venerdì 21 novembre 2025

Black Adam contro il Generale Zod: perché nel DCEU la bilancia pende verso Kahndaq


Nel dibattito eterno sui confronti impossibili dell’universo DC, pochi scontri accendono la fantasia dei fan come quello tra Black Adam e il Generale Zod, entrambi nella loro incarnazione cinematografica del DCEU. Due figure titaniche, due simboli di potere assoluto, due visioni opposte di dominio. Ma se lo scontro avvenisse davvero, chi ne uscirebbe vincitore? Analizzando i dati narrativi, le dichiarazioni canoniche e la gerarchia di potenza mostrata sullo schermo, la risposta appare meno controversa di quanto sembri: Black Adam avrebbe sconfitto Zod, e con una brutalità difficilmente contestabile.

Black Adam, interpretato da Dwayne Johnson, viene introdotto nel DCEU come una forza primordiale, un’entità che trascende il concetto stesso di supereroe. Non è un vigilante, non è un soldato, non è un alieno in cerca di una nuova patria. È un campione antico, alimentato da una magia divina che affonda le radici in un passato mitologico. Fin dalla sua prima apparizione, il film insiste su un punto chiave: Black Adam non è semplicemente potente, è inarrestabile. Viene descritto come la forza più letale del pianeta, un essere che nemmeno le entità mistiche più elevate possono affrontare con leggerezza.

Il confronto con il Dottor Fate è emblematico. Kent Nelson è presentato come uno dei personaggi più potenti del DCEU, un utilizzatore di magia quasi divina, capace di manipolare il tempo, la realtà e il destino. Eppure, anche lui riconosce implicitamente che Black Adam gioca su un altro livello. Se il Dottor Fate rappresenta l’ordine cosmico, Black Adam è il caos controllato, una divinità guerriera che non chiede permesso né accetta compromessi.

Dall’altra parte c’è il Generale Zod, il kryptoniano per eccellenza, il prodotto finale di una società militare geneticamente perfezionata. In Man of Steel, Zod si dimostra un avversario devastante, capace di mettere in seria difficoltà Superman in un combattimento che ridisegna Metropolis. Tuttavia, è fondamentale contestualizzare quello scontro. Il Superman che affronta Zod è un Clark Kent inesperto, appena consapevole delle proprie capacità, emotivamente instabile e ancora lontano dal pieno controllo dei suoi poteri. Non è il Superman maturo che il DCEU presenterà in seguito, né tantomeno il parametro assoluto di potenza che oggi rappresenta.

Black Adam, invece, viene esplicitamente paragonato al Superman attuale. Non a una versione acerba, ma a un essere pienamente formato, consapevole e dominante nella gerarchia del potere del DCEU. Questo solo elemento colloca Zod un gradino più in basso. Se Zod ha perso contro un Superman incompleto, difficilmente potrebbe prevalere contro qualcuno che opera allo stesso livello — se non superiore — del Superman maturo.

C’è poi un fattore decisivo che spesso viene sottovalutato: la magia. I kryptoniani non sono invincibili. Oltre alla kryptonite, mostrano una vulnerabilità storica e ben documentata agli attacchi di natura magica. Il fulmine di Black Adam non è semplice energia elettrica: è magia divina, canalizzata direttamente dagli dei. Un’arma che bypassa le difese biologiche kryptoniane e infligge danni reali, profondi, potenzialmente letali.

Anche sul piano fisico e della velocità, Black Adam non è inferiore. Anzi, il film suggerisce che la sua rapidità lo collochi tra gli esseri più veloci mai mostrati nel DCEU. La sua forza bruta è paragonabile — se non superiore — a quella di Superman. È vero, Zod è un combattente più addestrato, un generale nato per la guerra. Ma nemmeno Clark Kent lo era, eppure ha vinto. La differenza, in quel caso, è stata la potenza e la resistenza. E Black Adam ne possiede in abbondanza.

In uno scontro diretto, senza preparazione né vantaggi ambientali, il risultato appare chiaro: Black Adam avrebbe travolto Zod. Non per strategia raffinata, ma per superiorità schiacciante. Magia contro biologia, divinità contro soldato, mito contro impero.

Nel DCEU, il Generale Zod è una minaccia planetaria. Black Adam è una forza della natura. E quando una forza della natura si scatena, anche i conquistatori di mondi sono destinati a cadere.



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