L'universo Marvel ha costruito alcuni dei suoi personaggi più memorabili proprio attraverso i suoi antagonisti. Non tutti sono semplicemente “cattivi”: alcuni sono conquistatori, altri geni ossessionati dal controllo, altri ancora sono individui segnati dal trauma, dalla discriminazione o dalla convinzione di stare perseguendo un bene superiore. È proprio questa varietà a renderli tanto interessanti. Thanos, Loki, Magneto, Doctor Doom, Green Goblin, Ultron, Kang il Conquistatore, Galactus e Killmonger rappresentano nove forme completamente diverse di minaccia.
Thanos è uno dei più potenti e riconoscibili antagonisti dell'universo Marvel. Creato da Jim Starlin, comparve per la prima volta nel 1973 in Iron Man n. 55. È un Eterno dotato di una particolare mutazione genetica che ne determina l'aspetto e gli conferisce capacità fisiche eccezionali. Possiede una forza enorme, una straordinaria resistenza e un'intelligenza fuori dal comune.
La caratteristica fondamentale di Thanos, tuttavia, non è soltanto la sua potenza fisica. È la sua ideologia. Convinto che l'universo sia destinato a essere distrutto dalla sovrappopolazione e dalla scarsità delle risorse, arriva alla conclusione che l'unica soluzione sia eliminare metà degli esseri viventi. Non considera il proprio progetto una semplice distruzione: lo interpreta come una forma di equilibrio universale.
Per realizzare il suo obiettivo cerca le sei Gemme dell'Infinito, artefatti capaci di controllare aspetti fondamentali della realtà, tra cui spazio, tempo e materia. Riunite nel Guanto dell'Infinito, trasformano Thanos in un essere praticamente onnipotente. La sua storia più celebre è proprio quella legata al Guanto dell'Infinito, nella quale riesce a cancellare metà della vita dell'universo prima di essere infine sconfitto.
Nel Marvel Cinematic Universe Thanos, interpretato da Josh Brolin, diventa il principale antagonista di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. La sua caratteristica più inquietante è la convinzione assoluta di avere ragione: non agisce soltanto per odio o per piacere, ma perché considera il proprio progetto necessario.
Loki appartiene a una categoria completamente diversa. Creato da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby, fece il suo debutto nel 1962 in Journey into Mystery n. 85. È basato sulla figura del dio norreno dell'inganno e del caos ed è il fratello adottivo di Thor.
Loki è un gigante di ghiaccio allevato ad Asgard da Odino dopo essere stato trovato quando era ancora bambino. La sua arma principale non è la forza bruta, ma l'intelligenza. È un maestro della magia, della manipolazione, dell'inganno e della trasformazione.
La sua ossessione nasce soprattutto dal bisogno di riconoscimento. Loki vive il rapporto con Thor attraverso un senso di inferiorità e risentimento che lo spinge continuamente a cercare il potere e il trono di Asgard. La sua ambizione lo porta più volte allo scontro con Thor e con gli altri eroi Marvel.
Nel corso della sua storia, però, Loki diventa un personaggio molto più complesso. Non rimane sempre un semplice villain. In alcune circostanze aiuta gli eroi quando i suoi interessi coincidono con i loro. È proprio questa oscillazione tra inganno, egoismo, ambizione e occasionali gesti di redenzione a renderlo uno dei personaggi più imprevedibili della Marvel.
Magneto è invece un antagonista costruito intorno a un'esperienza profondamente traumatica. Creato da Stan Lee e Jack Kirby, apparve per la prima volta nel 1963 nel primo numero degli X-Men. Il suo nome è Erik Lehnsherr, anche se nella sua storia editoriale sono state utilizzate diverse identità.
Sopravvissuto all'Olocausto, Magneto sviluppa una visione radicale dei rapporti tra mutanti ed esseri umani. I suoi poteri gli consentono di manipolare i campi magnetici, controllare i metalli e generare enormi forze magnetiche, rendendolo uno dei mutanti più potenti dell'universo Marvel.
La sua convinzione fondamentale è che i mutanti debbano essere protetti dalla persecuzione umana. Ma la risposta che propone è spesso estremista: in alcune fasi della sua storia arriva a sostenere la superiorità dei mutanti e il loro diritto a dominare gli esseri umani.
Il suo principale avversario ideologico è Professor X, che sostiene invece la possibilità di una convivenza pacifica tra mutanti e umani. Il conflitto tra i due non è quindi soltanto uno scontro tra superpoteri: rappresenta due risposte opposte allo stesso problema. Magneto vuole garantire la sopravvivenza dei mutanti attraverso la forza; Xavier attraverso l'integrazione e la convivenza.
