Il Dottor Manhattan è uno dei personaggi più complessi e affascinanti nel capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons: Watchmen. La sua natura sovrumana, la sua distacco emotivo e la sua visione del mondo come un'entità temporale e deterministica lo pongono in netto contrasto con gli altri personaggi, che sono, in maggior parte, esseri umani con le loro paure, speranze e incertezze. Eppure, il Dottor Manhattan si trova ad affrontare una sfida fondamentale nel corso della trama: riuscire a salvare l'umanità dal baratro della distruzione nucleare senza scivolare nella completa disumanizzazione.
Alla fine della miniserie, dopo una serie di eventi drammatici, il Dottor Manhattan prende una decisione che si rivelerà fondamentale per il destino del mondo: lancia un piano che, almeno apparentemente, salva l'umanità, ma che, dal punto di vista umano, risulta essere un fallimento.
In questo articolo esploreremo il piano del Dottor Manhattan, perché la sua visione della salvezza è fallimentare dal punto di vista umano e come la sua mancanza di empatia e di comprensione dei sentimenti umani influisca sul suo piano di salvezza.
Nel contesto della Guerra Fredda, il mondo è sull'orlo della distruzione nucleare. La tensione tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica è alle stelle, e l'umanità si trova ad affrontare la possibilità di una guerra nucleare che annienterebbe l'intero pianeta. Il piano del Dottor Manhattan nasce dalla sua convinzione che solo un evento catastrofico, su scala globale, possa fermare la guerra e unire i popoli sotto una minaccia comune.
Il piano, elaborato dal Ozymandias (un altro dei protagonisti di Watchmen), consiste nell'uccisione di milioni di persone attraverso un attacco simulato da un mostro alieno, un'entità di origini sconosciute che appare improvvisamente a New York. Questo attacco, pur essendo una finzione orchestrata, è percepito come reale dai governanti del mondo intero, i quali si uniscono nel tentativo di combattere un nemico comune.
Il Dottor Manhattan, dopo aver appreso del piano, non solo lo accetta, ma lo aiuta anche in quanto convinto che questa azione possa veramente portare alla pace. Il piano sembra funzionare: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica si uniscono nella lotta contro questa minaccia comune, evitando la guerra nucleare. L'umanità è salvata, ma a un prezzo altissimo: milioni di vite innocenti sono state sacrificate.
Uno degli aspetti più affascinanti del Dottor Manhattan è la sua visione del tempo e della realtà. Avendo acquisito poteri sovrumani, il Dottor Manhattan è in grado di percepire il tempo in modo non lineare. Per lui, il passato, il presente e il futuro esistono contemporaneamente, come se fossero parte di un unico continuum. Di conseguenza, la sua percezione dell'umanità è completamente distaccata, quasi come se fosse un osservatore esterno a qualcosa che considera inevitabile.
Questa visione distaccata del mondo e delle vite umane rende difficile per il Dottor Manhattan connettersi emotivamente con le persone. La sua idea di "salvare l'umanità" non nasce da un desiderio di proteggere la vita umana in sé, ma da una sorta di ragionamento matematico e deterministico. Per lui, la sopravvivenza dell'umanità è una questione di necessità logica: se un evento catastrofico come la distruzione di New York unisce le nazioni e previene una guerra nucleare, allora il piano è giusto.
Tuttavia, questa mancanza di empatia è uno dei motivi per cui il piano del Dottor Manhattan è fallimentare dal punto di vista umano. Egli non comprende appieno la sofferenza che un sacrificio così grande impone alle persone comuni. La sua visione della salvezza è puramente utilitaristica, senza considerare il valore della vita individuale e l'importanza delle emozioni umane, come la speranza, l'amore, la paura e la perdita.
La tragedia del piano del Dottor Manhattan sta nel fatto che il sacrificio di milioni di vite innocenti non è mai stato veramente messo in discussione. La morte di milioni di persone, per quanto utile a fermare una guerra nucleare, non è vista come un crimine dal Dottor Manhattan, che la considera solo un costo necessario per raggiungere un obiettivo maggiore.
Questo distacco dalla sofferenza umana è visibile anche nei suoi rapporti personali, in particolare con Laurie Juspeczyk (Silk Spectre), la quale non riesce mai a farsi una vera connessione emotiva con lui. Il Dottor Manhattan è incapace di comprendere appieno l'impatto emotivo che la sua visione del mondo ha sulle persone che lo circondano. Laurie e gli altri protagonisti di Watchmen sono costantemente coinvolti in conflitti interiori, mentre il Dottor Manhattan, lontano dalle emozioni, osserva tutto con uno sguardo quasi freddo.
Il fallimento del suo piano, quindi, non sta nel risultato finale — la pace globale — ma nel modo in cui viene ottenuto. Non si tratta di una vittoria conquistata con il cuore e con l'umanità, ma di una vittoria distaccata, che priva l'umanità della possibilità di fare le proprie scelte.
Un altro aspetto fondamentale che rende fallimentare il piano del Dottor Manhattan è il fatto che, alla fine della storia, la verità è nascosta al mondo. Sebbene il piano di Ozymandias e del Dottor Manhattan abbia effettivamente impedito una guerra nucleare, è basato su una grande menzogna. Ozymandias nasconde la verità sulla creazione del mostro e il coinvolgimento di Manhattan, lasciando che il mondo creda che il nemico alieno sia reale. La popolazione mondiale è privata della possibilità di scegliere liberamente come reagire alla crisi.
Il fallimento del piano del Dottor Manhattan non sta solo nel sacrificio delle vite umane, ma anche nell'idea di una verità nascosta che, se rivelata, potrebbe distruggere l'illusione di una pace raggiunta. La decisione di Rorschach di non rivelare la verità, sebbene sia il protagonista che difenda l'onore umano, è il punto culminante di questa riflessione. La verità, secondo lui, è più importante di tutto, anche della pace stessa.
Il piano del Dottor Manhattan, sebbene raggiunga il suo obiettivo di evitare la guerra nucleare, è un fallimento dal punto di vista umano proprio per la sua mancanza di empatia e la sovrumana determinazione che lo caratterizza. La sua visione del mondo, pur essendo affascinante da un punto di vista filosofico, fallisce nel cogliere la complessità e il valore della vita umana. Per quanto il piano possa sembrare razionale e necessario per prevenire una catastrofe, esso priva gli esseri umani della possibilità di fare le proprie scelte morali, facendoli diventare marionette in un gioco più grande.
La grande lezione di Watchmen sta proprio in questo contrasto tra l'eroismo sovrumano e le imperfezioni umane: ciò che rende gli esseri umani così speciali non è solo la loro capacità di sopravvivere, ma anche la loro capacità di scegliere liberamente e di agire secondo valori morali. Il fallimento del Dottor Manhattan ci ricorda che, pur avendo il potere di cambiare il mondo, l'essenza dell'umanità risiede nel suo diritto di autodeterminarsi, anche a costo di fare errori.
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