Una delle domande più frequenti – e apparentemente più
semplici – che i lettori di fumetti Marvel si pongono davanti a
Magneto è questa: come può volare se il corpo umano non è
magnetico?
È una domanda legittima, razionale, quasi
scolastica. Ed è proprio per questo che la risposta è molto più
complessa, affascinante e stratificata di quanto sembri.
Magneto non è solo un supercriminale o un antagonista degli X-Men. È una figura ideologica, filosofica e simbolica. Il suo volo non è soltanto un potere: è una dichiarazione. Per capirlo davvero, bisogna tenere insieme fisica, scienza dei fumetti, narrazione e metafora.
Partiamo dalla base scientifica.
Il corpo umano non è
ferromagnetico: non contiene quantità significative di
ferro metallico libero, né di nichel o cobalto, gli unici elementi
che rispondono in modo forte ai campi magnetici. L’emoglobina
contiene ferro, sì, ma in forma chimicamente legata, incapace di
generare attrazione magnetica.
Questo significa che un essere umano non può sollevarsi “attaccandosi” a un campo magnetico come una graffetta su una calamita. Se Magneto fosse semplicemente “un uomo che controlla il metallo”, il suo volo sarebbe impossibile.
Ed è qui che nasce il primo grande equivoco.
Nelle versioni narrative più mature del personaggio – soprattutto a partire dagli anni di Chris Claremont – Magneto non viene più descritto come un semplice manipolatore del metallo, ma come il mutante capace di controllare l’intero campo elettromagnetico.
Questo significa:
campi magnetici
interazioni fondamentali tra materia ed energia
In altre parole, Magneto non muove oggetti metallici: manipola una delle quattro forze fondamentali dell’universo.
Ed è questo il punto chiave per capire come vola.
Nel corso di decenni di storie, la Marvel ha fornito – più o meno esplicitamente – diverse spiegazioni del volo di Magneto. Nessuna è definitiva, ma tutte convergono su un concetto: non è il corpo a essere magnetico, è lo spazio attorno a lui a essere controllato.
1. Levitazione tramite campi magnetici auto-generati
La spiegazione più accreditata è che Magneto generi un potente campo elettromagnetico attorno al proprio corpo, una sorta di guscio invisibile.
Questo campo interagisce:
con il campo magnetico terrestre
con masse metalliche presenti nel suolo
con le linee di forza elettromagnetiche dell’ambiente
Il risultato è una repulsione controllata,
simile – concettualmente – a quella usata nei treni a levitazione
magnetica (MagLev).
Magneto non “si tira su”: si
respinge verso l’alto, regolando intensità, direzione e
accelerazione.
2. La forza di Lorentz e il “nuoto” nei campi elettromagnetici
Dal punto di vista teorico, la spiegazione più elegante è legata alla forza di Lorentz: una carica elettrica in movimento, immersa in un campo magnetico, subisce una forza perpendicolare alla direzione del moto.
Tradotto in linguaggio fumettistico:
Magneto può caricare il
proprio corpo o il campo che lo circonda e muoversi
all’interno dei campi elettromagnetici come un surfista cosmico.
Non è un caso che visivamente il suo volo ricordi quello di Silver Surfer o di entità cosmiche: il concetto è lo stesso. Non propulsione, ma controllo del mezzo invisibile.
3. Piattaforme magnetiche invisibili
In versioni più semplici (soprattutto nei primi anni), Magneto veniva rappresentato come se:
sollevasse metalli dal terreno
creasse “piattaforme” sotto i piedi
sfruttasse particelle metalliche nell’aria
Questa spiegazione oggi è considerata superata, ma resta parte del canone storico del personaggio. È la versione più “meccanica”, utile quando gli autori volevano evitare concetti troppo astratti.
Osservando Magneto in volo, si nota un dettaglio fondamentale:
non
lotta mai contro l’aria.
Niente ali, niente razzi, niente postura aerodinamica. Il corpo resta eretto, immobile, solenne. Questo perché il suo movimento non è una sfida alla gravità, ma un suo superamento concettuale.
Magneto non si muove nello spazio come un corpo fisico:
si
sposta come una volontà che impone la propria legge.
Qui la scienza lascia spazio alla narrativa.
Magneto è un sopravvissuto all’Olocausto. Ha visto cosa accade quando una minoranza è perseguitata, umiliata, annientata. Il suo volo rappresenta la sua decisione di non stare più allo stesso livello morale dell’umanità che ha fallito.
Charles Xavier cammina tra gli uomini
Magneto si eleva sopra di loro
Il volo diventa così:
distacco
superiorità ideologica
rifiuto della vulnerabilità
Non è un caso che Magneto venga spesso raffigurato:
su una roccia
sopra una città
sospeso sopra una folla
Il messaggio è chiaro: non chiede più il permesso di esistere.
È importante chiarire un punto: i fumetti non seguono la fisica
reale, ma una fisica narrativa coerente.
All’interno
di quell’universo, il controllo dell’elettromagnetismo
giustifica:
il volo
gli scudi di energia
la resistenza a forze estreme
Magneto non è realistico, ma è internamente logico. Ed è questo che lo rende credibile.
Chiedersi come Magneto voli non è pedanteria: è il segno che il
personaggio funziona.
È un potere che sembra semplice, ma apre a:
riflessioni scientifiche
questioni filosofiche
temi morali profondi
Magneto non vola perché “può”.
Vola perché non
accetta più di essere schiacciato dalla storia.
Alla fine, la risposta definitiva è questa:
Magneto
non vola perché il suo corpo è magnetico, ma perché controlla ciò
che tiene insieme la materia.
E sul piano simbolico, vola perché:
ha smesso di credere nella redenzione umana
ha deciso di non inginocchiarsi più
ha scelto il dominio al posto della supplica
Nel mondo dei fumetti, pochi poteri sono così carichi di
significato.
Il volo di Magneto non è spettacolo: è una
sentenza.
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