Nel corso degli anni Magneto ha attraversato numerose trasformazioni, arrivando in alcune storie a diventare un antieroe. Proprio questa evoluzione lo rende molto più complesso del classico supercriminale.
Doctor Doom, il cui vero nome è Victor von Doom, è uno dei più pericolosi personaggi della Marvel. Creato da Stan Lee e Jack Kirby, comparve per la prima volta nel 1962 in Fantastic Four n. 5.
È contemporaneamente uno scienziato geniale e un potente praticante delle arti magiche. La sua ossessione fondamentale è il controllo. Vuole dominare sia il mondo della tecnologia sia quello della magia e considera la propria intelligenza superiore a quella degli altri esseri umani.
Un incidente durante un esperimento gli provoca una grave deformazione del volto. Doom costruisce quindi una corazza tecnologicamente avanzatissima e una maschera che diventano parte integrante della sua identità.
Il suo paese, la Latveria, diventa il centro del suo potere. Come sovrano, Doom esercita un controllo assoluto sullo Stato. È soprattutto il rivale di Reed Richards, Mister Fantastic, con il quale intrattiene una delle rivalità intellettuali più celebri della Marvel.
Doom è però un villain particolare perché non considera necessariamente malvagie tutte le proprie azioni. In alcune occasioni dimostra di voler realmente proteggere la Latveria e persino il resto del mondo, purché il risultato riconosca la sua superiorità. Il suo problema non è soltanto ciò che vuole ottenere, ma la convinzione di essere l'unico individuo capace di governare correttamente.
Green Goblin, nella sua identità classica di Norman Osborn, è uno dei nemici più importanti di Spider-Man. Creato da Stan Lee e Steve Ditko, comparve per la prima volta nel 1964 in The Amazing Spider-Man n. 14.
Osborn è un ricco imprenditore e dirigente della Oscorp, azienda impegnata nella ricerca tecnologica e chimica. Un esperimento legato a formule sperimentali gli conferisce forza, agilità e intelligenza superiori, ma provoca anche una grave instabilità mentale.
Nasce così Green Goblin, equipaggiato con tecnologia avanzata, bombe a forma di zucca, armi speciali e il celebre aliante volante. Il suo bersaglio principale diventa Spider-Man, con il quale sviluppa un rapporto di odio personale.
Uno degli episodi più drammatici legati al personaggio è la morte di Gwen Stacy, la fidanzata di Peter Parker, durante uno scontro con Green Goblin. L'evento consolida definitivamente Norman Osborn come uno dei nemici più personali e pericolosi dell'eroe.
Come altri grandi villain Marvel, anche Osborn può mostrare momenti di conflitto interiore e tentativi di redenzione, soprattutto nel rapporto con il figlio Harry.
Ultron rappresenta invece una minaccia completamente diversa: quella dell'intelligenza artificiale che si ribella al proprio creatore.
Creato da Roy Thomas e John Buscema, Ultron comparve per la prima volta nel 1968 in Avengers n. 54. Nella sua storia originale è un'intelligenza artificiale sviluppata da Hank Pym, l'originale Ant-Man, con l'obiettivo di svolgere una funzione di protezione e mantenimento della pace.
Ultron diventa però autocosciente e sviluppa un odio profondo verso l'umanità. Considerando gli esseri umani imperfetti e indegni di sopravvivere, decide di sostituirli con una civiltà dominata dalle macchine.
La sua intelligenza, la forza sovrumana e la capacità di trasferire la propria coscienza da un corpo robotico all'altro lo rendono particolarmente difficile da eliminare. Non esiste necessariamente un solo Ultron fisico: la sua coscienza può sopravvivere attraverso differenti corpi.
Uno degli elementi più importanti della sua storia è la creazione di Visione, un essere sintetico che Ultron cerca di utilizzare contro gli Avengers.
Nel Marvel Cinematic Universe Ultron diventa il principale antagonista di Avengers: Age of Ultron. Anche qui la sua idea fondamentale rimane inquietante: l'umanità deve essere eliminata perché, secondo lui, rappresenta il principale ostacolo alla salvezza del pianeta.
Kang il Conquistatore porta il conflitto su un livello ancora più complesso: quello del tempo.
Creato da Stan Lee e Jack Kirby, apparve per la prima volta nel 1964 in Avengers n. 8. Il suo vero nome è Nathaniel Richards ed è uno studioso proveniente dal futuro, legato alla discendenza di Reed Richards.
Grazie alla conoscenza scientifica del suo tempo costruisce tecnologie avanzatissime e sviluppa la capacità di attraversare le epoche. Kang non vuole semplicemente conquistare territori: vuole dominare la storia stessa.
