secondo il chakra. I due sistemi non sono semplicemente nomi diversi per la stessa energia: appartengono a cosmologie differenti e hanno proprietà proprie.
Se prendessimo alla lettera ogni regola del rispettivo universo senza alcuna convenzione, potrebbero emergere situazioni assurde.
Un personaggio potrebbe non essere in grado di percepire l'altro. Un attacco potrebbe non avere alcun effetto perché il bersaglio non possiede la particolare natura necessaria per essere colpito. Oppure una capacità passiva potrebbe produrre un risultato che non ha alcun equivalente nell'altro universo.
A questo punto il confronto non misura più chi sia il combattente migliore.
Misura semplicemente quale universo possiede la regola più favorevole a quello specifico incontro.
Per questo viene spesso utilizzata una forma di power-system equalization: quando necessario, si presume che sistemi energetici o spirituali differenti possano interagire.
Chakra, ki, reiatsu, Haki o altre forme di energia possono quindi essere trattati come sufficientemente compatibili da permettere ai combattenti di percepirsi e colpirsi.
Questo non significa necessariamente che diventino identici.
L'idea è semplicemente impedire che la battaglia venga decisa prima ancora di cominciare da una differenza tecnica tra le cosmologie.
Il secondo elemento è il campo di battaglia.
Se Batman combatte contro Aquaman nel territorio di Aquaman, l'ambiente può diventare un fattore determinante. Se Batman combatte invece contro di lui nella Batcaverna, accade esattamente il contrario.
Per questo i confronti ipotetici utilizzano spesso ambienti neutrali: una città deserta, una pianura, un'arena o un luogo sufficientemente vasto da permettere ai combattenti di utilizzare le proprie capacità senza concedere automaticamente un vantaggio territoriale a uno dei due.
Anche questa, però, è una convenzione.
Non esiste una ragione per cui un combattimento debba necessariamente svolgersi in una città vuota. Se la domanda originale specifica un ambiente particolare, quell'ambiente fa parte del problema e non dovrebbe essere eliminato artificialmente.
Il terzo principio riguarda la preparazione.
Quando si parla di un incontro casuale, generalmente si presume che i combattenti non abbiano avuto settimane o mesi per studiare l'avversario e preparare un piano specifico contro di lui.
Questo è particolarmente importante per personaggi come Batman.
Batman con preparazione e Batman incontrato casualmente in un vicolo non sono necessariamente lo stesso problema da analizzare.
Con tempo sufficiente, informazioni sull'avversario e accesso alle proprie risorse, il confronto potrebbe trasformarsi da una domanda sulle capacità combattive a una domanda sulle capacità investigative, strategiche e tecnologiche del personaggio.
E questo non è necessariamente sbagliato.
Semplicemente, è una domanda diversa.
Il quarto principio riguarda l'equipaggiamento.
Normalmente si utilizzano le risorse che il personaggio considera parte del proprio equipaggiamento abituale, evitando versioni eccezionali ottenute soltanto in una particolare circostanza.
Altrimenti si può facilmente manipolare il risultato scegliendo per uno dei contendenti la versione più potente mai esistita e per l'altro quella più ordinaria.
Ma probabilmente il criterio più importante è anche quello più difficile da applicare: distinguere ciò che un personaggio ha effettivamente dimostrato di poter fare da ciò che viene semplicemente affermato.
La narrativa è piena di frasi come “quest'arma può distruggere un pianeta”, “questo essere è onnipotente” o “questo attacco può cancellare l'universo”.
Il problema è che le dichiarazioni possono essere ambigue, iperboliche oppure riferirsi a condizioni particolari.
Per questo nei versus debates vengono spesso privilegiati i cosiddetti feats, cioè le imprese effettivamente mostrate.
Se un personaggio viene descritto come capace di distruggere un universo, ma per cento capitoli non mostra mai nulla che si avvicini a quella scala di potere, il dibattito dovrà inevitabilmente affrontare quella discrepanza.
Questo non significa però che ogni dichiarazione debba essere automaticamente ignorata.
Una dichiarazione fatta da una fonte affidabile all'interno della storia può essere una prova valida. Il problema nasce quando la si prende isolatamente e la si considera automaticamente superiore a tutto ciò che il personaggio ha effettivamente dimostrato.
Anche i feats, inoltre, non sono sempre semplici da interpretare.
La velocità di un personaggio può dipendere dal contesto. Un attacco può essere più potente di quanto sembri perché sfrutta una particolare abilità. Un'impresa può essere il risultato di una combinazione di poteri anziché della sola forza fisica.
Per questo il battleboarding non è una scienza esatta.
Può utilizzare numeri, calcoli, confronti di velocità, stime di energia e analisi delle imprese, ma alla fine rimane un'interpretazione di materiale narrativo.
Ed è proprio qui che bisogna stare attenti a una delle illusioni più comuni.
Applicare gli SBA non trasforma una storia in un esperimento scientifico.
Rende semplicemente le condizioni del confronto più esplicite.
Senza convenzioni, una discussione del tipo “Goku contro Superman” può degenerare rapidamente in una guerra tra fan che applicano arbitrariamente le regole del proprio universo.
Con convenzioni condivise, almeno possiamo stabilire qualcosa di molto più utile: quali versioni dei personaggi stiamo utilizzando, quali capacità sono ammesse, quale ambiente viene scelto, se esiste preparazione, come interagiscono i rispettivi sistemi di potere e quali prove consideriamo valide.
A quel punto possiamo discutere il combattimento.
Non abbiamo però trasformato Superman e Goku in due righe di statistiche.
Abbiamo semplicemente costruito un modello.
E questo è il punto fondamentale.
Un combattimento tra universi diversi non diventa “leale” perché abbiamo scoperto una formula matematica capace di stabilire la verità assoluta.
Diventa leale quando entrambi i contendenti vengono sottoposti alle stesse regole di analisi, quando le eccezioni vengono dichiarate in anticipo e quando non cambiamo le regole a metà della discussione per ottenere il risultato che preferiamo.
In altre parole, la vera funzione degli SBA non è stabilire chi deve vincere.
È impedire che la discussione venga decisa prima ancora che inizi.
Cesio Endrizzi
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