martedì 26 maggio 2026

Longshot: il migliore amico che un essere umano possa desiderare (per ragioni eticamente discutibili)

 


Se potessi scegliere un supereroe come migliore amico, molti opterebbero per Superman: l'incarnazione della speranza, qualcuno che ti copre le spalle in ogni situazione. Altri sceglierebbero Spider-Man: simpatico, alla mano, sempre pronto con una battuta e con un cuore enorme. Alcuni, più pragmatici, sceglierebbero Batman: ricco, influente, con un piano per ogni evenienza.

Io scelgo Longshot.

Non perché sia il più forte, non perché sia il più saggio, non perché abbia il miglior costume. Lo scelgo perché il suo superpotere è la fortuna. E la sua fortuna funziona solo quando ha un cuore puro e nobili intenzioni. Questo significa che non può usare il potere per sé stesso. Non può vincere alla lotteria per comprarsi una casa. Non può far sì che l'ascensore arrivi subito quando è in ritardo. Non può trovare un parcheggio comodo dopo una giornata storta.

Ma se sei suo amico?

Amico mio, hai appena vinto alla lotteria della vita.

Per chi non lo conoscesse, Longshot è un personaggio minore dell'universo Marvel. È un essere artificiale creato per essere uno schiavo in una dimensione distopica chiamata Mojoverse. È bello, innocente, ha un cuore purissimo e tre dita per mano. I suoi poteri sono apparentemente modesti: agilità, riflessi, una certa resistenza fisica. E la fortuna.

La sua fortuna non è casuale. È attiva. Funziona come un campo di probabilità alterata: le coincidenze positive si accumulano intorno a lui. I nemici inciampano. Le ragnatele mancano il bersaglio. Le porte si aprono al momento giusto. Ma solo quando lui agisce per il bene degli altri. Non può sfruttare questo potere per avidità o egoismo.

Ecco il dettaglio che cambia tutto: Longshot non può usare la fortuna per sé, ma chi gli sta accanto? Quella è una zona grigia che la morale dell'universo Marvel non ha mai esplorato a fondo. E io, da buon amico, sono disposto a sfruttare questa zona grigia fino all'ultimo briciolo.

Porta Longshot al supermercato. All'improvviso, c'è uno sconto dell'80% sul prosciutto che ami. L'unico carrello senza ruote bloccate è proprio quello che prendi tu. Alla cassa, la persona davanti a te ti fa passare perché ha solo due cose. Non è magia. È Longshot.

Porta Longshot a un colloquio di lavoro. "Mi dispiace", dice l'HR. "La posizione è stata appena occupata." In quel momento, il candidato prescelto chiama per dire che ha accettato un'altra offerta. "Sa cosa? In realtà, il posto è di nuovo libero. Inizi lunedì." Non è fortuna. È Longshot.

Porta Longshot a un appuntamento al buio. Sei nervoso, impacciato, hai le mani sudate. L'altra persona ti sorride e dice: "Mi piacciono gli uomini impacciati. Mi fanno sentire a mio agio". Chiedi a Longshot come abbia fatto. Lui scrolla le spalle. "Non ho fatto niente. È solo una coincidenza." Certo, amico mio. Una coincidenza.

C'è un piccolo problema: Longshot è buono. È genuinamente, quasi fastidiosamente buono. Se capisse che lo sto usando per arricchirmi o per manipolare il destino a mio vantaggio, probabilmente si allontanerebbe da me. O peggio, la sua fortuna smetterebbe di funzionare per me, perché lui non avrebbe più un "cuore puro" nei miei confronti.

Ma io non lo uso. Lo amo. È il mio migliore amico. Gli voglio bene davvero. E se, per puro caso, ogni volta che usciamo insieme mi capita qualcosa di bello, beh, è solo una coincidenza. Lui non c'entra. Io non sfrutto niente. Siamo solo due amici che si divertono.

E se il destino, per puro caso, decide di sorridermi ogni volta che lui è nei paraggi, chi sono io per lamentarmi?

"Stai approfittando di Longshot", mi direbbe Spider-Man.

"È moralmente ambiguo", mi direbbe Capitan America.

"Lo farei anche io", mi direbbe Deadpool.

"Non ho opinioni in merito", mi direbbe Batman. Ma lo guarderebbe male.

"Sei un genio del male", mi direbbe Loki. E sarebbe un complimento.

Longshot, invece, mi guarderebbe con i suoi occhioni azzurri e mi chiederebbe: "Stiamo andando a prendere un gelato?" E io direi di sì. E il gelataio ci offrirebbe il doppio cono gratis perché "oggi è il primo cliente della giornata". Anche se sono le quattro del pomeriggio.

Forse, in fondo, il vero superpotere di Longshot non è la fortuna. È la capacità di rendere felici le persone che gli stanno intorno senza nemmeno accorgersene. Non lo fa apposta. Non cerca di compiacerti. È semplicemente lui.

E forse, avere un amico così non ha bisogno di fortuna. È già la fortuna più grande. Che poi, se ogni tanto vinciamo alla lotteria insieme, pazienza. Non lo dirò a nessuno. Promesso.


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