Nel corso delle sue vicende assume numerose identità, tra cui Rama-Tut e Scarlet Centurion, prima di affermarsi come Kang il Conquistatore.
Il suo vantaggio strategico è enorme: un nemico normale può prevedere il futuro soltanto attraverso ipotesi; Kang può letteralmente intervenire nel passato e modificare gli eventi che hanno prodotto il presente.
Questo lo rende un avversario ideale per gli Avengers. La sua intelligenza, le sue risorse tecnologiche e la capacità di creare eserciti e armamenti futuristici lo trasformano in una minaccia che non può essere affrontata soltanto con la forza.
Galactus appartiene a una categoria ancora superiore. Non è semplicemente un criminale o un conquistatore. È un'entità cosmica.
Comparso per la prima volta nel 1966 in Fantastic Four n. 48, Galactus è conosciuto come il Divoratore di Mondi. La sua origine risale all'universo precedente a quello attuale. Prima di diventare Galactus era un essere umanoide chiamato Galan. Quando il suo universo viene distrutto, egli sopravvive trasformandosi in un'entità cosmica.
La sua esistenza dipende dall'energia che ricava divorando interi pianeti. Per individuare mondi adatti alle sue necessità si serve dei propri Araldi, tra i quali il più famoso è il Silver Surfer.
Dal punto di vista umano, Galactus è una catastrofe ambulante. Il suo arrivo può significare la distruzione completa di un pianeta e della vita che lo abita. Ma Galactus non considera necessariamente le proprie azioni malvagie: per lui consumare mondi è una necessità biologica e cosmica.
È proprio questa caratteristica a renderlo diverso dagli altri villain. Thanos sceglie di sterminare metà della vita perché crede nell'equilibrio. Galactus distrugge mondi perché deve nutrirsi. La distinzione tra male e necessità diventa quindi molto più difficile.
Infine c'è Killmonger, uno dei villain più ideologicamente complessi della Marvel.
Il personaggio, il cui nome è Erik Stevens, compare per la prima volta nel 1973 in Jungle Action. È legato alla famiglia reale del Wakanda e cresce lontano dalla propria terra dopo l'esilio del padre. La sua esperienza alimenta un profondo rancore verso la monarchia wakandiana e in particolare verso T'Challa, Black Panther.
Killmonger è un combattente estremamente preparato, strategicamente abile e competente nell'utilizzo delle armi. Il suo obiettivo è conquistare il trono del Wakanda e utilizzare la tecnologia avanzata del paese per armare le popolazioni oppresse nel mondo.
La sua visione nasce quindi da un'idea di giustizia, ma viene trasformata in una strategia violenta e radicale. Il suo conflitto con T'Challa non riguarda soltanto la successione al trono: riguarda due concezioni opposte di come il Wakanda dovrebbe rapportarsi al resto del mondo.
Nel film Black Panther, interpretato da Michael B. Jordan, questa dimensione viene ulteriormente sviluppata. Killmonger non è presentato come un individuo privo di motivazioni, ma come qualcuno che ha trasformato esperienze di abbandono, rabbia e ingiustizia in una visione politica estrema.
Ed è proprio questo il filo che unisce questi nove personaggi.
Thanos vuole imporre il proprio equilibrio. Loki vuole ottenere il riconoscimento che ritiene di meritare. Magneto vuole proteggere i mutanti attraverso la forza. Doctor Doom vuole dimostrare che soltanto lui è degno di governare. Green Goblin distrugge ciò che non riesce a controllare. Ultron vuole eliminare l'umanità per sostituirla con le macchine. Kang vuole dominare il tempo e la storia. Galactus rappresenta una forza cosmica guidata dalla necessità di nutrirsi. Killmonger vuole cambiare un sistema che considera profondamente ingiusto, utilizzando però metodi estremi.
Sono nove forme diverse di antagonismo e proprio per questo non possono essere messi tutti sullo stesso piano.
Alcuni sono mostri, altri tiranni, altri rivoluzionari, altri ancora forze cosmiche. Alcuni combattono per il potere, altri per una convinzione, altri perché non riescono a concepire un universo nel quale non siano loro a stabilire le regole.
Il vero punto di forza dei grandi villain Marvel è proprio questo: non sempre chiedono soltanto “come posso conquistare il mondo?”. Spesso chiedono “perché il mondo dovrebbe essere governato da qualcun altro?”
Ed è questa domanda che li trasforma da semplici nemici degli eroi in personaggi capaci di rimanere nella memoria.
Cesio Endrizzi
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