giovedì 20 agosto 2026

Superman è davvero così invincibile? La matematica dei 26.000 pugni al secondo racconta solo metà della storia

Quando si parla di Superman, il problema è sempre lo stesso: cercare di trasformare un personaggio dei fumetti in un'equazione matematica perfettamente coerente. È un esercizio divertente, ma rischia di produrre risultati completamente fuori scala rispetto a ciò che i fumetti vogliono realmente raccontare.

Da tempo circola l'affermazione secondo cui Superman sarebbe capace di sferrare qualcosa come 26.000 pugni al secondo. Un numero impressionante, naturalmente. Talmente impressionante che, preso alla lettera, trasformerebbe qualunque combattimento in una semplice questione di pochi millesimi di secondo. Ma la domanda interessante non è soltanto quanto velocemente Superman possa colpire. È capire contro chi quei pugni avrebbero davvero effetto.

Perché nell'universo DC esistono personaggi che, per caratteristiche fisiche o cosmiche, appartengono a una categoria completamente diversa.

Pensiamo, per esempio, a un essere capace di sopravvivere all'assorbimento o alla distruzione di un pianeta, oppure a entità la cui esistenza non dipende nemmeno da un corpo materiale paragonabile a quello umano. Contro un avversario simile, il problema non sarebbe stabilire quanti pugni Superman possa tirare in un secondo. Il problema sarebbe capire se quei pugni rappresentino davvero una minaccia.

Ed è qui che la frase «Superman può dare 26.000 pugni al secondo» comincia a perdere parte del suo significato.

La velocità di un attacco e la sua efficacia sono due cose diverse. Un pugno può essere rapidissimo, ma se l'avversario possiede una resistenza enormemente superiore all'energia prodotta dall'attacco, moltiplicare il numero dei colpi non risolve necessariamente il problema. Se Superman colpisse un essere capace di resistere a energie paragonabili a quelle necessarie per distruggere un pianeta, non sarebbe sufficiente dire: «Bene, allora gli darà migliaia di pugni».

Bisognerebbe conoscere la forza di ciascun pugno, la quantità di energia trasferita, la resistenza dell'avversario e soprattutto le regole fisiche che il fumetto sta utilizzando in quella particolare storia.

E qui arriviamo al vero problema.

Superman non è un personaggio con una scheda tecnica immutabile.

La sua forza cambia enormemente a seconda dell'epoca editoriale, dello sceneggiatore, della versione del personaggio e della storia. Esistono rappresentazioni nelle quali Superman appare quasi come una divinità fisica, capace di imprese che sfidano qualunque interpretazione realistica. In altre storie, invece, può essere ferito, rallentato, messo in difficoltà o sconfitto da avversari che, sulla carta, sembrerebbero molto meno impressionanti.

Questo non è necessariamente un errore.

È la natura stessa dei fumetti.

Superman è stato creato per essere un personaggio straordinario, ma non è nato come un sistema matematico coerente. La sua funzione narrativa è cambiata nel corso dei decenni e con essa sono cambiate anche le sue capacità.

Per questo motivo, confrontare Superman con personaggi della Marvel o della DC utilizzando esclusivamente numeri estratti da singole scene può diventare estremamente complicato.

Un altro errore frequente consiste nel confondere una dimostrazione eccezionale con il livello medio del personaggio.

Se Superman in una determinata storia compie un'impresa assurda, non significa automaticamente che quella prestazione rappresenti la sua capacità normale in ogni altra storia. Allo stesso modo, se in un'altra occasione viene messo in difficoltà da un avversario molto meno potente, non significa che improvvisamente sia diventato debole.

Il contesto conta.

Ed è proprio questo che rende interessanti i cosiddetti «power scaling» dei fumetti. Si cerca di costruire una gerarchia logica partendo dalle imprese mostrate dai personaggi, ma spesso si finisce per confrontare elementi che appartengono a storie completamente diverse.

Il risultato può essere paradossale.

Un personaggio potrebbe aver distrutto un pianeta in una storia e perdere contro qualcuno che, secondo la stessa matematica, non dovrebbe nemmeno riuscire a ferirlo.

Perché?

Perché il fumetto non è un videogioco con valori fissi di forza, velocità e punti vita.

E Superman, in particolare, è uno dei personaggi più difficili da collocare in una classifica definitiva.

Il fatto che esistano esseri capaci di sopportare i suoi attacchi non diminuisce necessariamente la sua potenza. Al contrario, dimostra quanto siano enormi i livelli di potere raggiunti dagli universi narrativi DC e Marvel.

Esistono infatti personaggi per i quali la forza fisica di Superman è semplicemente la misura sbagliata.

Un essere cosmico potrebbe non avere bisogno di essere «più forte» di Superman nel senso tradizionale. Potrebbe semplicemente operare a un livello differente. Potrebbe manipolare materia, energia, spazio, tempo o realtà stessa. In quel caso Superman potrebbe anche essere infinitamente più veloce e fisicamente più potente di un essere umano senza che questo gli garantisca automaticamente la vittoria.

Ed è proprio questo il punto che spesso viene dimenticato nelle discussioni sui combattimenti tra supereroi.

La forza non è l'unica variabile.

Velocità, resistenza, capacità rigenerative, manipolazione energetica, poteri mentali, controllo della materia, vulnerabilità specifiche e natura stessa dell'esistenza del personaggio possono rendere completamente inutile un enorme vantaggio fisico.

Perciò la domanda «Chiunque nella DC o nella Marvel potrebbe resistere per diversi secondi ai pugni di Superman?» non ha una risposta universale.

No.

Esistono moltissimi personaggi che verrebbero probabilmente distrutti molto prima di poter reagire. Ma esistono anche esseri per i quali i pugni di Superman potrebbero rappresentare poco più di un fastidio.

E questa conclusione rende anche più interessante la seconda affermazione: «Superman nei fumetti non è poi così forte».

Questa, invece, è probabilmente una semplificazione nella direzione opposta.

Superman è estremamente forte. Il problema è che la DC contiene personaggi talmente potenti che persino Superman può sembrare relativamente piccolo quando viene messo a confronto con loro.

È come confrontare un uomo capace di sollevare un'automobile con qualcuno capace di spostare una montagna. Il primo è comunque straordinariamente forte. Il secondo appartiene semplicemente a una scala diversa.

Ecco perché i 26.000 pugni al secondo sono una curiosità affascinante, ma non una dimostrazione definitiva della superiorità di Superman.

La matematica può dirci quanto velocemente potrebbe colpire.

Il fumetto, invece, deve ancora dirci chi sta ricevendo quei pugni.

Ed è spesso proprio quella la parte più importante.

Cesio Endrizzi

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