La scelta di Ma'alefa'ak come arcinemico di Martian Manhunter sembra quasi troppo facile. È suo fratello gemello, condivide con lui la stessa origine e rappresenta l'esatto contrario della sua identità morale. Ma proprio per questo la definizione funziona meglio di quanto sembri. Il vero nemico di J'onn J'onzz non è semplicemente il marziano che vuole ucciderlo. È il personaggio che trasforma ogni elemento dell'identità di J'onn nel suo contrario.
La storia di Martian Manhunter è costruita attorno alla solitudine. J'onn non perde soltanto una famiglia. Perde un'intera civiltà. La tragedia che lo porta sulla Terra non è quindi una semplice origine da supereroe: è la distruzione del mondo al quale apparteneva. E nella continuità raccontata soprattutto in Martian Manhunter vol. 2 #0 e nella successiva espansione dell'origine in Martian Manhunter vol. 2 #33–35, la responsabilità di questa catastrofe viene collegata proprio a Ma'alefa'ak.
Il dettaglio più importante è che i due fratelli non sono semplicemente parenti. Sono costruiti narrativamente come due possibilità dello stesso essere.
J'onn diventa un Manhunter, un servitore della società marziana. Ma'alefa'ak diventa invece un emarginato, uno scienziato e mistico che sviluppa un rapporto patologico con la propria diversità. La società marziana è fondata sulla telepatia, sulla condivisione mentale e sulla partecipazione a una rete psichica collettiva. Ma'alefa'ak ne è escluso.
La sua condizione di non telepatico non è quindi una semplice caratteristica biologica. In una civiltà in cui la mente costituisce anche uno spazio sociale condiviso, significa vivere ai margini della comunità.
Ed è qui che la storia diventa più interessante.
Ma'alefa'ak non vuole semplicemente conquistare Marte. Vuole colpire ciò che rende i marziani ciò che sono.
La Maledizione di H'ronmeer è la soluzione che sceglie. La maledizione, introdotta nella mitologia moderna di Martian Manhunter, agisce proprio sulla dimensione telepatica dei marziani, provocando nelle vittime la percezione mentale di essere avvolte dalle fiamme fino a condurle alla morte.
Il risultato è il genocidio dei Marziani Verdi.
La tragedia personale di J'onn diventa così una tragedia collettiva. La morte della sua famiglia non è un incidente della sua origine. È la conseguenza di un attacco concepito per distruggere la sua specie.
Questo cambia completamente il rapporto tra i due.
Lex Luthor può essere un avversario di Superman perché rappresenta un'intelligenza umana capace di opporsi a un essere apparentemente superiore. Joker può essere il nemico di Batman perché trasforma l'ordine morale di Gotham in caos. Ma'alefa'ak occupa una posizione diversa.
Conosce J'onn dall'interno.
Conosce la sua specie. Conosce i suoi poteri. Conosce la sua mente. E soprattutto conosce la cultura dalla quale J'onn proviene.
Non deve scoprire come ferire Martian Manhunter. Sa già dove farlo.
La parentela rende il conflitto ancora più radicale perché elimina la distanza necessaria tra eroe e antagonista. Ma'alefa'ak non è un invasore esterno. È un prodotto dello stesso mondo.
Questo è uno dei motivi per cui la sua funzione di nemesi è più profonda di quella di un semplice supercriminale.
J'onn rappresenta l'integrazione. Ma'alefa'ak rappresenta l'isolamento.
J'onn usa la telepatia per comprendere gli altri. Ma'alefa'ak la trasforma in uno strumento di violazione.
J'onn è un servitore della comunità. Ma'alefa'ak sceglie di distruggerla.
J'onn sopravvive al genocidio e porta il ricordo di Marte dentro di sé. Ma'alefa'ak diventa colui che ha contribuito a cancellare quel mondo.
Perfino il loro rapporto con l'identità marziana funziona per opposizione.
