C'è una cosa che pochi sanno su quel giuramento, e che vale la pena raccontare subito: non è nato con Hal Jordan. La formula "Nel giorno più luminoso, nella notte più buia, nessun male sfuggirà alla mia vista. Coloro che adorano la potenza del male, temano il mio potere: la luce di Lanterna Verde!" è stata pronunciata per la prima volta da Alan Scott, la Lanterna Verde originale, sulle pagine di Green Lantern #9 nel 1943 . Scott non apparteneva al Corpo delle Lanterne Verdi, non aveva i Guardiani, non pattugliava settori spaziali: era un ingegnere ferroviario con un anello magico ricavato da una lanterna di meteorite verde, e il suo unico limite era il legno . Eppure fu lui a inventare quelle parole, o almeno a pronunciarle per primo in quella forma destinata a durare.
La storia editoriale è affascinante proprio per questo. Alan Scott esordisce nel 1940 su All-American Comics #16, creato da Martin Nodell e Bill Finger . Il suo giuramento originario, in realtà, era diverso: "E spanderò la mia luce sul male oscuro, perché le cose oscure non possono sopportare la luce, la luce di Lanterna Verde!" . Ne provò altre, nel corso degli anni, finché non arrivò quella che conosciamo. La formula "Nel giorno più luminoso" non era obbligatoria per ricaricare l'anello: l'anello di Scott aveva bisogno di una ricarica ogni 24 ore, ma il giuramento serviva a dare peso all'atto, una solennità che senza parole sarebbe mancata .
Poi arrivò il 1959, e tutto cambiò. Julius Schwartz, l'editor che stava reinventando i supereroi DC per la Silver Age, voleva una Lanterna Verde diversa: non un vigilante terrestre con un anello magico, ma un membro di una forza di polizia intergalattica, con avventure nello spazio e un gruppo di colleghi alieni . John Broome e Gil Kane crearono così Hal Jordan, pilota collaudatore, che riceve l'anello da un alieno morente di nome Abin Sur . E quando Hal doveva ricaricare l'anello, quale formula usò? Quella di Alan Scott. La frase "Nel giorno più luminoso" fu riesumata e trasformata nel giuramento ufficiale del Corpo delle Lanterne Verdi .
C'è qualcosa di profondamente giusto in questa storia. Il Corpo delle Lanterne Verdi è nato miliardi di anni fa, secondo la continuity, dopo il fallimento dei Manhunters, i robot creati dai Guardiani che avevano interpretato la loro missione in modo così assoluto da massacrare interi settori . I Guardiani capirono che l'ordine senza emozione è tirannia, e crearono un corpo di esseri viventi, scelti per la loro forza di volontà, capaci di provare paura e di superarla. Gli anelli non sono armi automatiche: sono strumenti che rispondono alla volontà di chi li porta, e la volontà, per funzionare, ha bisogno di essere dichiarata. Il giuramento è quel momento: la Lanterna Verde non preme un pulsante, dice chi è e cosa intende fare.
E le parole sono importanti. "Nessun male sfuggirà alla mia vista" non è una promessa di onnipotenza: è una promessa di attenzione. "Coloro che adorano la potenza del male, temano il mio potere" non è una minaccia di vendetta: è una dichiarazione di resistenza. La Lanterna Verde non dice "io vi distruggerò", dice "io vi vedrò". È una differenza sottile ma enorme. Il Corpo non è un esercito di vendicatori, è una polizia intergalattica, e il suo compito è pattugliare, proteggere, intervenire. Il giuramento lo ricorda a ogni ricarica: la luce non serve a punire, serve a rendere visibile ciò che cerca di nascondersi.
La cosa che trovo più bella, però, è un'altra. Alan Scott ha inventato quelle parole per un anello magico, in una storia in cui non c'erano Guardiani, non c'erano settori, non c'era Oa. Ha inventato una formula che parlava di luce e di oscurità, di coraggio e di paura, senza sapere che decenni dopo sarebbe diventata la preghiera laica di un corpo di polizia cosmico. La frase è sopravvissuta al suo creatore, al suo personaggio, alla sua epoca. È passata da una lanterna ferroviaria a un anello alimentato dalla volontà dell'universo. E continua a funzionare, perché dice una cosa semplice e vera: la luce esiste solo se qualcuno sceglie di accenderla. E quel qualcuno, ogni volta, deve dirlo ad alta voce.
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