J'onn arriva sulla Terra e impara a vivere tra esseri umani senza smettere di essere marziano. Ma'alefa'ak, al contrario, trasforma il proprio sentirsi diverso in una ragione per odiare il mondo al quale appartiene.
La cosa interessante è che la sua esclusione non giustifica ciò che fa. E la storia non ha bisogno di giustificarlo. Serve a spiegare il meccanismo psicologico del personaggio, non ad assolverlo.
Questa distinzione è importante perché Ma'alefa'ak non è semplicemente "il fratello cattivo".
È la dimostrazione narrativa di quanto possa essere distruttiva una capacità straordinaria quando viene separata dal vincolo che dovrebbe orientarla.
La telepatia, nel mondo marziano, è contemporaneamente potere e infrastruttura sociale. Ma'alefa'ak la considera invece uno strumento da violare, manipolare e infine distruggere.
Il suo crimine più significativo non è quindi soltanto il numero delle vittime. È l'aver trasformato il principale elemento di connessione della società marziana nel suo principale punto di vulnerabilità.
Ed è proprio questo che rende la Maledizione di H'ronmeer narrativamente efficace.
Non è una bomba lanciata contro Marte.
È un attacco al modo in cui Marte pensa.
La differenza sembra sottile, ma è enorme.
Anche la successiva sopravvivenza di Ma'alefa'ak sul piano psichico, rivelata in JLA Classified #42–46, rafforza questo tema. La sua permanenza non dipende semplicemente dal fatto che il personaggio sia difficile da uccidere. Il legame psichico tra i due fratelli rende impossibile trattare Ma'alefa'ak come un nemico qualsiasi.
J'onn non deve soltanto sconfiggerlo.
Deve separarsene.
E questo porta alla vera ragione per cui Ma'alefa'ak funziona come arcinemico di Martian Manhunter: non può essere completamente eliminato con una vittoria fisica.
Il problema è interno.
J'onn porta dentro di sé il mondo distrutto da Ma'alefa'ak. Ogni ricordo della sua famiglia, ogni riferimento alla cultura marziana e ogni tentativo di ricostruire la propria identità sulla Terra mantengono indirettamente vivo il conflitto.
In questo senso, Ma'alefa'ak è quasi una metastoria della tragedia di J'onn.
Non rappresenta soltanto ciò contro cui combatte.
Rappresenta ciò che non può dimenticare.
E qui il confronto con altri grandi antagonisti DC diventa inevitabile. Joker e Batman sono legati da una contrapposizione filosofica. Superman e Lex Luthor da una contrapposizione ideologica. Flash e Reverse-Flash da una relazione deformata dal tempo e dall'ossessione.
Martian Manhunter e Ma'alefa'ak aggiungono una dimensione diversa: la memoria familiare.
Il nemico conosce l'eroe prima che l'eroe diventasse ciò che conosciamo.
Per questo il titolo di arcinemico non dipende dal numero di battaglie vinte, dalla popolarità del personaggio o dalla sua capacità di tornare continuamente dalla morte. Dipende dalla profondità del danno che rappresenta.
Ma'alefa'ak ha distrutto il mondo di J'onn, ha contribuito alla morte della sua famiglia e ha trasformato il rapporto fra due fratelli in una guerra contro la stessa identità marziana.
Alla fine, il vero antagonismo non è tra luce e oscurità nel senso più banale del termine.
È tra due modi di reagire alla stessa ferita.
J'onn perde tutto e decide di comprendere un mondo nuovo.
Ma'alefa'ak si sente escluso e decide di distruggere quello vecchio.
È questa simmetria a rendere il personaggio qualcosa di più di un semplice villain.
Il più pericoloso nemico di Martian Manhunter non è il marziano più forte che possa affrontarlo.
È quello che gli ricorda continuamente che, prima di diventare l'eroe della Terra, J'onn J'onzz era soltanto un sopravvissuto.
Cesio Endrizzi